Si è aperta oggi – 29 agosto – a Palazzo Reali la mostra dedicata al fotografo luganese Vincenzo Vicari. Primo evento di un insieme di manifestazioni e iniziative dedicate proprio a questo grande artista ticinese, la mostra è il primo passo di Vincenzo Vicari fotografo. Il Ticino che cambia, un’iniziativa che ha coinvolto tutta la politica e gran parte della cultura della nostra città. Fino all’11 aprile 2021 infatti una serie di esposizioni coinvolgerà istituzioni e associazioni del Cantone: si comincia appunto con la mostra al MASI, che rappresenterà l’intera parabola professionale e artistica di Vicari, per poi approfondire grazie al fotografo, con esposizioni tematiche, alcuni aspetti della storia umana e sociale del Cantone. Al Museo della pesca di Caslano per esempio saranno presentati i volti dei pescatori e le vedute dal lago dai principali borghi del Ceresio; alla Casa Rotonda di Corzoneso (Fondazione archivio fotografico Roberto Donetta) sarà dato spazio all’architettura e nello specifico al confronto tra le pietre del Romanico e il cemento della nuova industria idroelettrica; all’antico Torchio delle noci a Sonvico (Archivio audiovisivo di Capriasca e Val Colla, Associazione Amici del Torchio di Sonvico) dialogheranno le fotografie di Vicari e le testimonianze orali raccolte nella regione; infine, a Villa Negroni di Vezia (Associazione Bancaria Ticinese) troverà spazio il mondo del lavoro in tutte le sue sfaccettature ed evoluzioni.
«È difficile condensare in poche righe la figura di Vincenzo Vicari, – ha raccontato il Sindaco Marco Borradori introducendo la mostra al MASI – il fotografo caro ai Luganesi, appassionato della vita e della sua professione. Personalità poliedrica e profondamente umana, non perse mai l’umiltà e il genuino piacere di stare tra la gente. I suoi scatti sono una testimonianza unica e preziosa dell’evoluzione paesaggistica, urbana, architettonica, ingegneristica e sociale del Ticino, e in particolare della nostra città. Con questo progetto la Città di Lugano contribuisce ad arricchire la vita culturale e sociale del nostro cantone con lo sviluppo di sinergie e progetti di valore. Unire le forze significa anche creare e promuovere una piattaforma culturale ricca di senso, a beneficio di tutta la popolazione. Un altro obiettivo che ci siamo prefissati è continuare a valorizzare il patrimonio artistico e culturale in cui affondano i legami di appartenenza al territorio e le nostre radici: questa iniziativa valorizza infine il fondo fotografico di Vincenzo Vicari che è stato di recente catalogato e restaurato».
Il Municipale e Capodicastero Cultura Roberto Badaracco ha invece sottolineato come il progetto sia «al tempo stesso un punto di arrivo e un punto di partenza. Un punto di arrivo perché restituisce finalmente alla collettività un patrimonio fotografico che da anni è parte integrante delle collezioni cittadine ed è ora fruibile sotto forma di cinque esposizioni e un’istallazione all’Archivio di Stato di Bellinzona, un libro e una piattaforma digitale. Ma è anche un punto di partenza per ulteriori sviluppi che sappiano mettere al centro un’idea di cultura diffusa, non confinata negli archivi, nei musei e nelle biblioteche, ma aperta al territorio, ai suoi cambiamenti e alle sue tradizioni. Grazie alla testimonianza preziosa del lavoro di Vicari possiamo tornare a guardare a Lugano e al Ticino, alla nostra identità, con occhi nuovi, più consapevoli della ricchezza del patrimonio che ci è stato tramandato e forse più pronti per affrontare le sfide del futuro».
Entusiasta dell’iniziativa anche Tobia Bezzola, direttore del MASI: «La mostra a Palazzo Reali rappresenta non solo un’offerta interessantissima dal punto di vista culturale e storico, ma anche un’occasione per scoprire un fotografo importante che, pur avendo lavorato su incarico in molti dei suoi progetti, è riuscito a creare un corpus fotografico di grande originalità e valore estetico».