C’era una volta un bambino di nome Andrea, che cresce in Friuli a San Daniele, proprio quella cittadina dalla quale proviene l’ottimo e dolce prosciutto crudo. È un bambino curioso ma soprattutto affascinato da quella stanza della casa che è la cucina, dove la mamma prepara con cura i pasti, giorno dopo giorno. Andrea cresce e la fascinazione per la cucina diventa pian piano l’idea per la sua futura professione. Dopo il diploma alla Scuola alberghiera di Trieste, con grande passione e determinazione inizia la scalata verso l’eccellenza, grazie ad esperienze di lavoro importanti, con Gualtiero Marchesi, poi al Mosimann’s a Londra, quindi insieme a Carlo Cracco all’Enoteca Pinchiorri, in seguito al “Louis XV” di Montecarlo sotto la guida di Alain Ducasse. Arrivano poi altre tappe, come la stella Michelin guadagnata nella cucina della Taverna di Colloredo a Colloredo di Monte Albano in Friuli; quindi executive chef del gruppo di Gualtiero Marchesi; le due stelle della guida rossa guadagnate al Ristorante Trussardi alla Scala. Dopo questi successi è comprensibile che un cuoco come Berton abbia il desiderio di aprire un suo ristorante e così da ormai oltre tre anni il ristorante Berton in via Mike Bongiorno 13 a Milano nell’avveniristica zona di Porta Nuova, è una realtà che nella guida 2015 della Michelin si è già guadagnata la prima stella. Inoltre, con un gruppo di soci apre nel 2012 il Pisacco Ristorante e Bar e nel 2013 il DRY Cocktail & Pizza, entrambi in via Solferino. Andrea Berton, 47 anni, definisce “immediata” la sua cucina, che tradotto significa: scelta accurata dei prodotti, ovviamente stagionali ed elaborati il meno possibile così da valorizzarne le caratteristiche organolettiche; la conoscenza e il rispetto delle cotture; gli accostamenti più riusciti tra i prodotti; la riconoscibilità al palato del gusto dei singoli ingredienti e non da ultimo anche quel “quid” estetico sul piatto che lo rende appetibile a prima vista. Insomma un’attenzione a tutto tondo verso il cliente. Tutto questo è possibile grazie ad un “team” di 15 persone in cucina, mentre in sala si è coccolati dal maître Lorenzo Sica e dal sommelier Luca Enzo Bertè, che può avvalersi di una cantina con circa 400 etichette in cui ogni regione italiana è rappresentata, mentre altre zone del mondo vitivinicolo sono: la Francia, l’Austria, la Germania e alcune regioni d’Oltremare. Entrando nel ristorante e osservando l’arredamento e le suppellettili, si palesa subito l’idea di stile di Berton, che è un’idea signorile, moderna e raffinata nel suo minimalismo e una curiosità è la lista dei vini che oltre al formato cartaceo ha anche quello elettronico. Al ristorante comunque ci si reca per mangiare e mangiare bene e devo dire che l’esperienza è stata non solo di godibilità gustativa, ma anche arricchente dal punto di vista della cultura gastronomica e dunque il menu suggerito dallo chef per la mia visita e che ora declino senza entrare nei particolari per lasciare intatta la lieta sorpresa, è stato il seguente: Canestrelli e liquirizia; Risotto di pizzaiola con acqua di mozzarella; Brodo di prosciutto crudo versato su merluzzo sfogliato, pane al prezzemolo e rapanelli; Spalla d’agnello da latte arrosto, porro e aglio nero; Carota e frutto della passione; Pane, olio e lampone; Sandwich di latte, kumquat e sesamo nero, accompagnato dal brodo al cioccolato in bicchiere. Ad ogni piatto è stato magistralmente accostato dal sommelier un bicchiere di vino realizzando così un matrimonio d’amore di grande soddisfazione.

 

 

Ristorante Berton

Via Mike Bongiorno 13

20124 Milano

Tel. +39 02 670 75 801

www.ristoranteberton.com