A distanza di cinque anni dal debutto assoluto de Il barbiere di Siviglia (2018) il LAC ha scelto confrontarsi con un’altra impegnativa opera lirica, coprodotta con l’Associazione “I Barocchisti”, RSI Radiotelevisione svizzera, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, in collaborazione con LuganoMusica. Dopo il debutto al LAC (lunedì 4 settembre e repliche mercoledì 6, venerdì 8, domenica 10), l’opera effettuerà una tournée nelle sedi dei teatri che partecipano alla coproduzione.

Anna Bolena rappresenta una delle vette più alte della produzione operistica di Donizetti e dell’opera romantica in generale. Ispirata al dramma Henri VIII di Marie-Joseph Blaise de Chénier, debuttò al Teatro Carcano di Milano il 26 dicembre 1830 ottenendo uno straordinario successo che oscurò la contemporanea proposta scaligera. Donizetti la compose di getto, in soli trenta giorni, per il soprano che ne fu protagonista, Giuditta Pasta, – a cui ora è intitolato il Teatro della sua città natale, Saronno – e dal tenore Giovanni Battista Rubini, entrambi vere e proprie leggende dell’opera lirica di inizio Ottocento. Nonostante il successo iniziale, l’opera uscì gradualmente dal repertorio fino a quando, nel 1957 al Teatro alla Scala, Maria Callas le regalò una vera e propria seconda vita grazie ad una memorabile interpretazione, nell’allestimento diretto da Gianandrea Gavazzeni con la regia di Luchino Visconti.

Coro RSI

Anna Bolena è la trentaquattresima delle oltre settanta opere del catalogo donizettiano e si presenta come una tragedia lirica in due atti ispirata alla storica vicenda della seconda moglie del re d’Inghilterra Enrico VIII, ambientata nel 1536 presso il Castello di Windsor (I atto) e le prigioni della Torre di Londra (II atto). In occasione di Anna Bolena, Felice Romani e Gaetano Donizetti, pur avendo già collaborato, si misurano con la tragicità di un soggetto squisitamente romantico in grado di consolidare un gusto che porterà di lì a poco lo stesso Donizetti a scrivere ad un committente in questi termini: «Voglio amore, che senza questo i soggetti sono freddi, e amor violento». È stato peraltro osservato come gli autori, pur non portando in scena il patibolo, abbiano in ogni caso rappresentato la condanna a morte di una regina, evidenziando un messaggio simbolico di contrasto nei confronti del potere oscurantista e reazionario delle monarchie dell’epoca condannate inesorabilmente alle riforme democratico costituzionali o alla definitiva dissoluzione dagli inarrestabili moti libertari della prima metà dell’Ottocento.

Affrontando la regia di Anna Bolena, Carmelo Rifici ha sottolineato come «la bellezza di quest’opera sta nella sua capacità ed elevatezza drammatica. Il libretto di Felice Romani non è solo di grande supporto alla musica, qui magistrale di Donizetti, ma per la prima volta riesce a creare, insieme ad essa, un personaggio tragico a tutto tondo: Anna, vero fulcro drammatico di tutta l’opera, esprime una forza espressiva mai raggiunta in precedenza dal Romani. Non solo, la precisione psicologica dei personaggi, la capacità drammatica dei duetti, l’introspezione, così puntuale nel percorso che conduce Bolena alla morte, grazie alla sorprendente cabaletta, rendono quest’opera quasi unica. Sicuramente un punto di arrivo per lo stesso Donizetti. Quest’opera per un regista è una sfida davvero interessante. Fuori dalle opere ‘conosciute’ dal grande pubblico, in assenza di arie famose, la via crucis di Bolena si dispiega davanti ai nostri occhi in tutta la sua ‘oggettiva coerenza drammatica’. Qui bel canto e interpretazione magicamente si sposano».

Recentemente insignito del prestigioso Premio Doron per il suo lavoro con I Barocchisti ed il Coro della Radiotelevisione svizzera, il Maestro Diego Fasolis torna dunque a dirigere un’opera al LAC insieme a I Barocchisti che, sempre con l’impiego di strumenti storici, eseguono spesso pagine del repertorio operistico ottocentesco in collaborazione con il Coro della Radiotelevisione svizzera. Anche in occasione di Anna Bolena, Diego Fasolis dirigerà i due ensemble utilizzando il diapason dell’epoca a 430 hz che rende più confortevole e morbido il canto.

Carmelo Rifici firma la regia dell’opera confermando la fiducia al team creativo che accompagna il suo lavoro da anni: lo scenografo Guido Buganza, la costumista Margherita Baldoni, il disegnatore luci Alessandro Verazzi, il coreografo Alessio Maria Romano. Il cast si compone di Carmela Remigio (Anna Bolena) – ruolo grazie a cui ha vinto nel 2016 il prestigioso Premio Abbiati come miglior cantante al Festival Donizetti Opera –, Marco Bussi (Enrico VIII), Arianna Vendittelli (Giovanna Seymour), Ruzil Gatin (Lord Riccardo Percy), Paola Gardina (Smeton), Marcello Nardis (Sir Hervey), il resto del cast è in via di definizione.

I Barocchisti

In occasione della produzione lirica Anna Bolena, il servizio di mediazione culturale del LAC, nell’ambito di LAC edu, presenta un calendario di proposte per avvicinare il pubblico agli aspetti musicali, storici e drammaturgici dell’opera di Gaetano Donizetti attraverso incontri, conferenze e proiezioni. Un’opportunità di addentrarsi nel mondo della monarchia inglese del Cinquecento e scoprire le peculiarità musicali di Donizetti, grazie alla voce dei protagonisti del progetto e agli approfondimenti di specialisti in ambito musicale e divulgativo. Completano la proposta momenti più informali dedicati alle famiglie e ai ragazzi, e una rassegna cinematografica incentrata sulla figura di Anna Bolena e la dinastia dei Tudor.