Rassegna Nel futuro 2026: a Lugano cinque incontri dedicati all’Europa attraverso i suoi fiumi, tra clima, storia, arte e tecnologia Titolo SEO: Rassegna Nel futuro 2026: l’Europa attraverso i suoi fiumiChe cosa raccontano i fiumi dell’Europa contemporanea? La domanda è al centro della nuova edizione di NEL FUTURO 2026, la rassegna promossa dall’Associazione Fare arte NEL nostro tempo, che tra settembre e novembre propone a Lugano cinque incontri dedicati al rapporto tra acqua, storia, cultura e trasformazioni della società.

Il ciclo, intitolato L’Europa attraverso i suoi fiumi, riprende la riflessione avviata nel 2025 sul futuro del continente e la sviluppa scegliendo l’acqua come punto di osservazione. Una scelta che consente di attraversare ambiti diversi: dalla crisi climatica all’immaginario mitologico, dall’arte contemporanea alla storia europea, fino ai cambiamenti prodotti dalla comunicazione digitale.

Gli appuntamenti si svolgeranno al LAC, alla Biblioteca cantonale di Lugano e al Consolato Generale d’Italia. La rassegna è realizzata con il coinvolgimento di diverse istituzioni culturali e con il patrocinio della Città di Lugano. Il progetto proseguirà anche nel 2027.

I fiumi prima delle frontiere

L’idea di osservare l’Europa partendo dai suoi corsi d’acqua nasce da una considerazione storica: i fiumi hanno attraversato il continente molto prima della definizione degli attuali confini politici.

Sono stati percorsi per gli scambi commerciali, per gli spostamenti delle popolazioni e per la circolazione delle idee. Attorno alle loro rive sono cresciute città, economie e comunità, mentre le acque hanno rappresentato tanto un elemento di separazione quanto un mezzo di collegamento.

La loro storia si intreccia quindi con quella dell’Europa e delle sue trasformazioni. Ma il tema assume oggi anche una dimensione ambientale. Siccità e alluvioni rendono infatti evidente il mutamento delle condizioni climatiche e riportano al centro il problema della gestione delle risorse idriche e del rapporto tra attività umane e territorio.

La rassegna prova così a tenere insieme prospettive differenti. Il fiume è allo stesso tempo elemento geografico, documento storico, soggetto artistico e luogo dell’immaginario. Nell’ultimo incontro diventa inoltre una metafora dei flussi di informazioni che attraversano quotidianamente smartphone e dispositivi digitali.

Il primo appuntamento dedicato all’acqua

Il calendario si apre martedì 22 settembre 2026 alle 17.45 nella Hall del LAC di Lugano con L’acqua tra eccesso e carenza. Siccità, alluvioni e società nell’Antropocene.

A intervenire sarà Giuliano Di Baldassarre, professore di Idrologia all’Università di Uppsala, studioso delle interazioni tra società e risorse idriche, dei fenomeni di siccità e delle inondazioni.

Il primo incontro affronterà una questione sempre più presente nel dibattito pubblico: quanto gli eventi estremi siano legati ai cambiamenti climatici e quanto le decisioni umane, dalla pianificazione urbana alla gestione del territorio, possano influenzarne gli effetti.

Di Baldassarre ha svolto attività di ricerca anche all’Università di Bristol e dal 2016 al 2025 ha diretto in Svezia il Centre of Natural Hazards and Disaster Science. Tra i riconoscimenti ricevuti figura l’International Hydrology Prize del 2025, oltre alla Medaglia Plinius della European Geosciences Union.

La serata sarà completata dalla proiezione del video 8 Artists on Water, prodotto dal Louisiana Museum of Modern Art di Copenhagen. In sei minuti, otto artisti – Marina Abramović, Kunlé Adeyemi, Elina Brotherus, Olafur Eliasson, Klara Hobza, Roni Horn, Superflex e Bill Viola – affrontano il rapporto con l’acqua attraverso arte, letteratura ed esperienza umana.

L’incontro è organizzato in collaborazione con LAC Edu e l’Associazione L’Uomo e il Clima.

rassegna-nel-futuro-2026-europa-fiumi-luganoDalle acque reali ai fiumi dell’immaginario

Il secondo appuntamento sposta l’attenzione dalla dimensione ambientale a quella culturale. Lunedì 12 ottobre alle 18, alla Biblioteca cantonale di Lugano, il filologo e studioso Philippe Walter parlerà di Bons et mauvais génies dans quelques fleuves européens.

L’incontro, in lingua francese, sarà presentato e moderato da Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche Cantonali, e realizzato in collaborazione con le Biblioteche Cantonali.

Prima di essere infrastrutture naturali utilizzate per i commerci e per gli spostamenti, i fiumi hanno occupato un posto importante nell’immaginario collettivo. Le loro acque sono state associate a divinità, spiriti, creature benevole e figure minacciose.

Philippe Walter, dottore di ricerca alla Sorbona e professore emerito di Letteratura francese medievale all’Università Grenoble III, ha diretto il Centro di ricerche sull’immaginario della stessa università. I suoi studi comprendono la mitologia medievale, Merlino, il Graal e il rapporto tra tradizioni pagane e cristiane.

Il suo intervento proporrà quindi un viaggio nelle rappresentazioni dei fiumi europei, alla ricerca di elementi comuni nella cultura del continente.

rassegna-nel-futuro-2026-europa-fiumi-luganoLo sguardo dell’arte sulle trasformazioni ambientali

Il 20 ottobre alle 17.45, ancora nella Hall del LAC, sarà la volta di Angela Vettese con Nel nostro gerundio personale. La visione degli artisti.

Storica e critica d’arte, Vettese affronterà il modo in cui gli artisti contemporanei osservano l’acqua e i territori modificati dai cambiamenti ambientali.

L’arte contemporanea ha infatti trasformato la questione ecologica in uno dei propri campi di ricerca. Fenomeni che appartengono alla dimensione scientifica, come il cambiamento climatico o la trasformazione degli ecosistemi, vengono tradotti in immagini, opere e forme di esperienza.

Vettese ha presieduto la giuria della Biennale Arte di Venezia nel 2009 ed è stata assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Venezia tra il 2013 e il 2014. Ha inoltre diretto Arte Fiera a Bologna dal 2016 al 2018 e ha insegnato in diverse istituzioni accademiche italiane e internazionali.

Tra gli incarichi attuali figura la direzione del corso di laurea magistrale in arti visive e moda all’Università IUAV di Venezia. Fa inoltre parte di diversi comitati scientifici, tra cui quelli del Museo nazionale d’arte digitale, di Villa Panza-FAI e del Museo Madre di Napoli.

La domanda sul declino dell’Europa

Il quarto incontro entra direttamente nel tema evocato dal titolo generale della rassegna. La data è ancora da definire, nel mese di novembre, mentre l’orario previsto è alle 18. La sede sarà la Sala Cattaneo del Consolato Generale d’Italia a Lugano, in via Pelli 16.

L’Europa e il suo declino? sarà affidato allo storico Emilio Gentile, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Lugano.

La domanda nasce dalle trasformazioni geopolitiche degli ultimi anni, dalle guerre ai nuovi equilibri internazionali, passando per le difficoltà delle istituzioni e per i cambiamenti delle identità collettive. L’approccio storico servirà però a sottrarre il concetto di “declino” alla sola lettura dell’attualità.

rassegna-nel-futuro-2026-europa-fiumi-luganoL’Europa ha già attraversato profonde trasformazioni. La questione diventa quindi capire che cosa significhi realmente parlare di declino e se le difficoltà del presente possano essere interpretate come una fase di crisi oppure come una nuova trasformazione del continente.

Al termine della relazione è previsto un dialogo con Bernardino Regazzoni, dottore in filosofia e già ambasciatore svizzero in Sri Lanka, Indonesia, Italia, Francia e Cina. Regazzoni è stato capo di gabinetto del ministro degli Esteri fino al 2022 e oggi si occupa di affari internazionali, con particolare attenzione alla Cina.

Gentile, professore emerito di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, è noto per i suoi studi sulla modernità, la nazione, il totalitarismo, il pensiero mitico, le religioni della politica e il fascismo italiano. Ha insegnato anche in Australia, Francia e Stati Uniti.

rassegna-nel-futuro-2026-europa-fiumi-luganoQuando il fiume diventa digitale

La conclusione del programma è affidata a un’altra trasformazione dei flussi. Giovedì 26 novembre alle 18, alla Biblioteca cantonale di Lugano, Gabriele Balbi e Massimo Cerulo proporranno Fiumi di parole. Lo smartphone e noi. Strumenti, linguaggi, influenze, trasformazioni in atto.

Il punto di partenza è ancora una volta il fiume, ma questa volta in senso metaforico. Al posto dell’acqua scorrono parole, immagini e informazioni attraverso gli smartphone, dispositivi ormai integrati nella quotidianità.

rassegna-nel-futuro-2026-europa-fiumi-luganoL’incontro cercherà di interrogarsi sugli effetti di questa presenza sulla comunicazione e sulle relazioni personali: come cambiano il modo di informarsi, ricordare, comunicare e vivere le emozioni? E soprattutto, quale rapporto si instaura tra le persone e gli strumenti digitali che utilizzano ogni giorno?

Balbi è professore ordinario di Media Studies all’Università della Svizzera italiana e Prorettore per la formazione e la vita universitaria. Nel 2023 ha pubblicato con Peppino Ortoleva La comunicazione imperfetta. Ostacolo, equivoci, adattamenti per Einaudi.

Massimo Cerulo insegna Sociologia all’Università di Napoli Federico II ed è chercheur associé al CNRS della Sorbona. I due studiosi hanno pubblicato nel 2026 per Il Mulino Sentirsi. Un’antropologia dello smartphone.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con le Biblioteche Cantonali, la Fondazione Möbius e l’Università della Svizzera italiana.

Un progetto che guarda oltre il calendario

La Rassegna Nel futuro 2026 non si esaurisce nei cinque appuntamenti. Parallelamente continua infatti il lavoro sull’Archivio di NEL, costruito negli anni dall’Associazione Fare arte NEL nostro tempo.

Si tratta di un patrimonio di conferenze videoregistrate che raccoglie gli interventi di studiosi, scienziati, storici, artisti e protagonisti della cultura. L’obiettivo è rendere disponibili contenuti e interpretazioni a un pubblico di lingua italiana, favorendo occasioni di formazione e confronto tra generazioni e provenienze diverse.

Secondo i dati riportati nella rassegna e aggiornati a settembre 2026, il sito dell’Archivio supera i 70.000 utenti, mentre il canale YouTube conta 4.300 iscritti e le conferenze hanno raggiunto oltre 734.000 visualizzazioni.

Il materiale continuerà a crescere con le nuove conferenze del 2026 e con quelle delle prossime edizioni.

Una rete culturale tra Ticino e territorio transfrontaliero

Il progetto si sviluppa inoltre attraverso una rete articolata di collaborazioni. Ne fanno parte LAC Edu, Biblioteche Cantonali, Università della Svizzera Italiana, Franklin University, L’Ideatorio dell’Università della Svizzera italiana, CLUB delle Culture MUSEC, Associazione Carlo Cattaneo, Società ticinese di Belle Arti, Società filosofica della Svizzera Italiana, FAI SWISS, Agenda Lugano della Città di Lugano, Associazione Amici dei Musei del Canton Ticino, Agorateca Lugano, Associazione L’Uomo e il Clima, Artphilein Editions, Fondazione Rolla, Fondazione d’Arte Erich Lindenberg, Società Dante Alighieri Lugano, Associazione di Cultura Classica Delegazione della Svizzera italiana e Chiassoletteraria.

La rete comprende anche realtà del territorio comasco, tra cui Parolario-Associazione culturale Como, Associazione MSE – Multiculturalismo Solidarietà Europa di Cernobbio-Como, Caracol Associazione culturale Como, Arte@Arte, The Art Company Como e LaRivistaCulturale.com.

La rassegna beneficia del sostegno dell’Ufficio del sostegno alla cultura del DECS con l’Ufficio fondi Swisslos, della Città di Lugano, della Fondazione Supper in Emmaus, di ProLitteris e di AIL.

Dal fiume una domanda sul futuro

Il filo conduttore degli appuntamenti è quindi più ampio della semplice analisi dei corsi d’acqua. I fiumi diventano uno strumento per osservare ciò che attraversa l’Europa e ne modifica continuamente gli equilibri.

La crisi climatica mostra il rapporto sempre più complesso tra società e risorse naturali; i miti raccontano la lunga stratificazione culturale del continente; l’arte registra e interpreta le trasformazioni dell’ambiente; la storia permette di valutare con maggiore distanza l’idea di un possibile declino europeo; la tecnologia, infine, porta il concetto di flusso nella dimensione digitale.

In questa prospettiva anche la Svizzera, situata al centro geografico dell’Europa e attraversata da importanti corsi d’acqua, diventa un punto di partenza per una riflessione più ampia sulle relazioni, sulle radici comuni e sulla capacità del continente di adattarsi ai cambiamenti.

La domanda iniziale rimane dunque aperta: se i fiumi hanno continuato a collegare territori e comunità mentre l’Europa cambiava confini, identità e assetti politici, quali sono oggi i nuovi flussi destinati a modificarne il futuro?