Certo il clima particolarmente mite e soleggiato di quest’autunno ci ha sorpreso piacevolmente, tanto che – al momento della tradizionale accensione delle luci natalizie – ci siamo stupiti nel renderci conto dell’impatto che mancava solo un mese alla Vigilia. Peggio ancora, al Natale non ci stiamo proprio pensando tanto eravamo concentrati sul “Black Friday”, congiuntamente pentiti appena smesse dalle decorazioni di “Halloween”.
Ma cosa sta succedendo? Cosa sono queste feste, riti e celebrazioni che pur non appartenendoci sono coinvolti sempre di più, al punto che conosciamo la gente la quale rinuncia a festeggiare l’arrivo del Nuovo Anno millantando le più inutili giustificazioni, e poi va a festeggiare il Capodanno russo, perché lì non può mancare.
Davvero mi sorprende sempre di più questo avviso per quale parte da una parte si critica e si tratta dell’influenza di nuove culture, per poi abbracciare altre senza resistenza, figuriamoci porsi una domanda.
Ecco perché il Natale è ormai decaduto una festa commerciale come le altre, perché ormai è chiaro che noi, così come in tutta l’Europa, di difendere le nostre radici e la nostra cultura non ce ne importa davvero più niente!
Forse tutto questa apertura ha offerto qualcosa di buono e io sono sempre stato contrario alle chiusure e ai limiti mentali e culturali, ma questo non deve togliere niente alle vere basi su cui il nostro essere è formato e deve poggiare.
Cerchiamo di riflettere su questo Natale ormai prossimo, andando un po ‘oltre al pensiero di cosa regalare o dove andare in vacanza. Meditiamo sulle nostre radici, così ci sarà almeno più chiaro capire chi siamo e dove vogliamo andare, quando ci vestiamo di zucca o ci mettiamo in fila per comprare l’iPhone X.