Quali sono stati gli esordi della sua carriera artistica?

«Dopo gli studi alla CSIA di Lugano e all’Accademia di Belle Arti di Brera, ho avuto significative esperienze artistiche a New York che mi hanno condotto a una ricerca intorno all’utilizzo in scultura di tecniche e materiali differenti. Negli anni successivi ho frequentato il mondo artistico di New York, collaborando con vari artisti e partecipando ad esposizioni sia in America che in Europa».

La vita artistica newyorkese ha esercitato sempre una forte attrattiva ed è stata fonte d’ispirazione.

«Fortunate circostanze e un certo spirito d’intraprendenza mi hanno portato ad incontrare a New York straordinari personaggi che animavano la scena artistica di quella città, primi tra tutti il restauratore Luca Bonetti e il fotografo Edo Bertoglio, ma poi anche numerosi pittori svizzeri che costituivano una sorta di comunità e insieme ai quali nel 1986 organizzammo una mostra collettiva allo Swiss Institute che poi due anni dopo fu portata anche alla Malpensata di Lugano»

Negli anni lei si è poi sempre diviso tra America ed Europa.

«In effetti ho sempre viaggiato molto e soggiornato per lunghi periodi all’estero, coinvolto in progetti artistici che riguardano un po’ tutte le arti, dalla fotografia al design, dalla pittura alla scultura. Col tempo ho scoperto che accanto alla produzione in proprio di lavori artistici, provavo un grande interesse, e devo anche dire una buona capacità, nel promuovere e organizzare eventi, mostre, performance in varie città e in ambiti diversi dell’arte e della cultura. Ciò mi ha portato a conoscere molta gente di grande interesse e a tessere una rete di relazioni e di collaborazioni che rappresentano tuttora una parte importante della mia attività. Con un occhio particolare al lavoro dei giovani artisti ai quali credo che si debba dare un aiuto per portare alla luce la loro ricerca e consentirne l’affermazione nel panorama internazionale».

E per quanto riguarda il suo specifico lavoro di scultore, quali sono i canoni cui tende ad ispirarsi?

«Direi che il mio prevalente interesse si orienta verso un assemblaggio di materiali tipici di esperienze artistiche diverse: scultura, ma anche fotografia e pittura, con un uso di colori diversi che servono a definire spazi e territori di ricerca e interpretazione della realtà: il difficile rapporto uomo-natura e una riflessione sui valori e i conflitti che vive l’individuo nella società moderna».

 

Le principali esposizioni di Gianmarco Torriani

1990 – Galleria Triebold-Donati, Basilea.

1991 – Centre Culturel Suisse, Parigi.

1992 – Galleria Triebold-Donati, Basilea.

1993 – Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst “Torriani & D’Anna, Rancate.

1997 – Galleria Triebold-Donati, Basilea.

1998 – Galleria SPSAS, Locarno. (T-Shirt edition)

           Gianmarco Torriani & Karl A. Meyer, Basilea.

           Galleria Elisabeth Costa, Pontresina.

2000 – Barbara Greene Fine Art, New York.

2001 – Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, Rancate.

2006 – Triennale di Scultura Svizzera, Bad Ragaz.

2018 – Mutazioni in difesa della natura, Maroggia.

2018 – WopArt, Lugano.

2019 – Dialoghi di scultura – Gipsoteca Giudici, Lugano.

2019 – Campi d’Arte, Melano.