Arrivato appositamente da Montreal nel 2014 – un anno e mezzo prima dell’apertura del centro culturale – Michel Gagnon ha avuto il compito di far partire il LAC, delineandone lo sviluppo.

Nell’arco di questi anni, Gagnon è stato fondamentale nel definire la linea e lo sviluppo di un polo culturale, diventato in poco tempo parte integrante del tessuto culturale cittadino e di tutto il cantone.

Michel Gagnon ha saputo far decollare la macchina organizzativa e ha formato una squadra di validi professionisti, necessari per la crescita e l’affermazione del centro stesso. Un percorso nel quale, in parallelo, è riuscito a portare avanti la sua visione, che si è ulteriormente concretizzata con il rinnovo del mandato di prestazione da parte della città di Lugano nel quadriennio 2020/24, ridefinendo il progetto con l’integrazione di LuganoInScena. Un’integrazione fortemente voluta per garantire una gestione più efficiente e valorizzare l’importante investimento della città, che grazie al sodalizio con Carmelo Rifici si è rafforzata e proseguirà negli anni a venire.

Le dichiarazioni

“Sono lieto che Michel Gagnon abbia accettato di proseguire questo percorso – dichiara Presidente dell’Ente autonomo Roberto Badaracco – perché ha sempre avuto una visione complessiva del polo culturale che gli ha permesso sin dall’inizio di ottenere la fiducia della città e in seguito anche del Consiglio direttivo. Abile costruttore di ponti, ossia delle molteplici relazioni fondanti per il progetto, Michel ha dimostrato di sapere esprimere un’ampia visione capace di posizionare il LAC sulla mappa culturale nazionale ed internazionale. Tutto questo senza dimenticare il territorio, infatti il suo un LAC per tutti enunciato all’apertura nel 2015, si è rivelato essere non solo uno slogan estemporaneo, bensì uno dei pilastri di ciò che lui ha sempre definito un progetto culturale e sociale”.

“Alla sua bravura come manager culturale – aggiunge Michele Foletti, Sindaco di Lugano -, con valori e visioni essenziali per lo sviluppo del LAC, e conseguentemente per la crescita e l’attrattività della città di Lugano, si aggiunge una particolare attenzione per il rispetto del mandato e la salute finanziaria del progetto: i bilanci di questi ultimi due anni dimostrano che il LAC ha retto alla crisi, rimanendo in ottime condizioni finanziarie e garantendo un’eccellente sostenibilità economica a medio termine”.

Partito dall’idea di trasformare il LAC da luogo di sola accoglienza a luogo di creazione e produzione, Michel Gagnon ha spiegato: “Questa è sempre stata la mia visione e sono felice che sia stata compresa dalla città e da chi mi ha affiancato. È una delle ragioni per le quali ho accettato di proseguire il mio incarico: finalmente posso lavorare al LAC che avrei voluto, sviluppando progetti che donano valore aggiunto al centro culturale. Colgo l’occasione per ringraziare il Consiglio direttivo per avermi proposto di continuare, il team che riesce a concretizzare le mie visioni e le mie idee, i Partner artistici che mi hanno accompagnato in questo percorso. Desidero ringraziare ogni singola persona, grazie al dialogo e agli input ricevuti da ciascuno di loro la mia visione si è arricchita, garantendo lo sviluppo del progetto”.