Secondo l’ultimo Food Travel Monitor 2020 della World Food Travel Association, il più importante studio internazionale sul turismo enogastronomico, il 53% dei viaggiatori nel mondo si dichiarava turista enogastronomico. Il 71% delle persone in viaggio voleva vivere esperienze enogastronomiche che fossero memorabili. Si consolidava quindi l’interesse dei turisti verso l’enogastronomia con un incremento del 12% rispetto agli anni precedenti con i Millennials che guidavano il trend tra le generazioni, mentre si affacciavano i nati della Generazione Z, viaggiatori frequenti che già mostrano un alto interesse verso il cibo.
Nell’ultimo anno è però cambiato il mondo. Anche quello del turismo, con nuove tempistiche di programmazione e nuovi protagonisti. Cosa succederà?
A riprendersi più velocemente saranno i consumatori con alto potere di spesa. La crisi economica non ha toccato quasi per nulla questa fascia che è un segmento limitato, ma produce dei volumi sproporzionati in termini di ricchezza, e può essere un veicolo di sviluppo regionale e di crescita economica, traino dell’intera filiera turistica. Il turismo di lusso fa bene a tutti, lascia cose importanti sul territorio, a chi ci vive e ci lavora.
Nel nostro territorio le potenzialità per dare linfa a questo segmento sono infinite. E non solo per le bellezze del territorio, ma per le straordinarie eccellenze nel campo della ristorazione, per le strutture alberghiere e per tutti i servizi connessi.
La pensa così Dany Stauffacher CEO di Sapori Ticino che da sempre crede fortemente nella valorizzazione della ricchezza territoriale e culturale della nostra regione, di cui il cibo costituisce un patrimonio fondamentale, e presenta un nuovo progetto dedicato ai ristoranti stellati: Ticino Land of Stars, una nuova occasione per supportare ed esplorare il mondo enogastronomico stellato.
È consapevole che dopo il lungo isolamento, l’imperativo per tutti sarà uno solo: tornare alla vita di prima. Un imperativo che per i big spender si tradurrà nel tornare a ciò cui da sempre sono abituati: una qualità dei servizi molto elevata, dai viaggi all’intrattenimento, dal wellness al food proprio perché possono permettersi comodità e maggiori standard di sicurezza.
Il turismo di alta gamma ha sempre avuto una naturale vocazione per l’internazionalizzazione, ma la pandemia ci ha fatto capire che vanno coccolati pure i clienti locali e che una vacanza non necessita più del “paradiso lontano” per diventare esclusiva.
Il concetto di lusso si è evoluto ed oggi è sinonimo di passioni, soddisfazione personale ed esperienze, tra cui viaggi ed enogastronomia, con molta attenzione alla sostenibilità. I consumatori sono sempre più consapevoli delle loro scelte e di come spendere il loro denaro. Fermo restando che uno dei lussi più importanti è il tempo, l’esclusività è diventata il potersi muovere liberamente scegliendo mete che siano sempre più immerse nella natura e dove si possa trascorrere un soggiorno in sicurezza, arricchendo la vacanza con brevi esperienze, cercando sempre più motivazioni emotive. Anche la durata dei viaggi è differente: gli alto-spendenti allungano i soggiorni, e tornano in auge i long-weekend o le gite in giornata, con il cibo che diventa il modo più semplice per sperimentare la cultura del luogo.
Gli scenari dei viaggi di lusso sono molteplici, con una previsione di crescita che varia dal +12% al +19%, a seconda dell’evoluzione del Covid 19, della velocità a cui si tornerà a viaggiare a livello globale e della ripresa di fiducia da parte dei consumatori locali.
L’obiettivo di Ticino Land of Stars è quello di diventare uno strumento trasversale di condivisione per offrire esperienze gourmet incentivando il turismo nazionale ed internazionale. Inoltre c’è la volontà di mettere in evidenza la stretta e non scontata relazione tra lusso e sostenibilità, due concetti che sembrano slegati e lontani tra loro, ma che in verità si possono combinare in modo efficace. Lusso è anche distinzione nella cura e nella scelta dei particolari, inclusi quelli che potrebbero fare la differenza per il futuro del pianeta.
Ambiente e sostenibilità sono temi molto attuali in ogni ambito del nostro quotidiano. Se li trasferiamo in cucina, diventano ancora più incisivi. Il turismo enogastronomico può rappresentare uno strumento per uno sviluppo sostenibile delle destinazioni e delle aree rurali limitrofe, avvicinando produttori, ristoratori, operatori del turismo e consumatori contribuendo ad accorciare la filiera agroalimentare e quindi generando benefici diffusi sul territorio.
L’esperienza offerta deve caratterizzarsi e arricchirsi attraverso la creazione di un racconto che permetta al turista di sentirsi più coinvolto e di capire l’unicità del prodotto e la cultura del luogo, oltre che stimolarne la curiosità e promuoverne le suggestioni.
Sapori Ticino con il progetto Ticino Land of Stars vuole diventare narratore di questa realtà.
Con tre nuovi ristoranti stellati, al Ticino è arrivata la definitiva consacrazione di un’area che dovrebbe essere in grado di calamitare, oltre ai tradizionali clienti, anche un buon flusso turistico di alta gamma legato al cibo, diventando l’angolo gourmand della Svizzera.
Le stelle contano e la guida Michelin continua a interpretare un ruolo importante nel determinare le sorti più o meno favorevoli di un professionista della cucina, ma devono essere interpretate non più solo come il fine dell’attività, quanto piuttosto il mezzo, inteso come nuovo punto di partenza per sviluppare ulteriori obiettivi.
Da Lugano con Cristian Moreschi di Villa Principe Leopoldo, Domenico Ruberto de I Due Sud presso l’Hotel Splendide Royal, Luca Bellanca del Ristorante Meta, Frank Oerthle del Galleria Arté al Lago del Grand Hotel Villa Castagnola, passando per Bellinzona con Lorenzo Albrici alla Locanda Orico, sino ad Ascona con Marco Campanella al Ristorante Brezza dell’Hotel Eden Roc, Mattias Roock alla Locanda Barbarossa del Castello del Sole, Rolf Fliegauf del Ristorante Ecco dell’Hotel Giardino, e per finire Bernard Fournier e Giovanni Croce da Candida a Campione d’Italia, tutti devono essere orgogliosi del loro lavoro e consapevoli del loro ruolo, perché la guida Michelin si affaccia solo in destinazioni con una gastronomia rinomata, la cui offerta è convincente per qualità ed eccellenza.
L’idea di Sapori Ticino è dunque quella di concentrarsi sul buon cibo e sul buon vino attraverso delle iniziative coordinate che coinvolgano la qualità. «Il lusso è una fetta di mercato importante con un indotto economico considerevole. In questo contesto le stelle possono giocare un ruolo fondamentale ed ecco quindi che il nuovo progetto vuole consolidare un’immagine del nostro territorio come meta per questo segmento di mercato, rappresentando allo stesso tempo un vero volano per il turismo in generale e un vantaggio per tutta l’enogastronomia ticinese. Perché il viaggiatore enogastronomico è una persona curiosa e di buon livello culturale, ha una maggiore propensione a spendere rispetto ad altri tipi di viaggiatori, si informa, pianifica e prepara il viaggio attraverso i canali web che conosce bene e durante il viaggio racconta la sua scoperta del cibo sui social». Questo il pensiero di Dany Stauffacher che ancora una volta ci sorprenderà.