La stagione 2026 al MASI si apre a primavera con la personale di uno dei protagonisti della scena artistica svizzera contemporanea, Jean-Frédéric Schnyder, e la collettiva “K-NOW! Korean Video Art Today”, che esplora il panorama artistico della Corea del Sud attraverso il linguaggio della videoarte. È invece dedicata a una delle voci più intense e originali dell’arte contemporanea statunitense la prima retrospettiva su Kaari Upson, che di inaugurerà a settembre 2026.

Un museo globale con radici locali, che guarda alla collezione e ai propri spazi come fonti ispiratrici da re-inventare: questa la visione della futura direttrice Letizia Ragaglia, che prenderà forma nella mostra autunnale “Re-imaginings. Mai-Thu Perret e Ugo Seemann in dialogo con le collezioni”.
Con un approfondimento speciale su Boccione prosegue anche nel 2026 il focus sulla storia dell’arte del Ticino e sulle collezioni museali, mentre Palazzo Reali ospiterà un progetto inedito dell’artista Kaspar Ludwig, vincitore del Premio Culturale Manor Ticino 2026.
K-NOW! Korean Video Art Today
La stagione 2026 si inaugura al MASI con “K-NOW! Korean Video Art Today”. La mostra invita a esplorare, attraverso il linguaggio della videoarte, la scena artistica contemporanea della Corea del Sud. In un percorso immersivo, ospitato nella sala ipogea del LAC, saranno presentate opere di artisti, artiste e collettivi di nuova generazione – Chan-Kyoung Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim, 염지혜 (Eom Jihye), Onejoon Che, Sojung Jun, SungSil Ryu e Heecheon Kim – che affrontano temi legati all’identità, alla memoria e alla trasformazione sociale di un Paese passato in pochi decenni dalla devastazione della guerra a potenza globale. Curata da Francesca Benini e Je Yun Moon, già vicedirettrice dell’Art Sonje Center di Seoul, “K-NOW! Korean Video Art Today” sarà visibile al LAC dall’8 marzo al 19 luglio 2026.
Jean-Frédéric Schnyder. La Pittura 2024/2025
Dai linguaggi della videoarte a quelli della pittura, nel secondo appuntamento espositivo di primavera il MASI presenta la personale di uno dei protagonisti della scena artistica svizzera contemporanea, Jean-Frédéric Schnyder (1945, Basilea, vive a Zug). Con coerenza, indipendenza e un particolare estro eclettico, in oltre sessant’anni di attività Schnyder ha saputo rinnovare costantemente il linguaggio pittorico. Uno dei temi ricorrenti nella sua produzione, che pure attraversa generi diversi, è la ricerca sul paesaggio, a cui Schnyder si è dedicato sistematicamente come pochi altri artisti del nostro tempo.
Su questo aspetto si concentra la sua personale al MASI intitolata “Jean-Frédéric Schnyder. La Pittura 2024/2025” (a cura di Tobia Bezzola e Ludovica Lorini, sede LAC, dal 15.03 al 09.08.2026). Il percorso espositivo presenterà un nuovo ciclo di dipinti inediti realizzati dall’artista negli ultimi due anni, in un’alternanza tra piccoli paesaggi en plein air eseguiti in vari luoghi della Svizzera e tele realizzate in atelier da soggetti disparati. Inoltre, saranno esposti anche due lavori iconici dell’artista: Billige Bilder (Quadri di poco conto, 2000–2019) e la monumentale Stilleben (Natura morta, 1970).
Kaari Upson, Dollhouse – Una retrospettiva
Guida invece a una riflessione più intensa e originale dell’arte contemporanea statunitense: Kaari Upson, Dollhouse – Una retrospettiva, la prima grande mostra postuma dedicata all’artista. Attraverso scultura, video, disegno e installazione, Kaari Upson (1970–2021) ha sviluppato un’opera stratificata che indaga il corpo, le relazioni, la malattia e la perdita. Il progetto espositivo al MASI comprende opere emblematiche di Upson, tra cui le serie legate al celebre Larry Project e l’imponente installazione THERE IS NO SUCH THING AS OUTSIDE, presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 2019. L’esposizione, frutto di una collaborazione internazionale con il Louisiana Museum of Modern Art Humlebæk e la Kunsthalle Mannheim e a cura di Francesca Benini e Taisse Grandi, Venturi sarà ospitata nella sala ipogea del LAC (dal 06.09.2025 al 10.01.2027).
Re-imaginings. Mai-Thu Perret e Ulla von Brandenburg in dialogo con le collezioni
Nell’autunno 2026 inaugura la prima mostra al MASI curata dalla futura direttrice Letizia Ragaglia, intitolata Re-imaginings. Mai-Thu Perret e Ulla von Brandenburg in dialogo con le collezioni, che riunisce le due persone di Perret (Ginevra, 1976) e Brandenburg (Monaco, 1975) in un unico progetto espositivo. Per l’occasione, le artiste sono state invitate a entrare in dialogo con le collezioni del MASI attraverso una selezione di opere da loro scelte. Il progetto è il primo tassello di un nuovo percorso di ricerca che, attraverso cui il MASI si presenta come istituzione globale con radici locali e invita artiste e artisti internazionali a reinterpretare il patrimonio museale e il contesto ticinese. Pur con linguaggi differenti, Perret e Brandenburg condividono un interesse per la temporalità, la memoria e le forme rituali. Le loro ricerche, tra mito, natura e narrazione, offrono nuove chiavi di lettura della collezione del MASI e aprono prospettive inedite sul futuro. Il percorso espositivo, che si estende anche in spazi del museo solitamente non accessibili al pubblico, è ospitato al LAC (15.11.2026 – 16.05.2027).
Umberto Boccione
Nel 2026 prosegue poi il focus sulla città d’arte del Ticino e sulle collezioni museali all’interno del percorso Sentimento e osservazione, con un approfondimento dedicato a Umberto Boccioni (1882–1916). La mostra, costruita attorno ai dipinti futuristi donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, committente e sostenitore dell’artista nei suoi anni milanesi, offre uno sguardo ravvicinato su una fase decisiva dell’evoluzione artistica di Boccioni e restituisce l’intensità della sua ricerca tesa alla conquista di un linguaggio nuovo. LAC, a cura di Cristina Sonderegger, dal 09.08.2026 al 24.01.2027.
Kaspar Ludwig
Dal 17 ottobre 2026 Palazzo Reali ospita invece un progetto inedito dell’artista Kaspar Ludwig (Norimberga, 1985), vincitore del Premio Culturale Manor Ticino 2026 (fino al 04.04.2027), mentre la collettiva Autoritratti dalla collezione (1928–2021), allestita nelle sale del piano terra, rimarrà visibile fino al 21 giugno 2026.



