La località di Tremona è ben nota per gli scavi archeologici che vi si svolgono annualmente a partire dal 2000. Archeologi e volontari hanno portato alla luce i resti di un insediamento di collina e migliaia di reperti, che ci consentono di confrontarci con il passato dell’intera regione ed in particolar modo di capire la vita quotidiana di un villaggio medievale. Questa ricostruzione del passato diventa ora un’esperienza ancora più interessante e coinvolgente grazie alla possibilità di fruire di una rinnovata e implementata applicazione, realizzata dal giovane ricercatore Elia Marcacci, che grazie all’utilizzo di appositi occhiali 3D (noleggio presso Infopoint) consente di ridisegnare quanto avveniva in quei luoghi e non è oggi più visibile. I visitatori possono quindi apprendere l’importanza strategica dell’insediamento collinare di quell’epoca e scoprire come signori e contadini vivevano, costruivano le loro case e morivano, attraverso figure e aspetti avvincenti quali il fabbro e la sua officina, la donna e le sue attività, le abitazioni e l’alimentazione.

Ma non solo. A pochi passi dal pittoresco villaggio di Meride e dal Museo dei fossili, è possibile scoprire la paleontologia e la geologia di una delle principali località di scavo del sito Patrimonio mondiale UNESCO del Monte San Giorgio I contenuti, proposti in italiano, tedesco ed in inglese, comprendono pannelli didattici e vedutistici, binocoli, calchi di fossili, piramidi in pietra, modelli di fossili e ricostruzioni dell’ambiente del Triassico Medio, 239 milioni di anni fa, quando la Val Mara era un bacino marino subtropicale.

Le gole del Torrente Gaggiolo tagliano la parte superiore del Calcare di Meride chiamata Kalkschieferzone e composta da calcari finemente stratificati e da marne. Qui, in numerose campagne di scavo iniziate nel 1940, furono scoperti i fossili di vertebrati più recenti del sito Patrimonio mondiale. La nuova terrazza panoramica della Val Mara offre uno scorcio su depositi marini e fossili risalenti al Triassico Medio, 239.5 milioni di anni fa.

Alcuni paleontologi zurighesi nel 1940 scoprirono i primi piccoli pesci, crostacei e rami di piante terrestri lungo le gole del Torrente Gaggiolo, a ovest del villaggio di Meride e nel 1971 un esemplare giovane di Lariosaurus. Negli anni 1994, 1996-2003 e 2010 ebbero luogo numerosi scavi paleontologici sistematici svolti dalle università di Zurigo e di Milano e dal Museo Cantonale di Storia Naturale all’interno della Kalkschieferzone inferiore, media e superiore. Questi scavi, oltre che pesci ossei e crostacei, portarono alla luce altre piante terrestri e i primi insetti.

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