Le Isole di Brissago – veri e propri gioielli del Lago Maggiore e luogo ideale per godere di momenti di svago immersi in una cornice naturale incantevole – cambiano proprietario. O meglio: l’intera proprietà passa nelle mani del Cantone Ticino. Il 18 settembre scorso, infatti, il Gran Consiglio ha approvato il messaggio del Dipartimento del territorio concernente la Convenzione per l’acquisizione del comparto. In cambio, ai Comuni di Ascona, Brissago e Ronco Sopra Ascona, comproprietari delle Isole fino all’anno scorso, verranno cedute alcune superfici già destinate a scopi pubblici e situate lungo le rive del lago. Il Parlamento cantonale ha inoltre approvato la richiesta di stanziamento di un credito di 3,8 milioni di franchi per il risanamento urgente di edifici, impianti e strutture esterne, come pure per la progettazione d’interventi e misure che rendano funzionali, fruibili e attrattive le Isole. Un terzo credito di 480 mila franchi sarà infine destinato alla strategia di rilancio turistico, culturale e naturalistico delle Isole, e in particolar modo al suo Giardino botanico, aperto al pubblico il 2 aprile del 1950.

Obiettivo: la preservazione del patrimonio delle Isole

La riorganizzazione dell’amministrazione delle Isole di Brissago ha quale primo scopo la preservazione del patrimonio che le Isole di Brissago rappresentano nel contesto cantonale e nazionale, nonché la loro promozione e ulteriore valorizzazione. E quale migliore occasione per farlo, se non celebrando, appunto, i 70 anni di proprietà del suo Giardino botanico da parte del Cantone Ticino? La stagione 2020 delle Isole si preannuncia, infatti, ricca di appuntamenti e animazioni ad hoc per festeggiare degnamente questo patrimonio paesaggistico che ogni anno attira in Ticino visitatori non solo d’Oltralpe, ma anche dall’estero.

Un grazie ai Comuni

«Ora i tempi sono maturi per il rilancio di questo vero e proprio gioiello del Lago Maggiore. Pertanto, in questo senso, l’acquisizione delle Isole di Brissago rappresenta sicuramente un importante investimento per il Cantone Ticino e il suo territorio» – commenta a questo proposito il Direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali – sottolineando che «non possiamo tuttavia dimenticarci di ringraziare i Comuni che in una situazione oggettivamente complicata hanno sempre voluto sostenere e far funzionare le Isole. Non è stato certamente facile per loro gestire una comproprietà con molti attori attorno al tavolo, con le limitazioni operative che ne derivano. Se abbiamo raggiunto questo importante traguardo è anche grazie a loro e in particolare ai Sindaci di Ascona, Ronco sopra Ascona e Brissago, ovvero, rispettivamente, Luca Pissoglio, Paolo Senn e Roberto Ponti».

Il Giardino botanico e le sue meraviglie

Le Isole di Brissago, che comprendono l’Isola Grande (o di San Pancrazio) e l’Isola minore (di Sant’Apollinare o Isolino oppure Isola dei conigli), sono un patrimonio paesaggistico, naturalistico e storico d’inestimabile valore. L’Isola Grande è sede di un rinomato Giardino botanico – creato nel 1885 dalla baronessa Antoinette St. Leger – che rappresenta un unicum in Svizzera.

Ma qual è la sua ricchezza? Risponde Luca Bacciarini, presidente della Commissione scientifica del Giardino botanico Isole di Brissago…

«Senza dubbio la collezione di specie tropicali e di clima mediterraneo coltivate all’esterno grazie al microclima delle isole. Troviamo rappresentate le flore dell’Australia, del Sudafrica, del Cile, della California, del Mediterraneo, ma pure della Cina, della Corea e del Giappone».

Il turista a pochi minuti da Locarno e da Ascona si ritrova immerso in un’altra realtà: passeggiando per l’isola, l’interezza delle percezioni visive e olfattive dà veramente l’impressione al visitatore di trovarsi in natura e non in un Giardino botanico…

«Abbiamo ricreato scorci di flora dei diversi continenti rispettando il palcoscenico naturale delle isole, seguendo, nel contempo, precisi criteri scientifici. Loro, le piante, le vere protagoniste hanno fatto il resto».

Quante sono le specie subtropicali presenti e quali le più pregiate?

«La collezione racchiude più di duemila specie. Quelle più pregiate sono senza dubbio le proteacee del Sudafrica o dell’Australia come le Telopee, le Banksie oppure le Protee, e ancora le meno appariscenti Mimetes».

L’esperienza offerta dall’Isola Grande è a dir poco unica. Permette, infatti, di compiere il giro del mondo…

«Dal Mediterraneo all’Australia e ritorno. L’ambiente, flora compresa, ci ha plasmato nei millenni: l’esperienza polisensoriale della visita è quindi accompagnata da informazioni di etnobotanica delle diverse culture».

Ma il Giardino botanico non riveste soltanto una funzione turistica…

«Conoscendo la natura la apprezziamo e proteggiamo. Informare ed educare, soprattutto le giovani generazioni, accanto alle attività di ricerca e di conservazione sono i compiti principali di un giardino botanico».

Max Emden

Max Emden, che soggiornò alle isole fino al 1940, anno della sua scomparsa, in realtà non era un grande appassionato di botanica e di giardinaggio; coltivava soprattutto l’arte di vivere. A lui spetta il merito d’aver creato la ricca dimora che dall’alto dell’Isola Grande domina l’azzurra distesa del lago. Il grandioso palazzo venne costruito al posto della Villa della Baronessa e venne edificato con i più nobili materiali: dai candidi marmi di Carrara della Sala degli specchi e degli scaloni, al pavimento fiorentino intarsiato della Sala rossa. Si deve pure attribuire a Max Emden il merito di non aver mutato sostanzialmente nulla nella vegetazione e negli impianti del giardino».