Quali sono stati gli obiettivi e le strategie del mondo del turismo al centro del Ticino Partner Day?

«Gli ultimi anni sono stati per il turismo, così come per il mondo intero, un periodo di profondi sconvolgimenti, prima la pandemia e il suo graduale superamento, poi le tensioni politiche e sociali internazionali, fino ai recenti venti di guerra che spirano su vaste regioni del mondo, a noi anche molto vicine. Tutte queste continue turbolenze, e di conseguenza la necessità di adeguare le nostre strategie alle situazioni che di volta in volta si vengono a creare, ci hanno indotto a fermarci un momento a riflettere e scambiarci idee e opinioni per imparare, condividere e ispirarci l’un l’altro, mentre siamo chiamati a costruire un futuro sostenibile per il turismo di qui al 2030. Per questo abbiamo favorito un confronto tra le istituzioni che operano ai diversi livelli e gli imprenditori attivi sul campo riguardo ai cambiamenti in atto nel modo di viaggiare, legati alle abitudini personali e a concetti più universali come la sostenibilità, che ci metteranno di fronte a sfide ma anche a grandi opportunità per il futuro».

Ai lavori ha partecipato anche Svizzera Turismo. Quali sono state le principali novità emerse?

«Quest’anno ha preso parte all’appuntamento anche una delegazione di Svizzera Turismo (ST), tra cui la presidente Brigitta Gadient e il direttore Martin Nydegger, che hanno elencato cinque elementi che sono alla base della propria strategia: ispirare nuovi ospiti convincendoli a visitare il nostro Paese, aumentare i pernottamenti, prolungare la durata del soggiorno, incrementare il valore aggiunto e raggiungere un equilibrio sostenibile grazie alla sempre maggiore diffusione del programma Swisstainable. L’intento è di tornare nel 2024 ai livelli pre-pandemici dei visitatori provenienti dai mercati internazionali».

Anche Ticino Turismo ha ribadito quali sono gli assi portanti della propria strategia…

«Nel piano Ticino 2030 abbiamo chiaramente indicato le linee guida, i cui assi principali sono la sostenibilità, la diversificazione dei target, la digitalizzazione, la Città Ticino e la destagionalizzazione. In questa prospettiva sono numerosi i progetti strategici condotti da Ticino Turismo in ambiti diversi. Digitalizzazione significa allora poter disporre di dati per monitorare i flussi di turisti, analizzarli e sviluppare un modello che possa raccogliere tutte le informazioni in maniera molto omogenea da integrare successivamente in un’unica piattaforma atta, in ultima analisi a progettare servizi e prodotti su misura per il turista. Questo è il principio cardine alla base del modello di “Smart destination”. Un rilievo sempre maggiore sarà attribuito alla presenza sui media e i social media, un contesto in cui gli argomenti principali per accompagnare la strategia dei contenuti e di marketing saranno le esperienze autentiche nella natura, la mobilità, l’enogastronomia, la cultura e la sostenibilità. Infine, di grande importanza la costituzione, al termine di un lavoro preparatorio durato due anni, che ha visto il coinvolgimento di molti attori (ATT, OTR, quattro Città e Cantone), del Ticino Convention Bureau (TiCB) che ha come scopo la promozione del turismo d’affari all’interno del territorio, agevolando così congressi, eventi aziendali come meeting, convention e soggiorni incentive, eventi associativi, politici, ecc.».

Uno dei punti su cui si è focalizzata l’attenzione riguarda la necessità di un futuro sostenibile per il turismo. Che cosa significa concretamente?

«È ormai convinzione diffusa che oggi non possa esistere settore economico, e dunque anche il turismo, che non tenga in considerazione il ruolo dell’innovazione sostenibile. Un aspetto, quello green, destinato a condizionare l’evoluzione di ogni mercato. Puntiamo molto su un modello che fondi digitalizzazione e sostenibilità.Ticino Turismo ha iniziato tale percorso con l’ottenimento del label Swisstainable Engaged, ad esempio diminuendo e compensando le proprie emissioni di CO2 ma anche lavorando sul turismo inclusivo. A tal proposito, grazie alla collaborazione con Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), SUPSI e Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), abbiamo redatto un rapporto CSR che ha ottenuto un’ottima valutazione.

Adesso e nei prossimi anni si lavorerà l’ottenimento del label Swisstainable Destination. I vari progetti che abbiamo in corso spaziano dalle proposte per una mobilità più sostenibile ad una accoglienza in armonia con la natura, dalle possibilità di vivere esperienze eco-friendly a ridotte emissioni di carbonio fino ad un consumo consapevole di prodotti locali a km zero».

Coordinamento e gioco di squadra costituiscono un elemento da cui sarà impossibile prescindere: quali sono i principali mercati di riferimento?

«La necessità di un gioco di squadra è emersa in modo rilevante durante l’evento. Il concetto “insieme siamo più forti”, unire cioè le forze per marcare in maniera sempre più incisiva le risorse della nostra destinazione, si fa ancora più evidente quando si guarda ai mercati esteri. Più si va lontano nel mondo e più appare necessario presentarsi come Paese, pur mettendo in luce le peculiarità e le attrattive di ciascun territorio. Il buon andamento registrato anche questa estate, nonostante l’alta inflazione e una valuta – il franco – sempre molto forte, è da attribuire ad un buon recupero degli ospiti internazionali e una domanda interna che rimane elevata. Per il Ticino il mercato di riferimento resterà comunque quello interno che già prima della pandemia rappresentava una quota superiore al 60%. La Germania e l’Italia continuano a rappresentare i mercati esteri più importanti. Seguono poi Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, Gran Bretagna, Francia e Paesi nordici, mentre gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo, almeno fino all’ultima crisi mediorientale erano in ripresa».

Il Consiglio nazionale ha di recente deciso di non aumentare il credito per il turismo. In che modo intendete fare fronte alle esigenze di finanziamento del settore turistico?

«Si tratta evidentemente di una decisione che rischia di penalizzare il nostro settore, giacché per riuscire a coprire i costi sostenuti dagli enti che promuovono il turismo è fondamentale poter disporre di fondi adeguati. Ricevere lo stesso budget rappresenta de facto una riduzione rispetto al passato, considerando anche l’alta inflazione internazionale.Anche a livello cantonale disponiamo di un budget invariato dal 2014, ciò che ci impone, in accordo con le quattro OTR ticinesi, di utilizzare i finanziamenti e le risorse in modo flessibile affinché possano generare i massimi vantaggi. Dovremo altresì creare nuove sinergie e partnership, anche tra pubblico e privato, per realizzare innovativi progetti per la promozione e valorizzazione di un settore come quello turistico che, non va dimenticato, crea un grande valore aggiunto nel nostro Paese».