Un successo che ha visto un sold out superando le più rosee aspettative quello della MasterClass Garda DOC Ticino Experience organizzata in collaborazione con l’Association Suisse des Sommeliers Professionnels del Ticino presso l’Hotel Villa Principe Leopoldo di Lugano, con lo scopo di far avvicinare appassionati e curiosi alle eccellenze enologiche del generoso terroir del Lago di Garda.
Soddisfazione ampiamente diffusa anche tra i produttori gardesani presenti che sono stati chiamati ad un pomeriggio che ha visto servire ben 10 vini, commentati da 10 sommeliers del Ticino, a cui ha fatto seguito una cena con l’abbinamento di altri 8 vini di differenti produttori.
Il saluto è stato dato da Piero Tenca, presidente Nazionale dell’ASSP, che ha porto i saluti ai presenti ed al Console Generale d’Italia di Lugano Gabriele Meucci ed ai responsabili della Camera di Commercio Italiana in Svizzera Giangi Cretti e Fabio Franceschini, ed ha motivato gli scopi dell’incontro e la scelta di far degustare 10 vini ad altrettanti Sommelier dell’ASSPS professionali.
Quindi Rocco Lettieri, giornalista transfrontaliero, che per anni ha lavorato in Ticino e che per 20 anni è stato ispettore unico delle Guide Veronelli del Cantone italiano, forte conoscitore della realtà enologica svizzera, portando ai presenti anche il saluto dei produttori non presenti, ha confermato che: «Siamo al terzo incontro qui a Lugano con il Consorzio del Garda DOC. Un ritorno dopo un fermo obbligato per il Covid. E se si torna ancora qui un motivo ci sarà. E questa motivazione sta in alcuni numeri interessanti per quanto riguarda il rapporto di esportazione di questi vini nella Svizzera. Infatti, il mercato svizzero, che per i vini italiani muove annualmente un giro d’affari di oltre 400 milioni di euro, mostra un buon dinamismo, considerando tra l’altro che la dinamica generale delle esportazioni vinicole nazionali è apparsa più sostenuta, con un più 10,6 % in valore registrato tra il 2019 e il 2021. Quello elvetico si conferma pertanto un mercato di alto profilo qualitativo, con etichette di pregio che, ormai da diversi anni, concentrano una importante quota di mercato. In termini quantitativi la Svizzera intercetta il 3,5% dei volumi fisici di vini e spumanti che l’Italia vende complessivamente nel mondo, ma lo stesso mercato garantisce, come detto, circa il 6% del fatturato da export. Le recenti dinamiche valutarie, che hanno portato a un forte apprezzamento del franco svizzero nel rapporto di cambio con l’euro, rappresentano un ulteriore potenziale fattore di stimolo, riducendo di fatto il costo effettivo di acquisto dei vini italiani ed europei. In termini di obiettivi e strategie sul mercato elvetico la vicinanza geografica in continuità con la presenza di cittadini svizzeri sulle rive del Lago di Garda ha indirizzato le iniziative verso lo sviluppo della massima diffusione dei singoli produttori sul mercato. La commercializzazione dei prodotti Garda Doc vede prevalere una distribuzione diretta sia verso ristoranti sia verso piccoli distributori. Unitamente a questo, sta iniziando ad aprire anche un mercato allo scaffale per le tipologie di varietali quali Chardonnay, Pinot Grigio e anche per varie tipologie spumantizzate».
«Noi oggi siamo qui a fare “comunicazione” che in fondo altro non è che lo specchio del mondo produttivo. Il mondo del vino sta in piedi con i soldi dei produttori e sono loro gli unici che tengono in piedi questi incontri. Un modo di dialogare con le aziende senza fare compromessi» ha continuato ancora Lettieri. «Il vino ci piace perché è buono, perché è storia, perché è cultura. Ecco perché il “racconto del vino” andrebbe fatto in modo quasi “evangelico”, raccontando quello che c’è dentro nel bicchiere senza dimenticare quello che c’è intorno alla bottiglia, nel territorio e nelle sue storie, per capire ancora di più dove risiede il bello del vino, come ci hanno insegnato personaggi indimenticabili quali Mario Soldati, Luigi Veronelli, Giorgio Grai, il nostro grande produttore che è Angelo Gaja, Vittorio Fiore, Mattia Vezzola e tantissimi altri con cui dialoghiamo tutti i giorni».
Il fil rouge che ha guidato gli ospiti nel corso della giornata è stato commentato dal Presidente del Consorzio Paolo Fiorini: «Il fattore luce o meglio, la luminosità è un fattore naturale che rende unica l’enclave produttiva circostante il lago di Garda. Qui, in questo spazio protetto da nord verso sud dalle catene alpine e chiuso da una cornice di colline moreniche di diversa ondulazione che si sono generate nei millenni da ripetute glaciazioni, la rifrazione generata dalla superfice dell’acqua produce un effetto un ulteriore elemento che ne arricchisce il terroir: al suolo e al clima si aggiunge infatti anche la luminosità. In questo “luogo protetto” l’effetto della rifrazione luminosa, amplificata dalla grande superfice d’acqua, produce la sensazione “marina” di un “clima amico”, accompagnato da vegetazione tipicamente mediterranea quale l’ulivo, i capperi, i limoni, i cedri, le agavi che ne arricchiscono il particolare “terroir viticolo”, enologicamente riconosciuto per tre caratteristiche: morbidezza, fruttuosità e fragranza».
«Abbiamo sempre puntato sul valore evocativo delle nostre produzioni – ha evidenziato Carlo Alberto Panont – poiché siamo certi che il nostro Lago e l’idea di vacanza ad esso collegata, costituiscano un potente aggancio mentale tra i vini Garda DOC e questo medesimo comprensorio. Il Lago di Garda è infatti da sempre considerato un vero e proprio luogo dell’anima, tale da rimanere impresso nella memoria di chi lo vive».
Riconosciuta nel 1996 la DOC Garda insiste su un’area di produzione collinare che circonda il Lago di Garda e che si estende dalla Valtènesi alla Valpolicella, dalle rive del Mincio al capoluogo Scaligero. La superficie vitata è pari a 31.100 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. Quella del Garda è una “denominazione di denominazioni”. Sono infatti dieci le zone DOC che ne fanno parte e solo i vigneti che storicamente sono all’interno di aree a denominazione di origine controllata possono fregiarsi anche della DOC Garda. Esse sono: Valtenesi; Lugana; San Martino della Battaglia; Colli Mantovani; Custoza; Bardolino; Valdadige Terra dei Forti; Valpolicella; Soave e Monti Lessini.