“Alexej Jawlensky e Marianne Werefkin. Compagni di vita” è il titolo della mostra aperta dal 19 settembre al Museo Comunale di Arte Moderna di Ascona. I due artisti russi sono presentati per la prima volta insieme in modo così esaustivo, con più di 100 opere tra le più significative. La mostra è il frutto di una felice collaborazione con le due maggiori istituzioni tedesche per l’arte espressionista, Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden. Senza dimenticare l’Archivio Jawlensky di Muralto e la Fondazione Marianne Werefkin di Ascona. Ideata dalle due importanti istituzioni tedesche, la mostra itinerante si è aperta in settembre 2019 al Lenbachhaus di Monaco, per approdare un anno dopo al Museo di Ascona.
Alla direttrice dei Musei d’Arte di Ascona e curatrice di questa mostra chiediamo che cosa la rende così unica?
«Questa esposizione racconta per la prima volta la vita, gli amori e le conquiste dei due artisti russi, compagni di vita, dal 1892, per quasi trent’anni. Ci si è interrogati sulla natura della loro unione e sono state analizzate differenze e affinità delle loro opere e personalità. Seguiamo così la loro evoluzione e progressione artistica, dagli anni russi sotto il segno di un realismo pedagogico ancora condizionato dall’insegnamento del loro maestro Ilja Repin, a quelli della loro maturità a Monaco (1896-1914) segnati dalla grande svolta espressionista quando, nel 1909, fondano la “Nuova Associazione degli Artisti di Monaco” per poi nel 1912, unirsi con l’amico Kandinsky nel complesso del Blaue Reiter. Si termina infine con gli anni tardi del loro esilio in Svizzera (1914), che testimoniano la scelta astratta di Jawlensky, poi approfondita in modo ancora più radicale a Wiesbaden (1921-1944), e quella sempre più visionaria, intensa e mai astratta di Werefkin ad Ascona. Grazie al alla Fondazione Werefkin nel Museo di Ascona si potranno ammirare numerosi libretti degli schizzi di Werefkin che accompagnano le varie fasi dell’articolazione della mostra».
Ascona, una terra di artisti e d’ispirazione, dove Werefkin e Jawlensky hanno convissuto per un lungo periodo…
«Ascona è il luogo ideale per una mostra su questi artisti, un luogo dove ci potremmo immaginare di scorgerli seduti in un caffè della piazza. In questo luogo hanno creato, vissuto e concluso il loro amore intenso e trasgressivo, mai legittimato, purtroppo per la Werefkin, da un contratto matrimoniale. Jawlensky scriveva, riferendosi alla loro abitazione ad Ascona “Avevamo un posto molto bello, con un giardino direttamente sul lago. Era ai limiti di Ascona. Poco dopo iniziava la campagna, che era di una bellezza incantevole, come un sogno”. Per Marianne Werefkin, Ascona è stata l’ultima patria nella quale ha vissuto per oltre vent’anni, dal 1918, in cui finalmente ha trovato, nella solidarietà del popolo di Ascona e nella sua rigogliosa natura, le ragioni per riconciliarsi con amore francescano con il mondo”.
Nel Museo Comunale d’Arte di Ascona saranno presentate in esclusiva anche alcune opere del figlio di Jawlensky…
«A differenza dei musei Lenbachaus di Monaco e del Museo di Wissbaden, ad Ascona le opere dei due artisti saranno completate da quelle del figlio che Jawlensky ha avuto con la domestica di Werefkin. Le opere di Andreas Nesnkomov-Jawlensky testimoniano in modo emblematico quanto l’arte del padre e di Werefkin sia stata essenziale per la sua maturità artistica. La mostra si conclude in maniera significativa ad Ascona, e riunisce in questo luogo simbolico questa famiglia “allargata” di artisti che hanno segnato la storia dell’arte del Novecento, nel luogo da dove si erano separati».