Quali sono le principali difficoltà che una famiglia deve affrontare al momento di una pianificazione successoria?
«Le problematiche da affrontare sono di tipo molto diverso, a cominciare dal fatto che spesso gli eredi hanno opinioni molto discordanti circa la suddivisione dei beni e degli immobili. A questo si aggiunge il fatto che da un lato vi sono le disposizioni di legge a cui occorre attenersi, ma dall’altro è necessario tener conto della volontà degli eredi che talvolta generano situazioni anche fortemente conflittuali».
Come si fa ad evitare, nei limiti del possibile, l’esplosione di forti tensioni familiari?
«La nostra esperienza ci porta a dire che il miglior modo per affrontare il problema è quello di sedersi attorno ad un tavolo e avviare un confronto che tenga conto delle diverse posizioni degli eredi. All’inizio le opinioni possono essere anche molto discordi, ma, parlando, le tensioni si attenuano e in molti casi si può arrivare ad un accordo. Spesso ascoltare un parere terzo aiuta ad accettare un punto di vista diverso dal proprio, al di là di eventuali coinvolgimenti sentimentali».
Quali sono i passaggi che occorre attraversare per arrivare ad una soluzione condivisa?
«Diciamo che all’inizio è necessario che tutti i soggetti coinvolti (anche le generazioni a venire) possano esprimere tutti i desideri e le esigenze. Occorre quindi avere una visione chiara di tutti i valori patrimoniali aggiornati al prezzo di mercato e nel contempo valutare e adattare la situazione patrimoniale storica in considerazione della prossima trasmissione. In questa delicata fase possono essere coinvolte eventualmente anche le persone di fiducia dei clienti, come i fiduciari o gli avvocati di famiglia. Il disciplinamento della successione dovrebbe infatti essere sempre adattato alla relativa situazione di vita e dunque qualsiasi cambiamento professionale e privato può influenzare la successione familiare».
Come si procede al fine di mantenere intatti i valori familiari fino alla successione?
«La successione familiare è influenzata da un’ infinità di variabili. Si tratta di un processo lungo, molto complesso e non standardizzabile. Per questo è necessario affrontarlo tracciando delle linee guida utili a diagnosticare i problemi, formulando delle possibili alternative per poi sceglierne una e pianificare gli interventi necessari per realizzarla: in sintesi, affrontare la successione come un processo di pianificazione strategica, che, come tale, necessità di metodo, organizzazione e coinvolgimento di numerose risorse umane e materiali».
Da ultimo, cosa è necessario prevedere riguardo la conservazione a lungo termine dei valori familiari?
«In questo ambito può essere molto utile il nostro ruolo di consulenti per elaborare un concetto d’investimento e mettere in pratica strategie a misura delle specifiche esigenze della famiglia. Di conseguenza, è opportuno scegliere modelli adatti di gestione patrimoniale, preparando e coinvolgendo anche la generazione a venire, per esempio mediante un mandato precauzionale con la quale si stabilisce chi la rappresenterà, dopo un incidente o in caso di malattia o demenza, quando il capofamiglia non sarà più in grado di decidere da solo. Di conseguenza è opportuno scegliere modelli adatti di gestione patrimoniale, preparando e coinvolgendo anche la generazione a venire. Per esempio mediante un mandato precauzionale con il quale si stabilisce chi rappresenterà il capo famiglia, dopo un incidente o in caso di malattia o demenza, ovvero quando esso non sarà più in grado di decidere da solo».