Con quale bilancio si chiude il 2020?

«Che il settore turistico sia uno di quelli che hanno maggiormente subito le conseguenze della pandemia è una evidenza nota a tutti. In ogni caso, è giusto sottolineare gli elementi positivi che pure ci sono stati, come una stagione estiva andata molto bene, anche se iniziata in ritardo per le varie chiusure, con ottimi tassi di occupazione per quanto riguarda le strutture extralberghiere, soprattutto se ubicate nella natura e fuori dei centri urbani. In generale, comunque, abbiamo registrato un buon andamento di ospiti provenienti dalla Svizzera interna, del turismo locale e anche dei movimenti in giornata».

Anche la struttura OTR ha dovuto adeguare il proprio lavoro alla nuova situazione determinata dalla pandemia?

«Assolutamente sì. Innanzitutto abbiamo rivisto l’organizzazione interna, nel rispetto della sicurezza e dando largo spazio all’home working. Quindi, nell’impossibilità di programmare campagne di comunicazione, ci siamo concentrati sul miglioramento dei nostri prodotti, lavoro svolto in stretta collaborazione con i partner istituzionali e privati. Insomma, abbiamo cercato di sfruttare al meglio questo periodo di incertezza per una riflessione sulla nostra offerta e sulle dinamiche turistiche che dovranno essere prese in considerazione, in via prioritaria, nel corso dei prossimi anni».

Dunque rispetto ai trend emergenti che cosa possiamo attenderci?

«La pandemia ha messo in luce l’esigenza e la richiesta di attività da svolgere sempre più spesso all’aria aperta, quindi ampio spazio al camminare, all’escursionismo o all’andare in bicicletta. Si conferma poi l’interesse verso ogni forma di turismo dell’esperienza: quella che la destinazione ha saputo regalarti, quella che hai vissuto, quella che per sempre un angolo della memoria conserverà. Un turismo fatto di emozioni che, vicino al concetto di turismo lento e ben lontano da quello di turismo di massa ed al quale comunque in qualche modo siamo già abituati, si rivolge a viaggiatori consapevoli che – ancor più che per la destinazione – scelgono un viaggio per l’esperienza intima e coinvolgente che sa regalare. È un turismo fatto d’emozioni, di contatti umani, di domande che trovano risposte e di riflessioni personali. Un turismo che pone il viaggiatore in connessione profonda con un Paese, che trasforma l’ospite da passivo ad attivo, ponendo il focus sul turista stesso, cui vuole garantire esperienze autentiche, senza filtri».

In che modo tutto ciò si traduce dal punto di vista degli elementi attrattori del Mendrisiotto?

«Per fare solo qualche esempio, il Monte San Giorgio svela la storia della terra e della sua evoluzione. Ogni strato di pietra, attraverso il suo contenuto di reperti fossiliferi, racconta di un tempo lontano 240 milioni di anni fa. Un patrimonio di fossili unici al mondo che hanno permesso al Monte San Giorgio, quale sito transnazionale fra Svizzera e Italia, di essere inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’umanità UNESCO. Di grande interesse è poi la località di Tremona, ben nota per gli scavi archeologici che vi si svolgono annualmente a partire dal 2000. Archeologi e volontari hanno portato alla luce i resti di un insediamento di collina e migliaia di reperti, che consentono di confrontarci con il passato dell’intera regione ed in particolar modo di capire la vita quotidiana di un villaggio medievale.
L’insediamento medievale, del quale oggi leggiamo le vestigia in questo luogo ed è divenuto parco archeologico, offre una ricostruzione della vita quotidiana di un villaggio rurale medievale. Per vivere un’esperienza indimenticabile si consiglia di noleggiare gli occhiali 3D presso l’Infopoint e salire fino al villaggio per immergervi quindi nella realtà del XIII secolo. Non meno interessante l’offerta del Monte Generoso, con la spettacolare struttura turistica “Fiore di pietra”, opera architettonica unica nel suo genere, firmata dall’architetto Mario Botta. Due ristoranti con vista panoramica offrono il quadro ideale per gustare sapori intensi».

Anche le attività all’aria aperta, specie in questo periodo di pandemia, hanno riscosso un crescente interesse…

«Senza dubbio. Nel Mendrisiotto sono attivi 360 km di sentieri escursionistici praticabili dodici mesi all’anno. Un ricco ventaglio di proposte con la possibilità di scoprire i numerosi itinerari tematici immersi nella natura su www.ti-sentieri.ch. Inoltre, da segnalare l’obiettivo di realizzare nel 2021 un collegamento tra la Valle di Muggio e il Generoso che permetterà di unire due ambienti di grande interesse naturalistico. E poi altre nuove proposte riguardano il settore dei campeggi, con soluzioni all’avanguardia per fare vivere agli ospiti un soggiorno nella natura senza rinunciare a tutti i comfort».