White, come una pagina bianca o un capitolo tutto ancora da scrivere. White come la prima mostra che Imago Gallery tenne esattamente 20 anni or sono in Gran Bretagna. Sono queste le premesse che hanno portato a scegliere questo titolo per la mostra inaugurale della nuova sede, più ampia e spaziosa, disposta su due piani, di prossima apertura in centro a Lugano. Un evento importante, destinato a segnare il panorama artistico della città ticinese, così come di primo piano sono gli artisti esposti: Fontana, Bonalumi, Castellani, Manzoni e Burri, tutti protagonisti assoluti del movimento Spazialista fondato a Milano nel 1947 da Lucio Fontana, artista che aveva alle spalle una lunga carriera come scultore e pittore, legato alle esperienze astratte ed espressioniste.
Il primo Manifesto dello Spazialismo era stato redatto un anno prima a Buenos Aires, come Manifiesto Blanco (ecco ancora questo colore che ritorna), dove si affermava l’importanza di un nuovo modo di concepire lo spazio e si proclamava l’abbandono della pittura da cavalletto. L’arte non deve più sottostare alle limitazioni della tela o della materia («vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro»), ma può allargare il suo campo, espandendosi attraverso nuove forme e tecniche espressive.
I pittori spazialisti non hanno come priorità il colorare o dipingere la tela, ma creano su di essa delle costruzioni che mostrano agli occhi dello spattatore come, anche in campo puramente pittorico, esista la tridimensionalità. Il loro intento è dar forma alle energie nuove che vibravano nel mondo del dopoguerra, dove la presa di coscienza dell’esistenza di forze naturali nascoste come particelle, raggi, elettroni premeva con forza incontrollabile sulla “vecchia” superficie della tela. Tali forze troveranno lo sfogo definitivo nel rivoluzionario gesto di Fontana, che bucando e tagliando la superficie del quadro, fece il passo finale di distacco dalla vecchia arte verso la nuova arte spaziale. I tagli e i buchi dei suoi quadri monocromatici, oltre a rendere concreto lo spazio vuoto, consentono alla materia di esprimersi attraverso le sue stesse sporgenze e depressioni.
Ultimo compito degli Spazialisti è la conquista nell’essenza e nella forma dell’arte della dimensione del tempo: per gli artisti spaziali quindi non esisterà più né pittura né scultura, ma solo “forme, colore, suono” in un discorso globale, al di là di classificazioni riduttive o artificiose.
La primavera dell’IMAGO Art Gallery prevede altri importanti momenti espositivi e partecipazioni a manifestazioni fieristiche, a cominciare dalla ottava edizione di MIA Photo Fair, che si terrà da venerdì 9 a lunedì 12 marzo 2018 a Milano a The Mall, nel quartiere di Porta Nuova Varesine. Il board di curatori di MIA Photo Fair ha lavorato a pieno regime per confermare l’elevata qualità delle proposte espositive che il pubblico ha, sempre di più, dimostrato di apprezzare. Lo scorso anno infatti, sono stati 25.000 i visitatori che hanno affollato gli stand allestiti a The Mall. A questa manifestazione IMAGO Art Gallery sarà presente con lavori di Bob Krieger, Nan Goldin e GLOC.
Alla importante partecipazione quella a Essen Thecno Classica, trentesima edizione della tradizionale fiera tedesca dedicata al motorismo d’epoca che si svolgerà dal 21 al 25 marzo, dove è prevista l’esposizione di alcuni lavori di Enrico Ghinato.