Si torna a parlare della sistemazione del Campo Marzio che, dopo il taglio degli ippocastani, mette ancora più in evidenza una delle strutture più fatiscenti e imbarazzanti della città di Lugano.

Non facciamoci però ora prendere dalla foga, per poi ritrovarci con una ciabatta invece che con l’auspicabile scarpa. Non sostituiamo gli errori del passato che hanno portato alla costruzione di una piscina coperta di soli 25 metri o alla costruzione del Palazzo dei Congressi proprio attaccato alla villa Ciani e altri errori di progettazione e progettazione della storia più recente. Mettiamo in discussione quella zona globalmente e non solo il terreno a nord del viale. Approfittiamo per tariffa una cosa importante per la futura Lugano culturale, espositiva e congressuale in un contesto preciso e puntuale.

In quell’area non c’è solo il Campo Marzio, c’è il teatro La Foce, ci sono i campi da tennis, il Lido, il Circolo velico, il parco e la foce, la navigazione, l’ex-Macello. Credo sia possibile realizzare un progetto che valorizzi tutto questo.

Il nuovo sviluppo prevede l’insediamento di un autosilo, un hotel con 200 stanze, una sala congressuale da 1200 posti, una zona residenziale e una zona verde. Personalmente, l’albergo e il centro congressuale li sposterei verso il lago, valorizzandoli con il Lido, il porto e il Circolo velico che gli fungano da cornice. 

Poi realizzerei sul loro fronte un lungolago pedonale con ristoranti e bar. L’ex-Macello potrebbe essere invece dedicato ai giovani visto che collega naturalmente il Palazzo Studi con l’Università. In questo modo la zona espositiva e congressuale sarebbe molto attiva e frequente e i turisti ei visitatori che riceveranno a Lugano troveranno la città non solo bella ma anche viva.

Sia ben chiaro, la mia non è una critica, ma uno sprone a sfruttare al massimo un’opportunità così unica e irrepetibile.