Video-arte coreana a LuganoLa video-arte coreana a Lugano diventa occasione di confronto culturale e riflessione sui linguaggi dell’arte contemporanea. Con il progetto K NOW, una selezione di artisti sudcoreani approda in Ticino, al MASI, proponendo un percorso espositivo incentrato su installazioni multimediali, immagini in movimento e sperimentazioni digitali.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio dialogo tra Svizzera e Corea del Sud, puntando a mettere in luce una scena artistica dinamica e in continua evoluzione. La scelta di Lugano come sede non è casuale: la città, da anni crocevia di eventi culturali e sperimentazioni visive, si conferma piattaforma di scambio internazionale.

Un ponte culturale tra Corea del Sud e Ticino

La video-arte coreana a Lugano non si limita a una semplice esposizione di opere, ma si configura come un progetto curatoriale strutturato. K NOW propone infatti una narrazione che intreccia tradizione e innovazione, memoria collettiva e trasformazioni urbane, identità individuale e società iperconnessa.

Gli artisti coinvolti appartengono a una generazione cresciuta in un Paese segnato da uno sviluppo tecnologico rapidissimo. Le loro opere riflettono questa tensione costante tra passato e futuro, tra radici culturali e globalizzazione. Schermi, proiezioni immersive e dispositivi interattivi diventano strumenti per interrogare il pubblico su temi universali: la percezione del tempo, la frammentazione dell’esperienza, il rapporto tra uomo e macchina.

Video-arte coreana a LuganoLinguaggi digitali e nuove forme di narrazione

Uno degli elementi centrali della video-arte coreana a Lugano è l’uso consapevole della tecnologia come mezzo espressivo. Le opere presentate in K NOW non si limitano alla dimensione estetica, ma utilizzano il digitale per costruire ambienti narrativi complessi.

Installazioni site-specific dialogano con lo spazio espositivo, trasformandolo in un ambiente immersivo. L’immagine in movimento si combina con suono, luce e talvolta con elementi performativi, creando un’esperienza che coinvolge lo spettatore su più livelli sensoriali.

La componente tecnologica non appare mai fine a sé stessa: diventa piuttosto linguaggio critico, strumento per riflettere sulle trasformazioni sociali e culturali della contemporaneità. In questo senso, la video-arte coreana a Lugano si inserisce in un dibattito più ampio sulle arti visive nell’era digitale.

Video-arte coreana a LuganoIdentità, memoria e trasformazione urbana

Molte delle opere presentate in K NOW affrontano il tema dell’identità in un contesto di rapido cambiamento. La Corea del Sud, con la sua storia recente segnata da profonde trasformazioni politiche ed economiche, rappresenta un terreno fertile per indagare il rapporto tra individuo e collettività.

Alcuni lavori rielaborano archivi visivi, materiali storici o frammenti di memoria personale, trasformandoli in narrazioni audiovisive stratificate. Altri si concentrano sugli spazi urbani, sulle metropoli asiatiche in continua espansione, sulle architetture che diventano simbolo di progresso ma anche di alienazione.

La video-arte coreana a Lugano offre così uno spaccato articolato di una società complessa, restituendo attraverso le immagini tensioni, contraddizioni e aspirazioni.

Video-arte coreana a LuganoLugano come piattaforma per l’arte internazionale

Negli ultimi anni, Lugano ha consolidato la propria posizione nel panorama culturale svizzero grazie a una programmazione che spazia dalle arti visive alla musica, dal teatro alla performance. L’arrivo di K NOW rafforza questa vocazione internazionale.

Il progetto dedicato alla video-arte coreana a Lugano contribuisce a diversificare l’offerta culturale, aprendo uno spazio di confronto con una scena artistica ancora poco conosciuta dal grande pubblico europeo. Allo stesso tempo, offre agli artisti coreani un contesto espositivo capace di dialogare con un pubblico eterogeneo, attento e curioso.

Video-arte coreana a LuganoUno sguardo sul presente globale

In un’epoca segnata da interconnessioni costanti, la video-arte coreana a Lugano rappresenta un esempio concreto di come l’arte possa superare confini geografici e linguistici. Le opere di K NOW non parlano solo della Corea del Sud, ma affrontano questioni che riguardano la società globale: la digitalizzazione della vita quotidiana, la costruzione dell’identità online, la memoria nell’era dei dati.

Il risultato è un percorso che invita alla riflessione, senza rinunciare alla forza evocativa delle immagini. Attraverso schermi e proiezioni, la video-arte coreana a Lugano costruisce uno spazio di osservazione critica sul presente, confermando il ruolo dell’arte contemporanea come strumento di lettura della realtà.

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