Dopo la pandemia, la più grave crisi internazionale del dopoguerra. È già possibile prevedere delle possibili ripercussioni sull’andamento della prossima stagione turistica?
«Più che prevedere si possono intuire i primi segnali negativi dovuti alla guerra in Ucraina. Si possono notale (a fine marzo) la mancanza di turisti russi e la cancellazione delle riservazioni fatte dagli americani. Sul complesso dei pernottamenti (ca 1’076’000 nel 2021) sono comunque dei numeri molti bassi che non faranno dipendere in modo significativo il risultato complessivo della stagione turistica del 2022. Evidentemente le ripercussioni dipenderanno dalla durata e intensità di questo conflitto. Se non si arriverà ad una soluzione concordata in tempi ragionevoli si può realisticamente prevedere il mancato afflusso di turisti stranieri, ciò che prolunga di fatto l’effetto pandemia».
Nel 2012 è stato designato Presidente del CdA dell’Ente Turistico del Luganese; carica poi riconfermata nel 2016 e 2021. Quali condizioni ha trovato all’inizio e come giudica la realtà economica e sociale che caratterizza questo territorio e quali sono i punti di forza per il suo rilancio dopo due anni di grandi difficoltà legate alla pandemia?
«Ho assunto la carica di Presidente al momento della fusione tra gli ex Enti Turistici di Lugano e del Malcantone. Ricordo che l’ente di Lugano nel 2000 era già stato oggetto di una fusione fra quelli di Lugano città – Regione valli di Lugano e Ceresio. Memore dell’esperienza vissuta come Sindaco del Comune di Capriasca (nato dalla fusione di 5 e successivamente 8 ex Comuni) ho intuito che si doveva porre particolare attenzione alle aspettative di chi aveva operato per anni nell’Ente con dimensioni più ridotte (specialmente per i mezzi finanziari a disposizione). Sono convinto che la sensibilità dimostrata nei confronti del Malcantone abbia contribuito all’accettazione di questo “matrimonio” che in pratica non faceva altro che anticipare di 4 anni quanto la nuova legge sul turismo del 2015 ci avrebbe imposto.
La realtà economica e sociale del nostro comprensorio è diversa tra centro (in pratica la città) e le periferie. Questo ha determinato fino a 2 anni fa una netta suddivisione fra turisti per lavoro/affari da quello prettamente vacanziero. Nella promozione dei prodotti e nell’informazione al turista bisogna pertanto distinguere bene le caratteristiche/peculiarità della città dove si può concentrare il lusso, la cultura, gli intrattenimenti e la periferia che va promossa per la bellezza del suo paesaggio e dalle enormi possibilità di passeggiate a piedi e/o con i rampichini. Per contro l’enogastronomia è sempre più un’attrattiva per tutto il comprensorio, senza distinzione fra centro e periferia.
Mi si chiede quali sono i punti di forza per il rilancio turistico dopo due anni di pandemia; secondo il mio parere è fuorviante parlare di rilancio: se si dimentica il 2020, paradossalmente la pandemia ha permesso nella stagione scorsa di battere tutti i record di presenze e pernottamenti degli ultimi 25 anni. Il Ticino è diventato una meta fortemente ambita dagli svizzeri che hanno deciso di trascorrere le vacanze da noi piuttosto che (per ovvi motivi) scegliere lunghi viaggi o le spiagge del mediterraneo. Più che rilancio dovremmo pertanto essere in grado di fidelizzare il turista svizzero e richiamare da noi i turisti stranieri che tanto ci sono mancati».
Come sono cambiate negli ultimi anni le richieste e le aspettative degli ospiti che scelgono il Luganese per le proprie vacanze?
«A seguito della pandemia, la regione del Luganese ha visto un cambiamento nella tipologia di turista che visita la destinazione e vi è stato un aumento sostanziale di turisti “leisure”, che scelgono il Luganese soprattutto per la sua offerta di attività outdoor (a contatto con la natura) e le proposte enogastronomiche, con un particolare accento sulle esperienze a km zero. Si è osservato un aumento dei turisti amanti delle due ruote, che durante tutto l’arco dell’anno possono usufruire di un’ampia rete di percorsi per mountain bike, nonché delle 15 postazioni di ricarica per e-bike posizionate sul territorio. In assenza dei visitatori internazionali, vi è stato un aumento sostanziale di turisti provenienti dal mercato svizzero, i quali sono molto esigenti e apprezzano l’elevata qualità dei servizi, la sicurezza e la pulizia, nonché la tradizionale accoglienza del Sud della Svizzera e la posizione centrale della destinazione rispetto agli attrattori».
Con quali progetti e con quali idee il turismo in genere deve affrontare le nuove sfide?
«Per rispondere a questa domanda si dovrebbe dedicare molto tempo, data l’importanza strategica della stessa. Mi limito a citare 4 progetti/idee che ritengo prioritarie:
Nuove iniziative di turismo sostenibile: individuare nel turismo una forma di valorizzazione di risorse ambientali capaci di esaltarne le forme di conservazione e di protezione. Le destinazioni dovranno quindi sviluppare nuove iniziative in grado di superare la dicotomia esistente tra destinazioni ormai sulla soglia della congestione e altre tuttora poco valorizzate ma di grande rilevanza ambientale o storico-artistica, localizzate all’interno di uno stesso Cantone.
Destagionalizzazione del turismo: nelle regioni con una breve e intensa stagione turistica e periodi di stasi fuori stagione i livelli occupazionali del settore fluttuano notevolmente, per cui diventa assai complicato fornire servizi di qualità elevata; ritengo pertanto che andrebbero compiuti sforzi maggiori per fornire servizi più sostenibili e uniformi; il turismo dovrà valutare strumenti per bilanciare tali fluttuazioni della manodopera, dei capitali e dei servizi connessi alla natura stagionale del lavoro nel settore.
Mobilità nel turismo: la necessità di creare servizi per la gestione e la ridistribuzione spaziale e temporale dei flussi, segnatamente organizzando la mobilità turistica nelle destinazioni più congestionate: esempio significativo per la nostra regione sono progetti quali Alp Transit che ha portato la Svizzera interna ad essere sempre più vicina al Ticino.
Educazione nelle scuole site in località turistiche: ritengo di importanza fondamentale il ruolo svolto dall’educazione ai fini della promozione di un turismo responsabile. Invito pertanto le scuole dell’obbligo nei luoghi con vocazione turistica come il Ticino, a puntare in futuro sempre di più ad azioni educative di scambio, di apprendimento e di volontariato per sensibilizzare i giovani alle culture e ai patrimoni locali delle nostre regioni di vacanza e di soggiorno. Questo al fine di incoraggiare e sensibilizzare un turismo civico, rispettoso della popolazione e degli ambienti locali».
Qual è il progetto che più le sta a cuore e che vorrebbe vedere assolutamente realizzato?
«Per gli eventi ci siamo focalizzati su quelli che avrebbero portato un forte indotto in pernottamenti. Da più di vent’anni a Senigallia viene organizzato il festival denominato Summer Jamboree che propone musica e cultura dell’America degli anni 40 e 50. Dopo vari contatti, riunioni e sopralluoghi siamo riusciti a convincere gli organizzatori del festival di Senigallia di riproporlo a Lugano. La prima edizione (prevista nel 2020) è stata spostata causa pandemia e verrà proposta dal 9 al 12 giugno 2022. È questo il progetto che mi ha impegnato in prima persona in questi ultimi due anni e che per me rappresentava la priorità per modificare il tipo di eventi da proporre soprattutto ai turisti oltre che alla popolazione indigena. Sono curioso di vedere se l’impatto che avrà sarà proporzionale allo sforzo richiesto in termini di tempo e di mezzi finanziari dedicati».
Quali sono state le tappe del percorso professionale che l’hanno portato ad avvicinarsi al mondo del turismo?
«Molte delle attività, sia professionali che politiche sono condizionate da fattori casuali. Non sempre una carica politica è frutto di una programmazione mirata. Nella “vita precedente” ho svolto 30 anni di politica attiva sia a livello cantonale, dove ho militato nel parlamento dal 1988 al 2007, coprendo la carica di Presidente del Gran Consiglio nell’anno 2006-2007, sia a livello comunale come sindaco di Tesserete prima (dal 1988 al 2001) e in seguito del nuovo comune di Capriasca (dal 2001 al 2008). Sono stato designato nel Consiglio di Amministrazione di Lugano Turismo in quanto andava sostituito il rappresentante dell’ex Regione Valle di Lugano che era Venanzio Menghetti. Nel 2012, in concomitanza con la fusione degli ex enti turistici di Lugano e Malcantone sono stato designato Presidente con la motivazione che avevo una riconosciuta esperienza con la fusione dei comuni. Pertanto la carica che ho iniziato a coprire 10 anni fa non era dettata da particolari conoscenze del mondo turistico. Alla fine però, essendo anche una carica politica ho dovuto immergermi con passione e dedizione nel nuovo e appassionante ruolo».