Proprio allo Spendide Royale, nel 1982, Rossi ha iniziato la sua carriera nell’hospitality raggiungendo risultati notevoli: l’ultimo successo è senza dubbio il premio come miglior albergatore dell’anno ricevuto quest’anno. Rossi si è posizionato al primo posto nella classifica della SonntagsZeitung stilata da Karl Wild, che premia non solo le strutture ma anche quei professionisti del settore che si sono particolarmente distinti per visioni innovative e creative.

Giuseppe Rossi ha partecipato alla prima edizione del corso “Certified Board Member”, una proposta formativa nata dalla collaborazione tra il Centro competenze tributarie della SUPSI e ALMA Impact AG con l’obiettivo di fornire competenze e strumenti decisionali per coloro che fanno parte o si accingono a far parte di un Consiglio d’Amministrazione. Dopo il successo delle prime due edizioni, è già in programma la terza edizione del corso Certified Board Member, che si terrà da marzo a giugno 2023.

Lei ha iniziato la sua carriera allo Splendide nel 1982, in una Lugano sicuramente molto diversa da oggi. Come è cambiata la clientela negli anni?

«All’epoca, Lugano era una destinazione finanziaria, gli alberghi lavoravano di più durante la settimana che nel weekend, con soggiorni brevi e una clientela abituale. Oggi le cose sono molto cambiate, la realtà è diversa e il settore ha saputo reagire, tornando alla sua iniziale e innata vocazione turistica. Di conseguenza anche la clientela è diversa: non più, o meglio non solo, professionisti, ma una tipologia di turisti più diversificata, mercati diversi e un aumento della permanenza media. Più ospiti significa più opportunità di crescita per Lugano, con sempre più turisti che tornano perché se ne innamorano».

Dopo le difficoltà legate alla pandemia il settore turistico si è ripreso, ma deve consolidare questa crescita: quali misure e iniziative potrebbero aiutare il Ticino a posizionarsi ancora meglio?

«In primis, essere consapevoli che Lugano sia davvero una destinazione turistica. E poi, non mi stancherò mai di dirlo, è necessario trovare sinergie tra i diversi attori che compongono l’offerta. Bisogna lavorare insieme come destinazione, creare in maniera sinergica degli eventi di richiamo internazionale che consentano a Lugano di ampliare la stagionalità. È solo in questo modo, collaborando con lo stesso obiettivo, che l’intera destinazione si proietta verso un turismo diversificato e a 360 gradi, spalmato su tutto l’anno. Dirigere un’eccellenza come l’Hotel Splendide Royal implica mantenere standard di qualità elevati nel tempo: non solo nella gestione della clientela ma anche nell’amministrare la struttura e i suoi collaboratori».

Quali sfide ha dovuto affrontare in questi due anni segnati dalla pandemia?

«Al netto dell’indiscutibile situazione negativa legata alla pandemia, mi piace cercare il sole dopo la tempesta, una opportunità di cambiamento, e il periodo che abbiamo trascorso ci ha anche permesso di imparare qualcosa e di crescere sotto diversi aspetti. Per lo Splendide, dopo la pandemia, c’è stata una presa di coscienza di alcuni aspetti professionali e umani che hanno a che fare con la riscoperta della qualità del tempo. Si parla molto della carenza di personale nel settore, e di certo una sfida è proprio quella di mantenere motivati i collaboratori, ogni singolo giorno. Le nuove prospettive ci hanno portato a lavorare su un nuovo Piano di Welfare aziendale, dove il singolo collaboratore viene coinvolto in una realtà più ampia di cui si sente parte e alla quale vogliamo che sia orgoglioso di appartenere. L’eredità di una realtà come lo Splendide, che conta 135 anni di storia, e un team che dal primo giorno ha creduto in un progetto più grande, è uno dei temi che ancora oggi motivano il nostro personale: continuità, condivisione, riconoscenza, appartenenza».

Quali riflessioni l’hanno spinta a partecipare al corso Certified Board Member (CBM) e come ha integrato nella sua attività professionale le competenze acquisite durante la formazione?

«Nella mia indole c’è il costante desiderio di stare sempre al passo coi tempi e cogliere, ogni volta che è possibile, l’opportunità di crescere, imparare, migliorarsi. Nella decisione di seguire il corso, ha influito anche la necessità e la voglia di trasformarlo in un’occasione di scambio reciproco e confronto con professionisti di altri settori che vivono situazioni simili alla mia, ma dove ognuno arricchisce gli altri con qualcosa di personale e unico.

Il corso mi ha aiutato ad aumentare la consapevolezza del ruolo, non solo pratico ma anche teorico, di membro di un CdA. È stata per me l’occasione di ampliare a 360 gradi la visione strategica della posizione e delle sue funzioni. Personalmente, ho chiuso questo cerchio formativo, dopo tanta esperienza operativa, con l’approfondimento concettuale del ruolo. Questo mi ha permesso di mettere in pratica un piano strategico a medio e lungo termine, riuscendo a pianificare il futuro dell’Hotel Splendide Royal non solo strategicamente, ma anche economicamente e finanziariamente».

Quali suggerimenti darebbe a un giovane desideroso di intraprendere un percorso professionale nel settore dell’hospitality?

«Come prima cosa, è assolutamente necessario dedicare del tempo, tutto il tempo necessario, per fare pratica nei vari reparti di un albergo. Soltanto provare sulla pelle farà capire a un giovane che si affaccia a questa professione se è in possesso di quel quid necessario ad apprezzare il lavoro in questo settore. Sarà una prova del nove per capire se, in un lavoro che è totalizzante, si hanno energie, motivazione e quel qualcosa di prezioso che riesce a trasformare il lavoro in pura magia. Perché, se lo si ama, questo è il lavoro più gratificante del mondo, e io l’ho capito da subito, dal momento in cui fare parte di un hotel mi ha fatto sentire importante e in grado di restituire questo sentimento di appartenenza all’ospite».