Ammettiamolo, non è sempre stato così. Agli albori della sua storia, quando la manifestazione si svolgeva ancora nel centralissimo quartiere Fiera, il Salone del Mobile di Milano era un evento di portata su per giù nazionale, surclassato in Europa da altre realtà, prima fra tutte l’IMM di Colonia. Ma con il tempo le cose sono cambiate, anzi, si sono stravolte e l’effetto più lampante è stato il bisogno, nel 2005, di spostare la manifestazione nel nuovo polo fieristico di Rho-Pero. Un’esplosione! Gli espositori aumentano fino a riempire ogni angolo di questo gigantesco spazio (200.000 mq di superficie allestita). Il pubblico arriva a frotte (nel 2016 circa 300.000 visitatori da 165 paesi), tanto fra gli espertissimi addetti ai lavori che fra le coppiette che cercano idee per arredare casa. Negli anni Milano si conferma la vetrina più luminosa, quella di maggiore qualità e anche la più attenta all’innovazione e all’eco sostenibilità, tanto da diventare la nuova capitale internazionale del mobile e dei complementi d’arredo. O almeno così dicono i circa 5.000 giornalisti che nella passata edizione hanno visitato la Fiera, arrivando dai 5 continenti.
6 giorni (i primi 4 riservati agli operatori di settore), per visitare, dalle 9.30 alle 18.30, i padiglioni e le 5 diverse manifestazioni che li coinvolgono.
Il Salone Internazionale del Mobile e quello del Complemento d’Arredo, ovviamente. Ma anche la Biennale Euroluce, arrivata alla 29° edizione, è dedicata non soltanto all’illuminazione domestica, funzionale o decorativa, ma anche ai più innovativi prodotti nel campo dell’illuminazione industriale, stradale, degli allestimenti scenografici e della sanità. Per arrivare agli avveniristici sistemi di illuminazione e domotica, di sorgenti luminose e di software per le tecnologie della luce. Senza mai venir meno all’attenzione tipica del Salone per il risparmio energetico ed anche per il controllo del rischio di inquinamento luminoso.
È invece “soltanto” alla sua 18ª edizione Workplace3.0, uno spazio espositivo riservato al design e alla tecnologia necessarie per progettare spazi di lavoro, che siano sempre pronti a rispondere alle esigenze di un mondo professionale che cambia con estrema rapidità i suoi bisogni, i suoi schemi, le sue dinamiche. Non solo uffici, ma banche, sportelli postali e in generale ambienti pubblici. Dalle sedute agli elementi per l’acustica, dalle tecnologie audio-video ai sistemi di sicurezza.
Ai padiglioni 22 e 24 invece, la 20ª edizione del SaloneSatellite, una fucina di talenti, un messaggio lanciato verso il futuro. Architetti, designer, addetti stampa, scelti fra ragazzi di tutto il mondo, per rispondere ad una domanda/tema, che dato l’argomento è tanto scontata quanto scottante: “DESIGN is…?”. E il bidecennale sarà festeggiato con la collezione SaloneSatellite 20 anni, con l’esposizione di pezzi progettati per l’occasione da designer internazionali, che hanno iniziato la loro carriera proprio al SaloneSatellite. Ma nell’orbita della manifestazione, ci sarà anche spazio per una carrellata di oggetti che hanno visto la luce durante le precedenti venti edizioni del SaloneSatellite come prototipi e sono poi entrati nel mercato.
Ma cosa aspettarsi, in questo giovane ma già strano 2017? «Il Salone del Mobile viaggia verso la meta con marcato ottimismo – dichiara il presidente Roberto Snaidero – sia da parte delle aziende partecipanti che di noi organizzatori». Effettivamente, Salone a parte, il mobile sembra dare buoni risultati: «Il settore ha mostrato ottime performance nei primi dieci mesi del 2016 e sembra che la corsa non intenda fermarsi. L’arredo italiano è in continua crescita su quasi tutti i mercati internazionali». E il merito potrebbe essere anche del Salone: «La nostra forte vocazione internazionale, infatti, ha attirato nella scorsa edizione un 67% di operatori esteri di alto profilo e con forte potere d’acquisto». Un circolo virtuoso, insomma, se è vero che nel 2016 il Salone si è mostrato capace di spingere le aziende italiane sui mercati di tutto il mondo, confermando il suo ruolo di punto di forza per lo sviluppo di queste imprese dell’arredo e dell’illuminazione: «Le vendite generate all’estero, infatti, tra gennaio e ottobre dello scorso anno, hanno superato gli 11 miliardi di euro – continua Snaidero – con segnali di crescita importanti soprattutto in Cina (+18,4%), Stati Uniti (+8,1%) e Francia (+5,3%). Così, il Salone del Mobile si riconferma una risorsa importante per il sistema italiano, grazie alla sua capacità di attrarre a Milano operatori, visitatori, designer, buyer, giornalisti da tutto il mondo, segno distintivo che negli anni ha portato Milano a diventare la capitale dell’arredo e della cultura del progetto, grazie anche alla forte sinergia con la città e le sue istituzioni». Complimento alla città, che arriva chiaro alle orecchie del sindaco Sala: «Milano insieme al Salone è capace di mettere in luce e dare risalto a tutto il settore, dai giovani talentuosi ai grandi nomi internazionali, dalle start-up innovative alle aziende storiche».