Insubriparks è un insieme di cinque parchi siti tra Italia e Svizzera. Il progetto è frutto del cofinanziamento di Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Repubblica Italiana, Confederazione elvetica e Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020. Grazie a questa cooperazione cinque parchi regionali italiani e svizzeri stanno lavorando insieme per la creazione di uno spazio comune in cui proporre e descrivere le attività dei cinque parchi e attuare una cooperazione turistica con diversi attori del territorio e a tal fine è stato realizzato il portale dedicato a Insubripark.
Il Parco Spina Verde, il Parco Campo dei Fiori, Il Parco Pineta, il Politecnico di Milano e l’associazione Pro Val Mulini per quanto concerne l’Italia; la SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), il parco Gole della Breggia e il Parco del Penz di Chiasso per la Svizzera, con l’Organizzazione Turistica Regionale Mendrisiotto sono i motori di Insubriparks. L’obiettivo è creare sinergie e collaborazioni affinché i parchi insubrici mostrino a tutti il loro profilo anche per quanto concerne la ricettività eco-turistica e culturale, il tutto all’interno dell’ampia proposta turistica del Lago di Como e del Mendrisiotto. I parchi lombardi e ticinesi dell’area insubrica, che il progetto identifica come riferimento geografico e culturale caratterizzato da una sua specifica identità territoriale e unitarietà a cavallo tra Italia e Svizzera, intendono dunque applicare l’approccio di rete superando la barriera ideale del confine. Consapevoli che le opportunità di valorizzazione innovativa sotto il profilo turistico culturale passano anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e l’applicazione di innovativi sistemi di monitoraggio dei flussi, il Politecnico di Milano Polo di Como e la SUPSI si fanno promotori, nel partenariato, di azioni di progetto “tecnologiche” a supporto dei parchi.
Nel corso dell’incontro milanese Giorgio Casati, Presidente del Parco Spina Verde e capofila del progetto per la parte italiana, ha dichiarato: «Siamo convinti di avere fatto un ottimo lavoro perché i risultati non sono tardati e le manifestazioni di interesse sono già arrivate. A ciò aggiungo che, dalla nostra, abbiamo le performance del turismo outdoor: sarà proprio questa la tipologia vincente delle future vacanze. Noi dobbiamo farci trovare preparati e offrire una serie di servizi che vadano a coprire le esigenze di tutti, per questo la collaborazione allargata è fondamentale per raggiungere nuove mete». Analoghe valutazioni sono state espresse da Massimiliano Cannata, docente della SUPSI, capofila del progetto per la parte svizzera che ha sottolineato come «stia anche nell’aver saputo adottare un approccio cooperativo nell’affrontare la digitalizzazione dei parchi quale opportunità per la generazione di nuovo valore per utenti, gestori delle aree protette e settore turistico associato. Un processo a medio-lungo termine che, come richiede il Canton Ticino, diventa efficace solo se è integrato nelle strategie e politiche turistiche locali ed è in sinergia con altre iniziative in corso. Ritengo che la rete creata con organizzazioni turistiche, parchi e mondo accademico, unita agli sviluppi tecnologici realizzati, sia una solida base per un percorso di valorizzazione dei parchi capace di portare sensibili benefici».
Un contributo di particolare interesse è venuto da Nadia Fontana Lupi, direttrice dell’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto che ha sottolineato come «con questo progetto sinergico si vuole affermare sul territorio la ricchezza e la meraviglia dei parchi insubrici. Si tratta di un turismo green tra bellezze naturalistiche e percorsi che conservano tracce archeologiche e storiche, ma anche un nuovo modo di fare rete, accogliere visitatori e turisti, e trovare tutte le informazioni che servono in una comune piattaforma. Nei cinque parchi sono stati creati sei itinerari tematici per guidare al meglio i visitatori alla scoperta di bellezze naturali e biodiversità, ma anche fortificazioni, confini e affascinanti informazioni sui modi di abitare nella storia. Ogni percorso è contraddistinto da un simbolo diverso, che accompagnerà tutte le tappe del tragitto, rendendolo così più intuitivo. Sono state fatte delle scelte specifiche con dei punti d’interesse che accomunano i cinque parchi e che sono legati a sei temi presentati sul sito: ‘strati di terra e di cielo’, ‘genio umano’, ‘mulini’, ‘biodiversità un tesoro multiforme’, ‘fortificazioni e segni di confine’ e ‘abitare nella storia’».
Per quanto attiene specificatamente ai due parchi svizzeri, il Parco delle Gole della Breggia si sviluppa per circa 15 chilometri lungo l’omonimo fiume e interessa una superficie di 65 ettari nella parte inferiore della Valle di Muggio. Non è esteso come i parchi italiani, ma custodisce comunque una miriade di tesori naturali. La sua particolarità è la geologia: il torrente Breggia, infatti, scopre lungo il suo percorso tantissime tipologie di rocce che aprono una finestra unica sul passato della Terra e custodiscono 200 milioni di anni. Inoltre, questo suggestivo luogo è un vero e proprio scrigno di biodiversità, che si può scoprire percorrendo la rete di sentieri lunga circa 12 chilometri.
Il secondo parco è quello del Penz: una collina costellata da sentieri tematici ricchi di vigneti e dalla quale si possono ammirare l’intera città e i comuni limitrofi. Si tratta infatti di una superficie di 245 ettari che interessa il versante di Chiasso fino a sud-ovest, in direzione di Pedrinate. Anche in questo caso il parco si può esplorare attraverso una rete di sentieri di 25 chilometri. C’è il Sentiero delle guardie, dove si ha l’occasione di fare un tuffo nel passato percorrendo le tratte legate al contrabbando, caratteristiche della Seconda Guerra Mondiale. Seguendo l’itinerario tra i vigneti si potrà invece apprezzare l’intensa attività viticola che è stata sviluppata lungo le pendici meno ripide che volgono a sud. Per di più, seguendo questo percorso, sarà possibile anche raggiungere il punto più a sud della Svizzera, riconoscibile grazie al cippo che ne indica le coordinate e un fotopoint che invita a condividere con amici e conoscenti quest’esperienza. Non sono solo i vigneti però che caratterizzano questa zona: il parco custodisce anche 480 specie diverse di funghi e, in zona Mareggi, c’è la Sosta dal fungiatt. Insomma, parchi ‘piccoli’, ma particolarmente ricchi di validi motivi di interesse.