Quali sono i principali progetti a carattere regionale che nel corso del 2018 interesseranno Mendrisiotto e Basso Ceresio, iniziando dalle iniziative per la valorizzazione del ricco patrimonio ambientale?

«Il Monte Generoso apre la sua seconda stagione con il Fiore di Pietra e stiamo lavorando per valorizzare l’offerta escursionistica ricca e variata presente su questa grande montagna che ricopre una parte importante del territorio della regione, apportando migliorie ad una serie di tracciati. Le offerte per quanto concerne la ferrovia Monte Generoso saranno molteplici e potenzialmente capaci di rispondere ad esigenze diverse e poi, a complemento delle loro proposte, ci saranno anche i ricchi programmi ricreativi-culturali che saranno organizzati in Valle di Muggio dal Museo Etnografico e dal Parco delle Gole della Breggia, che si trova proprio in fondo alla valle. Sull’altro lato della regione, sul Monte San Giorgio, i programmi del museo dei fossili e delle cave di Arzo presenteranno una serie di novità intriganti che stimoleranno l’attenzione dei visitatori. Offerte speciali per accedere ai lidi, visite guidate per famiglie, escursioni per bambini, itinerari tra i vigneti, d’architettura oppure itinerari guidati in bici, in moto o a piedi, partendo a volte anche la mattina prestissimo, come anche occasioni di abbinamento “territorio e sapori”, saranno inoltre proposti più volte sull’arco di tutto l’anno dai diversi partner».


Grandi progressi sono stati fatti nel corso degli ultimi per quanto riguarda il patrimonio museale, con importanti rinnovamenti e nuove aperture…

«Lo scorso anno è stato inaugurato il grande anfiteatro presso le cave di Arzo e quest’anno il Teatro dell’architettura a Mendrisio; due luoghi dove saranno in futuro allestiti spettacoli e mostre che promettono nuova attenzione per la regione. Anche il Museo della Civiltà contadina di Stabio è stato rinnovato e riaperto recentemente. La nostra OTR sta inoltre lavorando a numerosi progetti di sviluppo tra cui quello del Parco archeologico di Tremona. Questo è l’unico parco archeologico del Ticino e qui, già dal 2017, è stata introdotta la possibilità di noleggiare degli occhiali che, grazie alle nuove tecnologie, permettono durante la visita di vedere frammenti del passato sovrapposti al presente. Tecnologia che é presente anche al Museo Etnografico della Valle di Muggio e al Museo dei fossili del Monte San Giorgio, dove è possibile ammirare due rilievi interattivi che permettono la scoperta dei due territori e delle rispettive eccellenze. Altro progetto importante che seguiamo da vicino è quello della candidatura delle Processioni della Settimana Santa alla Lista rappresentativa dei Patrimoni immateriali culturali dell’UNESCO e della valorizzazione dei Trasparenti presso la sede del nuovo museo aperto lo scorso anno. Da non dimenticare poi le varie attività proposte dalle gallerie d’arte e dai musei della regione, che sono numerosi e propongono esposizioni di pregio, mediazione culturale, didattica ed anche delle attività collaterali per animare gli spazi che a volte ampliano così la loro attrattività».


Il 2018 è stato proclamato Anno del Patrimonio culturale UNESCO, che annovera nella regione il Monte San Giorgio. Quali sono i vantaggi derivanti da questo prezioso riconoscimenti per lo sviluppo turistico del Mendrisiotto?

«La presenza di un Patrimonio UNESCO nel territorio è innanzitutto motivo d’orgoglio e permette al Mendrisiotto di essere rappresentato, attraverso questo tesoro che arriva dal passato, in una lista esclusiva e dal valore riconosciuto internazionalmente. Poi di fatto questo riconoscimento comporta delle responsabilità e dei doveri e quindi la necessità di sviluppare con la dovuta attenzione l’immagine e l’offerta di un Patrimonio che potenzialmente risulta un attrattore turistico. Nel caso specifico del Monte San Giorgio il tema che ha il valore dell’unicità sono i fossili e dobbiamo ammettere che il tema della paleontologia non è sicuramente tra i più semplici da snocciolare ai visitatori. È anche per questo motivo che da oltre 10 anni siamo membri di un’associazione nazionale, che si chiama oggi World Heritage Experience Switzerland (WHES) che raggruppa attorno ad un tavolo i rappresentanti dei 12 Patrimoni svizzeri che condividono obiettivi comuni ed a volte anche esperienze, con l’obiettivo di promuovere correttamente i siti UNESCO e di ottenere ricadute turistiche positive, nel rispetto della conservazione e tutela dei valori. Chiaramente questo scambio e la costruzione di progetti condivisi comporta un coinvolgimento attivo della nostra OTR, ma anche delle ulteriori opportunità di promozione del Monte San Giorgio e del suo museo».


Un altro settore in cui la vostra regione si candida a diventare un punto di riferimento a livello cantonale riguarda l’enogastronomia. Con quali progetti?

«Il Mendrisiotto è la regione più vignata del Cantone ed è ricca di eventi a carattere tradizionale legati al mondo dei prodotti del territorio e dell’enogastronomia, basti pensare alla Sagra della Castagna, alla Sagra del Borgo di Mendrisio, quella della Costina, del Bue, dei Pesciolini, dei Mulini, del Formaggino ecc. Da qualche anno a questa parte nuove manifestazioni come la Mangialonga, Agroblues o il Tappo alle cantine, hanno dato nuovo slancio al tema ed al legame di questo territorio con prodotti di grande pregio come appunto i vini, la gazosa, i panettoni, i salumi, i prosciutti ed i formaggi, ma anche prodotti “nuovi” come il Gincarlin, il cioccolato artigianale, le birre artigianali, il Gin Bisbino, il Sambì e le Erbe del Ticino con le quali vengono prodotte caramelle, thé e bibite analcoliche. Senza dimenticare la presenza della tenuta di Mezzana con la scuola agraria, l’azienda e i diversi prodotti, o di alcune macellerie molto rinomate a livello cantonale. Non dobbiamo inoltre dimenticare le due Rassegne Gastronomiche che da decine di anni si ripresentano puntualmente in autunno e danno lustro a grotti e ristoranti che vantano l’apprezzamento di molta clientela locale, oltre che di quella turistica. Il nostro compito è quindi molto facilitato visto che vi è poco da costruire ex novo, ma si tratta di consolidare collaborando con i diversi partner del territorio, cercando di rafforzare una realtà territoriale che già fa parlare di sé per la riconosciuta qualità e varietà, ma anche per l’innovazione e la competenza dei produttori. L’enogastronomia, e lo dimostrano anche la presenza a Balerna della “Casa del Vino”, come anche i diversi prodotti rinomati a livello cantonale di alcune ditte come la Rapelli e Chicco d’Oro o Caffè Cerrutti, per non andare nel mondo del vino che di nomi illustri ne ha davvero molti da elencare, è nelle corde di questo territorio e chi cerca prodotti di qualità sa ben riconoscerci questa caratteristica».


Che cosa manca ancora al turismo del Mendrisiotto Basso Ceresio per affermarsi definitivamente come uno dei punti di forza dell’economia della regione?

«Penso che in parte manchi la consapevolezza che quello che siamo, quello che il territorio offre e quello che abbiamo costruito e stiamo costruendo, noi e i nostri partner, è interessante per il turista che può scegliere di venire nella nostra regione per scoprire ciò che abbiamo da offrire. Dobbiamo insomma crederci e dobbiamo comprendere cosa si intende quando parliamo di “ricaduta turistica”. Dall’altro canto ci manca sicuramente l’immagine di “regione turistica”, che spesso ci viene negata perché qui, ma non è l’unica regione del Cantone a poterlo affermare, l’economia primariamente non è generata dal turismo. A questo va aggiunto il fatto che sicuramente non abbiamo abbastanza posti letto di qualità per poter soddisfare, contrariamente ad altri, le esigenze del turista moderno. Un punto di forza della nostra regione è invece sicuramente la ricchezza e qualità dei prodotti culturali e naturalistici che sono tantissimi e di cui molti sono davvero unici per importanza a livello cantonale e non solo. Paradossalmente però le attrattive della regione sono apprezzate, ma quando si tratta di parlare di questo territorio ci si sofferma più facilmente a valutarne i punti negativi …e questo sicuramente non aiuta. Insomma abbiamo bisogno di costruire un’immagine turistica, di valorizzare ulteriormente ciò che abbiamo nella regione e di professionalizzarne la gestione così da poter arrivare e dimostrare la validità dell’offerta turistica di questo territorio».