Giovani e nuove possibilità imprenditoriali: l’avvento del digital e della sharing economy sono infatti, nella società contemporanea, nuove opportunità per sfruttare al meglio le potenzialità attrattive offerte dal turismo. Questi temi, legati a nuove tecnologie (digital) e condivisione (sharing), animano le nuove generazioni di Millennial, tra cui rientrano a pieno titolo i giovani universitari di oggi. Infatti, il popolo dei “Millennial”, “Nexter”, “Wired Generation”, “Generazione Y” o “Net Generation” definiscono una generazione che si identifica con i nati dai primi anni ’80 ai primi anni del nuovo millennio. Simbolicamente è la generazione dei nativi digitali (born digital).

Nel contesto turistico svizzero e ticinese, la maggior parte delle imprese ha una dimensione medio-piccola e molte aziende sono connotate da una componente famigliare. Per sfruttare al meglio le potenzialità di crescita del settore servono le giuste risorse, ovvero la giusta spinta imprenditoriale e il giusto sostegno. Il settore dell’ospitalità e del turismo è per sua natura frammentato e complesso, e la componente di relazione con gli attori locali e con il territorio è una variabile necessaria per avere accesso alle risorse e informazioni utili per vendere il proprio prodotto completandolo con altre attrazioni locali. Per questo, avviare un’attività nel settore del turismo significa investire non solo in un’impresa potenzialmente in grado di generare reddito, ma anche contribuire al benessere ed alla valorizzazione dell’ambiente e dell’economia locale. Infatti, fare impresa nel turismo richiede passione, capacità tecniche, ma anche un know-how sulle specificità e risorse locali che consentono di attrarre e fidelizzare turisti.

C’è inoltre un filo che lega l’impresa turistica al proprio territorio. Questo legame si esprime soprattutto attraverso una particolare responsabilità e rispetto per l’ambiente circostante. Il turista infatti usufruisce del servizio turistico nel luogo in cui è collocato il servizio, offrendo al prestatore del servizio la possibilità di entrare in un sistema globale. Nel turismo, è quindi fondamentale l’orientamento alla sostenibilità attraverso un impegno ininterrotto e una visione a lungo termine che include una missione ambientale. Il capitale sociale famigliare fondato su questi valori e che, grazie a questi, permette alla famiglia di essere connessa e inserita in una comunità, è un catalizzatore di comportamenti, azioni e progetti di rispetto per il territorio.

Nonostante le potenzialità di sviluppo che turismo e ospitalità potrebbero offrire all’economia in termini di impiego per i Millennial, e al vantaggio che si potrebbe trarre grazie al coinvolgimento imprenditoriale delle giovani generazioni in termini di impulso verso dinamiche innovative, resta da chiedersi se l’attenzione dell’economia, della politica, della formazione, delle istituzioni ecc, si sia adeguatamente concentrata sullo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.

Hanno partecipato all’inchiesta:

  • Angelo Trotta (A.T.), Direttore di Ticino Turismo
  • Massimo Boni (M.B.), Direttore di Lugano Region
  • Nadia Fontana-Lupi (N.F.L), Direttrice di Mendrisiotto Turismo
  • Fabio Bonetti (F.B.), Direttore di Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli 
Angelo Trotta

Qual è il coinvolgimento di giovani imprenditori nello sviluppo turistico del vostro territorio? 

A.T.: «A volte veniamo a conoscenza di imprese, start-up o progetti di giovani imprenditori, in ambiti che posso anche essere legati al turismo. Pensiamo ad esempio a promotori di locali pubblici, produttori locali, ecc. In questi casi cerchiamo di dare visibilità a queste nuove iniziative che nascono sul territorio in modo da sostenere i giovani imprenditori».

M.B.: «Abbiamo importanti scuole sul nostro territorio, come la Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo (SSSAT), la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e l’Università della Svizzera italiana (USI), che formano professionisti per il settore del turismo, ma purtroppo c’è ancora margine di crescita perché sono ancora pochi quelli che scelgono il settore turistico per il proprio impiego. E di questi, molto spesso, si tratta di start up che sono attive nel mondo della digitalizzazione, come ad esempio la start up ticinese “inticino”, un progetto nato per far vivere al turista un’esperienza da residente e al residente un’esperienza da turista. Dal 2020 sviluppa e offre tramite il suo portale online esperienze locali, per un turismo più responsabile e sostenibile, volto a seguire le tendenze turistiche attuali».

N.F.L.: «Fortunatamente nella regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio vi sono giovani che si stanno cimentando in progetti particolarmente importanti che hanno relazioni dirette con il settore turistico e alcuni anche che stanno subentrando nella gestione dell’azienda di famiglia, come è il caso di alcune cantine vitivinicole. Alcuni brillanti giovani hanno invece dato il via a progetti innovativi che il settore ha accolto con un plauso e penso agli eventi e ad alcune nuove offerte nel mondo dell’enogastronomia. Il settore nel quale ritengo vi sia necessità di giovani che, con nuove idee e approcci si cimentino su un mercato sempre più internazionale e complesso, è quello della ricettività e dell’accoglienza. Qui i giovani imprenditori non sono numerosi, ma vi sono comunque alcuni esempi virtuosi che si distinguono anche per il coraggio e la visione, come è il caso della famiglia Montereale dell’Hotel Conca Bella».

F.B.: «Nel nostro territorio, il coinvolgimento di giovani imprenditori nello sviluppo turistico presenta una dinamica interessante e variegata. Sebbene nel settore dell’albergheria non siano molti i giovani a seguire le orme dei genitori, preferendo percorsi diversi, è incoraggiante notare come numerose nuove iniziative turistiche siano proposte e sviluppate da giovani intraprendenti. Un elemento chiave nel coinvolgimento dei giovani è la collaborazione con la Scuola Superiore Alberghiera e del Turismo (SSSAT). Gli studenti, grazie a questa collaborazione, hanno l’opportunità di mettere in pratica le nozioni apprese durante il loro percorso formativo attraverso esercitazioni pratiche strettamente legate alla realtà del territorio. Questi progetti sono spesso organizzati in collaborazione con partner del settore, diventando veri e propri ‘mandati’ che non solo aiutano gli studenti ad acquisire competenze preziose, ma che possono anche avere un impatto positivo e concreto sullo sviluppo turistico del nostro territorio».

Massimo Boni

In che misura tradizioni familiari e vocazione ambientale rappresentano una risorsa per la creazione di impresa operanti nel settore dell’ospitalità e del turismo?

A.T.: «Si tratta ovviamente di due aspetti importanti, in particolare la seconda. Non per forza i giovani che desiderano lavorare nel settore turistico o dell’ospitalità devono avere alle spalle una famiglia attiva in quest’ambito. È giusto seguire le proprie passioni e ambizioni.

M.B.: «Quando c’è tradizione famigliare c’è sempre un maggiore legame e attaccamento a quello che si fa. Chi porta avanti un’attività famigliare ha la possibilità di fare tesoro delle esperienze delle generazioni precedenti, combinandole e apportando innovazioni alla gestione di attività turistiche, nonché adeguando l’offerta alle esigenze e richieste del mercato odierno, come ad esempio la sempre maggiore attenzione al tema della sostenibilità».

N.F.L.: «In sintesi, è possibile ritenere che le tradizioni familiari e la vocazione ambientale rappresentino delle risorse preziose per l’industria dell’ospitalità e del turismo.  Vantare le proprie radici e avere delle storie “vere” da raccontare permette di sviluppare attenzione e allo stesso tempo di differenziarsi rispetto alla concorrenza. In particolare, e considerando la regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio, ritengo che le tradizioni famigliari e il loro patrimonio culturale, possono e devono essere valorizzate con l’obiettivo di offrire esperienze autentiche ai turisti, proprio perché queste esperienze autentiche, sostenibili e culturalmente accattivanti sono presenti in questo territorio e possono quindi essere facilmente proposte agli ospiti. L’impegno ambientale delle strutture a carattere turistico o, in generale, di una destinazione turistica, può considerare: l’utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi, l’adozione di pratiche di riciclo e la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività. Si tratta di agire e di presentare in maniera dovuta il proprio impegno per attrarre clienti sensibili e desiderosi di scegliere una vacanza che permetta loro di condividere questi valori. Nella nostra regione vi sono aziende che si adoperano per integrare tradizione famigliare e per dimostrare il loro impegno per la sostenibilità, ma chiaramente ve ne sono molte che potrebbero decidere di prestare maggiore attenzione a queste tematiche per rendere percepibili le loro radici e la loro filosofia imprenditoriale, per essere “uniche”».

F.B.: «In passato, molti figli non erano interessati a continuare l’attività dei genitori nel turismo, ma recentemente, sebbene in misura limitata, si osserva un trend positivo con un ritorno di giovani che riscoprono e valorizzano le attività familiari. Questo fenomeno contribuisce non solo a preservare le tradizioni locali, ma anche a rafforzare l’economia turistica. Le tradizioni familiari offrono un prezioso know-how, poiché i figli spesso iniziano fin da piccoli a interagire con la clientela, acquisendo competenze e conoscenze che si rivelano utili nella gestione delle strutture ricettive».

Nadia Fontana Lupi

Quale specifiche iniziative sono state adottate nel corso degli ultimi a livello cantonale e locale per favorire l’inserimento dei giovani in attività turistiche?

A.T.: «Per quanto ci riguarda, siamo molto impegnati sul fronte formativo a più livelli. Internamente abbiamo sempre un apprendista e nel corso dell’anno si alternano diversi stagisti in più settori. Nell’ambito del progetto interreg Desy è stata finanziata l’assunzione di un Dottorando all’USI che ha partecipato alle attività in sede ATT. Partecipiamo inoltre ad alcune iniziative della SSSAT/SUPSI/USI/HSG».

M.B.: «Lugano Region offre la possibilità agli studenti delle scuole del territorio di svolgere stage presso i propri settori e Infopoint. Inoltre, da anni collabora con le scuole nell’ambito di field project volti a sviluppare nuovi prodotti o strategie di marketing. Diverse anche le occasioni in cui abbiamo fornito supporto agli studenti nella realizzazione dei loro lavori di ricerca individuali, rispondendo alle loro domande e fornendo loro dati e strumenti d’analisi».

N.F.L.: «Ritengo che abbiamo la fortuna di abitare in un Cantone dove la formazione proposta da USI, SUPSI e da SSAT, sostengono, promuovono e sensibilizzano in maniera continua l’approccio alle professioni del settore turistico. Oltre ai corsi di formazione tradizionale, le tre scuole organizzano corsi di vario genere e anche giornate formative “ad hoc” o incontri su tematiche precise, con conferenze di personaggi di caratura nazionale e internazionale. Non va inoltre dimenticato che, già ormai da quasi un decennio, Ticino Turismo e le Organizzazioni turistiche regionali promuovono, con il sostegno del Cantone, un progetto di accompagnamento e formazione destinato agli operatori del settore della ricettività, che dallo scorso anno è sfociato nella proposta formativa  “Next Generation Hospitality”, che ha l’obiettivo di potenziare le competenze manageriali e migliorare la competitività di coloro che già sono attivi nel settore della ricettività. Il tema della formazione continua di chi già opera nel settore, come anche quello della preparazione dei giovani alle carriere del settore sono quindi da ritenersi molto importanti per l’inserimento dei giovani che hanno così la possibilità di formarsi e di aggiornarsi, in Ticino come nel resto della Svizzera o all’estero».

F.B.: «Negli ultimi anni, a livello cantonale e locale, sono state adottate diverse iniziative per favorire l’inserimento dei giovani nelle attività turistiche. Un esempio significativo è la presenza della Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo, l’unica in Svizzera interamente pubblica. La SSSAT svolge un ruolo centrale in questo ambito. Inoltre, c’è un dialogo continuo tra gli istituti di formazione e i partner del settore turistico, che si concretizza in collaborazioni su progetti e iniziative. Questo include la formazione di apprendisti, stagisti SSSAT e diplomati SSSAT, offrendo loro opportunità concrete di crescita e inserimento nel mercato del lavoro turistico»

Fabio Bonetti

Quali progetti condivisi con istituzioni scolastiche e formative sono state promosse per fornire alle giovani generazioni le competenze necessarie al fine di avviare nuove imprese nel settore turistico? 

A.T.: «Next Generation Hospitaliy è uno dei progetti strategici di Ticino Turismo, lanciato a settembre 2023 e che si appresta ad avviare la seconda edizione. Si tratta di una formazione avanzata promossa da noi con il sostegno dell’Ufficio per lo sviluppo economico del DFE, in partnership con la SUPSI e SHS Academy. Al primo anno si sono iscritti albergatori e operatori del settore, tra cui anche dei giovani ma non solo, ai quali viene proposto un modello di apprendimento focalizzato sull’imprenditorialità: il corso permette infatti di affrontare e approfondire temi quali la preparazione di un business plan e le forme di finanziamento, il posizionamento del proprio prodotto sul mercato, le forme avanzate di marketing online e l’utilizzo di nuove tecnologie. L’obiettivo finale è quello di formare professionisti capaci di sviluppare progetti di successo, dall’idea alla sua implementazione. Si tratta di un percorso innovativo con 20 lezioni o workshop in 10 diverse location, per un totale di 360 ore di apprendimento; sono coinvolti 22 tra docenti e relatori ospiti.

Anche con la SSSAT c’è una forte collaborazione, su temi specifici (quest’anno ad esempio la sostenibilità) ma anche per il programma di formazione Hospitality 360. Questo programma di formazione ha l’obiettivo comune di aumentare la competitività e la qualità dell’offerta del settore turistico ticinese. Portiamo avanti progetti specifici anche con l’USI».

M.B.: «Come esempio concreto e recente, posso citare il progetto del nuovo Infopoint di Lugano Centro in Via Magatti 6, che ci ha visto collaborare con due scuole del territorio, SUPSI e SSSAT. Per la fase di ideazione della nuova architettura d’interni dell’Infopoint abbiamo collaborato per un anno, tra progettazione e ristrutturazione dello spazio, con gli studenti di architettura d’interni della SUPSI. A seguire, con gli studenti della SSSAT è stato implementato uno studio per lo sviluppo di uno spazio Pop Up (corner temporaneo) da mettere gratuitamente a disposizione degli operatori turistici dalla regione per esporre e promuovere le proprie attività».

N.F.L.: «Come indicato sopra, credo che chi vuole formarsi in Ticino, lo può fare e può anche scegliere il proprio percorso formativo. Con SUPSI, USI e SSAT i momenti di collaborazione per le organizzazioni turistiche possono essere di diverso genere. Questi percorsi prevedono di base anche scambi internazionali utili alla formazione. Sono inoltre sempre disposte a mettere in campo le conoscenze teoriche dei giovani permettendo loro un confronto diretto con il mondo del lavoro. Capita spesso di lavorare con gli studenti per delle ricerche o di condividere con loro degli obiettivi, magari anche solo parziali di temi di tesi. Avviare nuove imprese resta un tema particolare che i giovani possono affrontare considerando quanto hanno imparato e cercando di uscire dalla loro “comfort zone” e ritengo che le scuole spingano i giovani a fare questo genere di considerazioni, anche se chiaramente poi servono spirito imprenditoriale e voglia di porsi al centro del cambiamento che questo settore sta affrontando».

F.B.: «Innanzitutto, vanno segnalati i nuovi piani di formazione della SSSAT vicini alle esigenze del settore. I piani quadro di riferimento (specialisti turistici e albergatori-ristoratori) sono avvallati dalla Confederazione ma elaborati dalle organizzazioni del mondo del lavoro per mantenere questo dialogo e questa vicinanza. L’aggiornamento constante e regolare dei piani di formazione permette di rimanere al passo con i tempi, in un contesto estremamente dinamico e attento alle novità. Quali progetti concreti possiamo senza dubbio segnalare l’attuale progetto di formazione Next Generation Hospitality, promosso da Ticino Turismo e dal Cantone e in partnership con la SUPSI che prevede tre tipi di formazione: Base (Hospitality 360°), Intermedio (Director of E-Commerce) e Avanzato (Next Generation Hospitality). Un’opportunità per continuare il processo di riposizionamento dell’intero settore turistico-alberghiero».