Il LAC regala un focus incentrato sulla figura di Dante Alighieri, le sue relazioni con il prossimo, con il divino e con l’amore
Nel mezzo dell’inferno, un viaggio in realtà virtuale nel mondo dantesco
Da giovedì 25 a domenica 28 novembre, entrando semplicemente nel Teatrostudio del LAC, si potrà viaggiare dentro la Commedia di Dante in realtà virtuale, grazie al progetto teatrale ed esperienziale Nel mezzo dell’inferno, una produzione LAC e CSS Teatro stabile di innovazione, che fa incontrare e traduce il mondo poetico e le visioni del viaggio dantesco, utilizzando una tecnologia di ultima generazione fruibile con visori individuali.
Un’immersione totale nella selva oscura, la discesa nei gironi infernali e l’incontro con alcuni dei personaggi più celebri della Commedia, sono vissuti da ciascuno spettatore come un’esperienza immersiva che lascia a ognuno la possibilità di scegliere il viaggio più vicino al proprio sentire, facendo sì che lo spettatore si trasformi nel regista del proprio percorso. “Dante compone l’Inferno mentre è immerso nell’esperienza straniante e dolorosa dell’esilio, lontano da casa e gravato dal sentimento dell’ingiustizia” – spiega il regista Fabrizio Pallara, che ha curato la drammaturgia con Roberta Ortolano. “Attraverso la scrittura, Dante inventa la possibilità di essere autore e allo stesso tempo narratore e personaggio di un’esperienza di evoluzione e redenzione che varrà per sé stesso ma anche per il resto dell’umanità. Allo stesso modo in questo progetto teatrale ed esperienziale si è scelto l’uso della tecnologia della Realtà Virtuale Immersiva, coniugata a una progettazione architettonica dello spazio e del suono in 3D, al fine di porre il pubblico a contatto con la totalità di una dimensione fantastica, che non vuole sostituirsi a quella reale, ma restare a questa interconnessa, rappresentando uno stimolo di ricerca e cambiamento. Si comincerà con un prologo: uno spazio di accoglienza e raccoglimento iniziale, che metterà ciascuno di fronte al proprio io e alla domanda: Perché fare questo viaggio? Quali i desideri e le paure? Indossati i visori, uno ad uno gli spettatori saranno accompagnati oltre il muro che separa l’aldiquà dall’aldilà e lasciati al loro viaggio”.
Al LAC Lella Costa e Intelletto d’amore
Il focus su Dante prosegue sabato 27 novembre alle 20:30 e in replica domenica 28 alle 16:00, con Intelletto d’amore. Dante e le donne, un lavoro di Gabriele Vacis di cui è protagonista Lella Costa, prodotto da Mismaonda in collaborazione con RSI.
Nella Divina Commedia i personaggi femminili non sono molti, ma quelli che ci sono, sono determinanti. Basti dire che ad accompagnare Dante nel Paradiso è una donna: Beatrice. Scelta coraggiosa, perché la donna, in questo modo, assume un ruolo sacerdotale – in quel momento storico e anche oggi, ruolo esclusivamente maschile a questa latitudine -, guida spirituale che precede un uomo nel cammino verso la salvezza. Uno scandalo per il medioevo del Sommo Poeta. Scritto da Vacis e Costa, il lavoro sceglie alcune figure femminili e le fa parlare direttamente al pubblico, in modo confidenziale, da prospettive “insolite”. Naturalmente c’è Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta, e c’è Francesca, che ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’Inferno insieme al suo Paolo, e ci sarà Taibe, la prostituta delle Malebolge, costretta ad annaspare nel letame per un motivo ben diverso da quella che è stata la sua “professione”. Gemma Donati, moglie del poeta, madre dei suoi figli, spiegherà come si convive con l’ideale amoroso di tuo marito, se non sei tu. La narrazione delle protagoniste della vita artistica e privata del poeta si muove tra gioco e ironia, tenendosi sempre fedele al vero storico e lontani dalla parodia.
Si esce A rivedere le stelle, grazie a Carmelo Rifici
A rivedere le stelle è un reading per voce e musica, di cui – mercoledì 1° dicembre alle 20:30, in Sala Teatro del LAC – saranno protagonisti Anahì Traversi, Carmelo Rifici e la musica di Niton.
“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139) è il verso conclusivo dell’ultimo canto dell’Inferno; dopo aver faticosamente attraversato la natural burella che collega l’inferno alla spiaggia dell’Antipurgatorio, Dante e Virgilio contemplano lo stellato cielo notturno dell’altro emisfero: è un presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre, “come pura felicità dello sguardo”, è la rinascita dopo la purificazione, è il messaggio da portare nel mondo, la nuova buona novella di cui Dante si fa portavoce, grazie alle figure che con lui e per lui hanno lavorato durante tutto il viaggio, durante tutta la Commedia, che così può concludersi.