La casa fu donata nel 1957 dal marito alla città perché ne facesse un museo in ricordo della moglie premorta (1907-1954).
Kahlo, oggi riscoperta artista del mercato artistico contemporaneo ebbe una vita sfortunata: nata con la spina bifida, curata come fosse poliomelite, ha avuto a 18 anni un grave incidente in autobus che la immobilizzò a letto.

Ma nel suo fare artistico il dolore fisico è mistificato con colorati costumi (in stile Tehuana) e un riserbo che non amplifica la sofferenza personale, ma mostra contegno e determinazione giocosa.

Ha vissuto all’ombra del suo amore travolgente che sposa e risposa, è rimasta coinvolta in affari extraconiugali con personaggi e artiste famose (ndr, Tina Modotti) e un legame morboso con la sorella molto chiacchierato: eppure in questo luogo appartato tutto sembra perfetto e lei dipinge serenamente le sue infermità, la natura e la caducità umana.

La camera da letto con lo specchio sul baldacchino che la aiutava a dipingere, la cucina con il vasellame e le colombe innamorate sul muro, la sala da pranzo con pizzi e merletti, la giacca e il cappello di Diego, tengono lontano inquietudini e drammi politici e coniugali. L’urna contenente le ceneri di Frida è ancora nel suo studio, accanto a una maschera funeraria e oggetti personali.

Il paese ancora oggi è pieno di contraddizioni sociali e il palazzo blu cobalto è lontano da Palanco -unica zona sicura della città- ma la collezione privata degli artisti sull’arte popolare messicana e opere, pre-ispaniche accolgono il visitatore che poi si perde nelle stanze della casa, una in fila all’altra, tra opere spettacolari dei due artisti e scheletri di Giuda in cartapesta che sembrano pronti a esplodere il primo sabato di Pasqua come consuetudine messicana.

Le ultime parole che scrisse nel suo diario furono: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare più”. Morì dopo l’amputazione di una gamba per cancrena all’età di 47 anni.

Le sue opere sono state battute nelle ultime aste a prezzi record (Sothebys, dicembre 2025 l’opera “El Sueno, la Cama” è stato aggiudicato senza diritti d’asta a 47 milioni di dollari) e l’interesse per questa artista anticonvenzionale e battagliera che diceva di essere nata nel 1910 perché si considerava figlia della Rivoluzione Messicana, e i suoi dipinti pieni di erotismo, simbolismi e figure ibride, tratti di realtà crudele e immaginazione, autoritratti e maschere, animali e natura sono oggi rivalutate dai critici a livello internazionale.

A giugno anche la Tate Modern le dedica un solo show che sarà sicuramente imperdibile essendo la prima retrospettiva interamente dedicata all’artista con alcuni dei suoi dipinti più famosi, insieme a fotografie e cimeli personali e lavori di artisti suoi contemporanei che si sono a lei ispirati: un  omaggio che darà finalmente visibilità a questa artista donna che ha segnato la storia del suo paese.

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