Possiamo partire da un breve profilo del suo percorso professionale e politico?
«Prima di iniziare un percorso politico ho preferito consolidare la mia attività professionale, la conduzione di uno Studio legale e notarile in proprio. Ritengo che l’indipendenza economica sia un fattore indispensabile per potersi occupare di politica con tranquillità e senza grandi preoccupazioni. In più si portano importanti conoscenze personali a beneficio della collettività e una libertà di pensiero e d’azione che servono moltissimo.
Il mio percorso in breve: ginnasio a Lugano, liceo letterario con maturità federale al Collegio Papio di Ascona e studi in diritto nella capitale federale, Berna. Rientrato in Ticino, dopo i consueti periodi di pratica, ho conseguito i brevetti di avvocato e di notaio. Dai 20 ai 36 anni ho svolto molto servizio militare (oltre tre anni!), fino a conseguire il grado di colonnello di Stato maggiore generale. È stata un’esperienza di vita decisiva che ha forgiato il mio carattere, piuttosto riservato e timido da piccolo, e che mi ha aiutato ad organizzarmi meglio nella vita, a dirigere gli altri e a prendere decisioni senza esitare.
Ho iniziato la mia attività da zero, senza uno studio familiare alle spalle o uno consolidato da cui partire. È stato un azzardo. All’inizio dividevo gli spazi e il segretariato con alcuni colleghi per contenere le spese. Venticinque anni fa questo era ancora possibile. Ora forse non più. La concorrenza è aumentata e pure i costi di gestione di uno studio. Nel mio piccolo sono fiero di quanto costruito.
La politica mi ha sempre interessato e l’ho seguita fin da piccolo nei dibattiti e sui giornali. Era una passione latente che non aveva mai avuto l’occasione di concretizzarsi. Poi, come spesso succede nella vita, a 37 anni sono stato contattato dal PLR per mettermi a disposizione. La prima volta (elezioni cantonali del 2003) non sono stato eletto ma ho iniziato a conoscere la politica dall’interno. L’anno dopo mi sono presentato sulla lista del Consiglio Comunale a Lugano, entrandovi con un discreto risultato.
La mia permanenza nel legislativo di Lugano è stata di dodici anni, prima quale membro della Commissione della pianificazione, poi di quella della Gestione per ben otto anni. In quel periodo ho funto da Vice Capogruppo PLR per quattro anni e successivamente otto anni come Capogruppo. Questi anni mi sono serviti per conoscere meglio l’amministrazione comunale. Dopo due tentativi falliti sulla lista del Municipio, con politici di lungo corso in gara, nel 2016 gli elettori mi hanno dato la fiducia per un posto nell’esecutivo comunale più grande del Cantone. Ho anche avuto una parentesi di politica cantonale, eletto per due volte quale deputato in Gran Consiglio. Un’esperienza unica ed arricchente che mi ha dato una visione più globale dei problemi politici di questo Cantone. Dopo l’entrata in Municipio ho rinunciato a questa carica per concentrarmi sulla nuova sfida».
È Municipale della Città di Lugano da otto mesi. Quali sono le sue impressioni?
«Poter rappresentare la Città nel suo esecutivo, oltre che un grande onore è ogni giorno un’esperienza impareggiabile! La differenza fra legislativo ed esecutivo è abissale. Cambia completamente il ruolo, maggiormente operativo e soprattutto propositivo. Gli impegni legati alla carica sono tantissimi. Ero abituato a lavorare a ritmi intensi, ma ora ho dovuto inserire una marcia in più.
In questi mesi ho conosciuto una realtà sociale incredibile: ricca, viva e variegata. La Città di Lugano è splendida, con un vastissimo territorio e oltre sessantamila abitanti. Possiede una massa critica tale da poter fare politica vera, proporre progetti concreti, grandi e piccoli. Si tratta di un mini Cantone con tutte le tipologie territoriali possibili (città urbanizzata, collina, campagna e montagna, boschi e prati) e una popolazione stratificata (attività nell’industria e nel terziario, ma anche nell’artigianato e nell’agricoltura). Il lavoro in Municipio mi piace molto e il rapporto con i colleghi è ottimo. Ognuno, al di là della proprie convinzioni e sensibilità personali e politiche, dà il massimo per risolvere i problemi dei cittadini e rendere Lugano una città moderna e piacevole da vivere, con una buona qualità di vita».
Da aprile è divenuto il responsabile della Cultura, con il LAC, dello Sport e degli Eventi. Che esperienze ha fatto in questi mesi?
«Il Dicastero che ho assunto è nuovo e, dopo la recente riforma dell’amministrazione, comprende ben tre Divisioni. Si tratta di settori molto affascinanti e stimolanti, e ne sono entusiasta!
La Cultura rappresenta il più grande valore immateriale che una città può esprimere. L’apertura del LAC ha poi dato uno stimolo eccezionale in questo ambito. Ora possediamo una vera e propria Casa della cultura dove tutti i cittadini possono identificarsi e godere di arti come la musica, il teatro, la danza, e le mostre. Il nuovo Centro culturale è diventato il vero cuore pulsante della Città.
Lo sport è un’altra grande realtà di Lugano, forse spesso sottovalutata. Con oltre 150 associazioni attive in tutti gli sport possibili e praticabili, credo possieda il panorama più ampio e completo del Cantone. Attorno a queste realtà meravigliose ruota un volontariato poco visibile. Sono migliaia le persone coinvolte, attive come atleti, giovani, allenatori, maestri e famiglie. Lugano sostiene finanziariamente queste società e soprattutto i numerosi movimenti giovanili ad esse collegati poiché costituiscono vere e proprie scuole di vita per questi ragazzi e giovani. Passioni che li tengono lontani da derive e vizi. Esse sono, con le associazioni culturali e del tempo libero, la vera spina dorsale del nostro tessuto sociale cittadino. Non da ultimo vi è la Divisione eventi e congressi che comprende tutte le attività proposte a Lugano da parte dell’ente pubblico e dai privati in ambito di manifestazioni e nel campo turistico e congressuale. Le attività del tempo libero in città sono moltissime, di alta qualità e durante tutto l’arco dell’anno».
Più in generale, quali sono i principali punti del suo impegno politico?
«Fare politica con serietà e responsabilità pensando ai veri bisogni di tutti gli strati della popolazione. Impegnarsi costantemente a favore dei cittadini per migliorare le condizioni quadro a livello sociale, professionale ed economico. Adoperarsi per il bene pubblico non di pochi, ma di tutti. Agire con pragmatismo e soprattutto avere il coraggio di decidere, anche velocemente. Attuare una politica veramente liberale dove si predilige la libertà e la responsabilità del singolo, lasciandogli i dovuti spazi di manovra per esprimersi sia nella vita che nel lavoro, senza ostacoli burocratici inutili e pastoie varie».
Quali sono i progetti che vorrebbe vedere realizzati nell’arco di tempo del suo mandato?
«Due grandi sogni che per troppi anni sono stati messi nel cassetto e che per materia si trovano direttamente sotto il mio Dicastero, ovvero il nuovo Centro congressuale del Campo Marzio (CMN) e il Polo sportivo e degli eventi a Cornaredo (PSE). Due progetti strategici per la città di domani.
Per il rilancio del nostro turismo e per divenire città di richiamo a livello internazionale il polo congressuale riveste una grande importanza. Il nuovo Polo sportivo e degli eventi verrà sicuramente realizzato, ma il punto è quando. Io spero, e spingo per realizzarlo in cinque anni. So però che tutto dipenderà da altre variabili del Nuovo quartiere (NQC), come la pianificazione, la viabilità, i posteggi ed eventuali opposizioni. Quando sorgerà, costituirà un centro polisportivo d’eccellenza».
Quando non si occupa di lavoro o di politica, come ama trascorrere il suo tempo libero?
«Domanda di riserva? A parte gli scherzi, il tempo libero è un concetto a geometria variabile. Negli anni scorsi, a parte qualche sporadica vacanza, quasi non esisteva. Superata la soglia del mezzo secolo è stato naturale fare una retrospettiva della mia vita e mi sono accorto che gli anni passano molto velocemente. Al giro di boa ti viene spontaneo guardare più in là e dirti che il lavoro e l’attività politica sono si essenziali ma non sono tutto. È sicuramente più importante trascorrere del tempo con la tua famiglia, i tuoi cari e i tuoi affetti.
Visto che mi occupo giornalmente del settore culturale, sportivo e degli eventi, trascorro molto tempo libero in questi ambiti che mi danno molto, mi elevano spiritualmente, mi fanno crescere umanamente ed ovviamente mi divertono pure. Vado quindi a molti concerti, spettacoli teatrali, visito mostre e mi interesso di tutto quanto ruota intorno all’arte e alla cultura. Non disdegno poi gli appuntamenti sportivi, dal calcio all’hockey, dal basket alla pallanuoto, sport in cui Lugano eccelle. Personalmente quando mi capita una giornata libera, e non è sempre facile trovarla, mi piace fare passeggiate all’aria aperta con la mia compagna e leggere bei libri, senza privarsi di una buona cena fatta in casa o con gli amici. Per tenermi in forma nuoto regolarmente e vado quando posso in palestra o in bicicletta».