“La necessità di scrivere Atlas – ha dichiarato il regista Niccolò Castelli – è arrivata circa 10 anni fa, in un momento molto particolare, decisivo. Proprio come succede con l’attuale pandemia, che tocca molti aspetti della nostra vita, allora ebbi la sensazione che qualcosa si stesse insinuando nella nostra quotidianità senza più abbandonarci: la paura. Come molti della mia generazione, avevo la sensazione di vivere su un’isola neutrale, libera e felice, riparata dal resto del mondo, d’un tratto, però, ci siamo resi conto che non potevamo estraniarci dal tutto. Siamo parte di questo mondo”.

Poi Castelli ha raccontato Allegra, la sua protagonista: “è una ragazza che assapora la piena libertà prima del drammatico evento che cambierà la sua vita. Crede di avere davanti un futuro radioso, pronto da cogliere. Quando impatta con la realtà – dura, nuda e cruda come la roccia delle nostre montagne – l’effetto è devastante. Atlas è il tentativo di capire come sia possibile superare le nostre paure nell’incontro e nell’apertura verso il diverso. Per sentirci veramente liberi, come sulla vetta di una montagna a contatto con il cielo, forse dobbiamo aprirci all’altro. In un momento in cui tutti anelano alla libertà, «Atlas» racconta di un grande sforzo per una sua reale conquista”.

La trama

Appassionata di arrampicata, Allegra è vittima di un attacco terroristico che costa la vita ai suoi amici. Annientata dalla paura verso gli altri e dal desiderio di vendetta si ritira nella sua solitudine. I suoi cari sono impotenti. Così, per tornare a godere della vita, Allegra deve intraprendere una lunga lotta con sé stessa. In questo contesto incontra Arad, un giovane rifugiato del Medio Oriente. Per lei ritrovare la fiducia nel diverso rimane l’ostacolo più difficile.

La RSI per il cinema

Facendosi co-produttore di questa pellicola, la RSI da ulteriore linfa alle pellicole nazionale: “Il cinema è l’espressione del pluralismo culturale – hanno spiegato i vertici della TV di Stato – e un viaggio in mondi sconosciuti. Il cinema è magia, ispirazione ed emozione. Il cinema è specchio ma anche proiezione della realtà. Il cinema è un tuffo in culture conosciute e sconosciute. Il cinema è servizio pubblico. Impegnandosi come partner mediatico dei festival del cinema e promuovendo numerose produzioni proprie e coproduzioni, SRG SSR, attraverso le sue unità aziendali RSI, SRF, RTS e RTR, offre al cinema svizzero un palcoscenico di spicco”.

Il film sarà proiettato on line dal 21 al 23 gennaio 2020.