L’ABT, che raccoglie di settimana in settimana i volumi dei crediti COVID-19 concessi in Ticino, fa sapere che è stato raggiunto il miliardo di franchi.
Una cifra considerevole, soprattutto se rapportata all’economia cantonale e che dimostra come le imprese ticinesi stiano apprezzando l’opportunità di finanziarsi a condizioni vantaggiose in questo difficile momento congiunturale.
Nel dettaglio:

  • I crediti COVID-19 con limite fino a CHF 500’000 attualmente concessi sono 8’430 per un totale di CHF 898 milioni di franchi
  • Quelli superiori a CHF 500’000 sono 42 per un totale di CHF 92 milioni.
  • Nel complesso quindi a 8’472 imprese sono stati concessi prestiti pari a 990 milioni di franchi.

Si tratta di cifre per difetto, in quanto non tutte le banche con attività su suolo nazionale forniscono dati regionali. Inoltre, le cifre sono in evoluzione, poiché varie richieste, soprattutto quelle oltre il mezzo milione di franchi e coperte solo parzialmente dalla garanzia della Confederazione, sono ancora in fase di analisi.

I dati a livello nazionale

Anche i dati a livello svizzero, pubblicati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), dimostrano l’efficacia di questo strumento creditizio: finora a oltre 100’000 imprese sono stati concessi quasi 20 miliardi di franchi. Ricordiamo che questa operazione durerà fino al 31 luglio prossimo e il Consiglio federale ha recentemente aumentato il fondo di garanzia da 20 a 40 miliardi di franchi. Le banche, da parte loro, stanno investendo mezzi e risorse importanti per analizzare e smaltire in tempi brevi le numerosissime richieste.

I costi per la banca e per il cliente

Questo lavoro amministrativo sta richiedendo un impegno notevole da parte degli istituti e dei collaboratori, generando una serie di costi che però, come chiesto dal Consiglio federale, non sono addebitati ai clienti. L’unico obolo richiesto al cliente riguarda il bollo cantonale che riguarda i documenti bancari e che il Cantone non ha voluto abolire, almeno temporaneamente, nemmeno in questa fase di crisi. Un’esenzione sarebbe stata sicuramente un gesto apprezzato da tutte le imprese ticinesi.