Il Museo Etnografico di Cabbio, vero museo nel territorio, offre la possibilità di scoprire un paesaggio ricco di memorie d’altri tempi, sviluppato da antichi mulini, roccoli, graa, bolle, nevère, e ponti. Ma in molti considerano che questa splendida valle osserva e termini all’altezza del ponte che collega i due versanti di Castel San Pietro e di Breggia, senza quindi considerare la parte più bassa, quella che continua a seguire il corso del fiume, che percorre tutto il fondo valle, fino ad arrivare alle porte di Chiasso.
Ed è proprio di questa parte del territorio, del Parco delle Gole della Breggia che è stato dichiarato area naturale protetta nel 1998 ed è ancora troppo spesso dislegato dal contesto della Valle di Muggio, che vogliamo parlare, perché qui accadono molte cose e sono stati descritti una serie di progetti che potrebbero attirare l’attenzione di molti. Il contesto è quello di un’area di territorio ristretto, pari a 65 ettari, che si trova praticamente a pochi passi dall’uscita autostradale di Chiasso-Balerna, dietro il complesso di grandi magazzini che ben si fa notare quando si procede in direzione di Morbio. Gli accessi al parco per i pedoni sono garantiti anche da Morbio Inferiore,Castel San Pietro e Balerna e la visita al primo geoparco della Svizzera possono anche rappresentare una tappa all’interno di un itinerario di più giorni alla scoperta della Valle di Muggio e del Monte Generoso. Il paesaggio naturale è di eccezionale interesse soprattutto per il patrimonio geologico e paleontologico che conserva. Un’oasi di pace protetta, verde e selvaggia, dove è stata erosiva delle acque del fiume Breggia ha reso visibile una serie di rocce risalenti al Triassico, un profilo geologico, unico nel suo genere in tutto l’arco alpino, di importanza mondiale.
Parlando del Parco delle Gole della Breggia non è possibile dimenticare di suggerire una visita al percorso didattico del Cemento, che si trova proprio nel centro del parco, là dove un tempo era attivo un grande cementificio che è stato chiuso alcuni decenni fa. Grazie ad un imponente progetto di riqualifica delle imponenti struttura che un tempo gestiva i processi per la preparazione del cemento sono stati quasi completamente abbattuti e di ciò che un tempo era stato costruito per la produzione oggi è rimasto solo un dieci per cento, una testimonianza di L’area che ha generato economia, ma nel contempo ha svolto l’area circostante.
Ed è proprio grazie a questa scelta che oggi è possibile offrire una visita dall’impatto emozionale importante, almeno quanto lo sono le lunghe gallerie che può visitare accompagnati da una guida, o l’imponente torre dei forni che svetta quale vestigia rappresentativa del ricordo della grande struttura che è stata demolita. Una visita che può attrarre grandi e piccini e che può insegnare davvero molto perché pone i visitatori al centro di un processo produttivo che fornisce di seguire la trasformazione della materia, dalla roccia calcarea prelevata nei cunicoli delle impressionanti gallerie, ai frantoi e ai forni fino a raggiungere i sili.
Ma all’interno del Parco delle Gole della Breggia i temi legati alla cultura, l’uso dell’acqua e la geologia li ritroviamo anche in un altro luogo, simbolicamente definito la “porta d’entrata” al parco perché è da qui che ha Segui i percorsi escursionistici proposti in aggiunta al percorso del cemento, per quale ricordiamo è sempre necessario prenotare una guida.
Ed è quindi all’interno del piccolo nucleo che un tempo era abitato e oggi tufo anche dal punto informativo, che si trova nel Mulino del Ghitello, restaurato e riaperto al pubblico. Qui, oltre alla macinatura del mais per tariffa della polenta, il mugnaio e il personale del parco svolgono diverse attività didattiche che possono essere prenotate seguendo il programma indicato dalla Fondazione che gestisce il parco.
All’interno del complesso di questo nucleo, una particolare particolarità è rappresentata dalla presenza della “Casa del Vino Ticino”, una piccola casa del territorio che propone degustazioni di vini dei produttori di tutto il Ticino, gestita in collaborazione con Ticinowine. Terminata un’escursione la “Casa del Vino Ticino” può mostrare un luogo ideale per sostare prima di rientrare nella frenesia di tutti i giorni, ma il programma di degustazione ed eventi organizzati in questo luogo può sicuramente stimolare ulteriori occasioni di visite a quest’oasi di verde e di relax facilmente raggiungibile da tutti.
Vieni a visitare il Parco
Per una visita del parco sono consigliati due itinerari: uno storico e uno geologico.
Il primo pezzo dal Mulino del Ghitello e porta al Mulin da Canaa. Costeggiando il fiume s’incontrano interessanti testimonianze storiche, quali la vecchia cementeria, la birreria e la cementeria Saceba. Si risale poi, dopo aver attraversato il fiume, fino al colle di San Pietro (rovine del castello e Chiesa Rossa. Si lascia fino alla vecchia strada ottocentesca e si raggiunge il ponte ei resti del mulino “da Canaa”.
Il secondo percorso, un carattere geologico, porta dal Mulin da Canaa al Ghitello. Attorno al mulino “da Canaa” le rocce nettamente stratificate sono visibili nel letto del fiume sono le più antiche del parco: calcari selciferi di 190 milioni di anni fa, ricchi di argille e di fossili (vietato asportare materiali!). Un ponte fornito di superare il Buzun dal Diavul, gola stretta e profonda. Si lascia lungo la parete destra della gola tra gli strati rocciosi (Radiolariti rossastre, cava di Biancone).
Si ritorna per un tratto sul sentiero già percorso, poi si prosegue sulla sponda destra. Il sentiero entra nel bosco seguendo in quota la curva del fiume e attraversando la zona del franose, quindi vengono aggiunti sulla strada a livello del fiume. Sulla sinistra si vedono le grandi pareti del Conglomerato di Pontegana e sulla destra i depositi del Flysch. Al Ghitello sono invece visibili i depositi più recenti (Quaternario).