Lunedì 17 maggio, a partire della 9 del mattino, sarà online il progetto editoriale Quello che vede l’acqua, lavoro ideato e realizzato da un gruppo di autori composto dalla scrittrice Caterina Serra, la coreografa e danzatrice Annamaria Ajmone, il docente Stefano Tomassini e i performer e studenti IUAV Venezia Alessandro Conti, Danila Gambettola, Ginevra Ghironi.
“Quello che vede l’acqua – spiegano i creativi – è l’esito di una ricerca sul campo sulla città di Venezia di oggi, agita soprattutto attraverso il corpo e la danza, e consiste in una raccolta di materiali sonori, visivi e tattili su ciò che nuovamente emerge dai margini di questa città, prima della riabilitazione dei suoi flussi commerciali e produttivi al tempo-macchina del capitale neoliberale. Al corpo-anima della cartolina da vendere, gli autori del progetto, sostituiscono l’osservazione partecipata di un corpo articolare e sfuggente (e invendibile) della città”.
All’opera video fa seguito l’omonimo libretto digitale disponibile da giovedì 20 maggio a partire dalle 9, che raccoglie le incredibili fotografie scattate durante il lavoro sul campo, i testi utilizzati per il podcast e tutti i fieldnotes. Il progetto si completa con la creazione sonora Trenodia per uno spaesamento, un testo sulla città de L’Aquila composto in versi liberi da Caterina Serra, che nel corso della sua esperienza in Abruzzo ha rintracciato l’interruzione della vita negli ambienti domestici in rovina e ha sofferto il vuoto lasciato della sparizione dei corpi. La Trenodia di Serra è un lamento funebre che rifiuta la nostalgia del passato, ma prende le distanze dall’oscena riabilitazione capitalistica della città: banche e hotel non riabilitano ma pervertono e allontanano.
Venerdì 21 maggio, sempre dalle 9, sarà disponibile Phanes, creazione sonora che conclude il progetto Metastasis di Gabriele Marangoni, con la vocal performer Francesca Della Monica, il live electronics di Damiano Meacci e la voce recitante di Nello Provenzano: si consiglia di ascoltare Phanes in cuffia possibilmente immersi nell’acqua o il più possibile vicini ad essa, al buio o ad occhi chiusi.
Sabato 22 maggio dalle 9 sarà invece pubblicata la terza conferenza a cura di LAC edu in collaborazione con ticinoscienza.ch – un progetto di IBSA Foundation per la ricerca scientifica – in cui il Prof. Mario De Caro, Ordinario di Filosofia morale all’Università Roma Tre, ci parlerà di Mente, linguaggio e libertà nell’età delle scienze cognitive. Quando acquistiamo prodotti al supermercato, rispondiamo a un sondaggio telefonico oppure decidiamo come comportarci in situazioni rischiose, sentiamo che il futuro è nelle nostre mani: siamo noi infatti, a valutare razionalmente i pro e i contro delle scelte possibili e a decidere cosa dire o fare in base alle nostre preferenze e ai nostri desideri. In realtà, però, se è vero che noi crediamo che le cose vadano in questo modo, è anche vero che oggi le scienze cognitive, le neuroscienze e la filosofia più avvertita stanno mettendo in luce che le cose sono molto più complicate di quanto appaiano. Spesso, infatti, noi prendiamo le decisioni senza sapere veramente perché lo facciamo – e le giustificazioni che offriamo a noi stessi e agli altri sono non di rado mere razionalizzazioni a posteriori, con pochi nessi con la realtà.
Domenica 23 maggio dalle 9, Other Lands, progetto curato da Paola Tripoli che intende sviluppare un discorso non retorico sull’arte, si sposta in Egitto grazie a Lexiconality-Imaginaries un duo artistico che pratica l’installazione come strumento di ricerca. L’egiziano Mohamed Abdelkarim e la palestinese Noor Abuarafeh in Notions never defined by investigating, a subject we are contemplating compongono una costellazione, una mappa, uno spazio/cielo che ci guiderà con foto, video e testi in un percorso soggettivo di conoscenza, libertà, realtà, astrazione.
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