La STRP Società Ticinese di Relazioni Pubbliche è stata fondata nel 1981 come gruppo regionale della SSRP Società Svizzera di Relazioni Pubbliche, ora PR Suisse. Riunisce professionisti nel campo delle PR, della comunicazione e dei settori affini. La STRP organizza regolarmente appuntamenti per promuovere il valore delle relazioni pubbliche e per offrire spunti di discussione. Propone quindi visite, conferenze, eventi formativi e presentazioni per confrontarsi con specialisti, autori, comunicatori che condividono con le socie e i soci della STRP strategie, visioni, sfide, criticità e successi del campo in cui operano. Il dialogo è costruttivo e accompagnato da momenti di networking; le gite fuori porta prevedono incontri anche nel resto della Svizzera e in Italia. Alla STRP può iscriversi chi presenta domanda ed esercita attività professionale nel campo delle PR e dei settori vicini. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere qui.
In questi mesi dove abbiamo comunicato e lavorato da casa, a cosa avete dato priorità?
«Ci siamo tenuti allineati professionalmente e umanamente. “Distanti ma vicini” è un motto che mi piace perché lo viviamo tutti. Ho chiesto al mio team di non perdere il contatto con il territorio, di ascoltare e raccogliere informazioni. In questa realtà meno frenetica di prima, i progetti possono comunque essere portati avanti. Abbiamo un po’ più di tempo per riflettere sulla loro opportunità e attualità o per metterne a punto altri, concentrandoci sui bisogni della regione. Il consenso con il territorio che abbiamo costruito negli anni è un plus valore; se si trova la convergenza sul progetto, si trovano anche i finanziamenti».
Il vostro slogan “La regione da scoprire” è ancora più pregnante in questo momento in cui gli spostamenti sono difficili. Da scoprire anche per i ticinesi?
«Sì. Del Mendrisiotto si parla spesso in modo superficiale e non si capisce dove inizia e finisce. Quando ho cominciato a lavorare, abbiamo collocato dei cartelli di benvenuto a tutti i punti di entrata e alle dogane. Dall’autostrada non si ha un’idea dei valori della regione. È però un territorio riconosciuto a livello internazionale, in cui abbiamo identificato sette attrattori: il Monte San Giorgio con il patrimonio fossile, il Parco archeologico di Tremona, la Grotta dell’orso, il Percorso del cemento unico nel suo genere, il Monte Generoso con il trenino, le Nevere della Valle di Muggio e il lago, un vero e proprio pezzo di storia. Sono state valutazioni sviscerate nel corso di anni. Mancava un testimonial per parlarne in maniera semplice, così è nata Morsetta (il nome è stato scelto con un concorso fra le classi elementari), una ragazzina con un nonno che le racconta tante storie, vestita da esploratrice, che viaggia nel tempo e fa il bagno nel Mare della Tetide dove 240 milioni di anni fa era immerso il Monte San Giorgio. Un progetto che in questo periodo stiamo rafforzando: una comunicazione empatica, per tutti, con un sito dedicato».
Si parla di turismo di prossimità e di last minute perché è difficile programmare e c’è timore…
«Occorre cercare di capire con lungimiranza i cambiamenti che verranno: un processo in cui definire nuovi target. Strutture e imprenditori dovranno soddisfare le nuove norme e al contempo fare percepire ai turisti la sicurezza messa in atto. Potrebbero presentarsi degli imprenditori con nuove idee. Gli investimenti, in una situazione di ristrettezze economiche, andranno affrontati poco alla volta. L’adattamento dovrà essere costante».
Le Processioni storiche di Mendrisio fanno parte del prestigioso patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Che ruolo giocano nella regione da scoprire?
«Giocano un ruolo importante. Oggi più che mai la gente ci chiede attenzione per emozioni e sentimenti, di essere più consapevoli di quello che ci succede intorno e quindi anche del valore che c’è intorno. Il patrimonio è fatto dalla tradizione, da un attaccamento sano al territorio e a quello che si fa. Le processioni ti fanno sentire parte di un progetto. Perché non applicare quest’appartenenza ad altri contesti? Non basta, infatti, essere, devi esserci, perché nell’esserci, fai».