Lei è un imprenditore di successo: quali esperienze hanno avuto un ruolo decisivo nella sua scelta di impegnarsi nella filantropia?
«Da tanti anni con mia moglie Marianne sosteniamo diverse fondazioni, abbracciamo progetti di solidarietà sia nazionali che internazionali e finanziamo alcuni studenti nel loro percorso di studi. Lo abbiamo sempre fatto con riservatezza e senza grande pubblicità. La creazione della Fondazione Silvio e Marianne Tarchini è quindi un nuovo punto di partenza del nostro percorso, per impegnarci in modo serio e continuativo alla filantropia, soprattutto verso giovani ticinesi meritevoli».
Da ragazzo, ci sono stati momenti in cui il contatto con la generosità di altri l’hanno particolarmente toccato o ispirato?
«Ho sempre creduto che la generosità e la solidarietà vanno a braccetto e sicuramente la figura di mia zia Virginia, sopranominata zia Lilla, è stata per me una grande fonte di ispirazione. Era una donna veramente speciale, che ha dedicato tutta la sua vita agli altri».
Che significato hanno per lei oggi le parole solidarietà e generosità?
«Se cerchiamo le parole solidarietà e generosità in un dizionario, queste sono le spiegazioni. La solidarietà è un sentimento di fratellanza, di aiuto materiale e morale tra le persone di un gruppo, di una collettività, mentre la generosità è la nobiltà d’animo che si manifesta soprattutto come altruismo, disinteresse, prontezza al sacrificio e al perdono. Per me e per mia moglie Marianne queste parole, oggi come in passato, significano aiutare e sostenere chi lo merita e soprattutto chi ne ha bisogno».
Lei è stato nel tempo membro di diverse istituzioni a carattere benefico: di cosa si occupa la Fondazione Silvio e Marianne Tarchini di cui oggi è fondatore e presidente?
«Lo scopo ufficiale della Fondazione è di permettere a giovani studenti e studentesse, con preferenza agli studenti ed alle studentesse ticinesi, di seguire e concludere la propria formazione scolastica, preferibilmente in favore di coloro che perseguono una formazione universitaria, parauniversitaria o postuniversitaria. La preferenza su ogni altro istituto universitario è riservata ai giovani che intendono frequentare l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Obiettivo prioritario è sostenere le università e le scuole universitarie professionali in progetti riguardanti la loro espansione, il mantenimento o l’incremento del loro valore nello scenario accademico svizzero ed internazionale. E, ancora, favorire, promuovere e sostenere scopi di pubblica utilità prevalentemente in Ticino, con opere, sussidi e attività nei settori della cultura, della ricerca scientifica, della formazione professionale di giovani capaci, delle attività sportive giovanili, della beneficenza. È pure riservata alla fondazione la facoltà di assegnare il Premio Silvio e Marianne Tarchini, consistente in una borsa di studio a favore di giovani che si sono distinti per meriti particolari. La fondazione, al fine di perseguire i suoi scopi, può anche acquistare, detenere e vendere immobili».
Da quando diventerà operativa la Fondazione?
«La Fondazione è stata costituita alla fine dell’anno 2018 e ha già elargito aiuti e sostegni finanziari in diversi ambiti (sociale, culturale, musicale ed architettonico), ma sarà operativa a pieno regime con l’anno accademico 2022/2023.
Lei ha scelto di coinvolgere da subito i suoi nipoti nell’attività della fondazione. Perché questa scelta?
«I motivi per cui abbiamo voluto coinvolgere i nipoti sono due e sono molto semplici. Il primo è che desideriamo che abbraccino e comprendano il significato della solidarietà, della generosità e i valori della vita in cui crediamo. Il secondo motivo è che desideriamo che la Fondazione resti operativa per tanti anni e purtroppo sappiamo che tante fondazioni nascono per volontà di una o più persone e quando i fondatori vengono a mancare, la fondazione non prosegue più nel suo scopo. Speriamo che i nostri nipoti, affiancati dalle loro madri (Alessandra, Nadia e Giorgia), possano tenerla viva e continuare negli anni a perseguire gli scopri prefissati».
Di che cosa si stanno occupando concretamente i suoi nipoti?
«I nipoti coinvolti nella Fondazione sono Arianna (classe 1994), Virginia (classe 1996), Nicolò (classe 2001), Amedeo (classe 2003), Sebastiano (classe 2005) e Giacomo (classe 2006). Ludovica (classe 2013) ed Elisabetta (classe 2015) sono ancora troppo piccole per essere coinvolte. Da quasi un anno i nipoti si incontrano virtualmente e regolarmente per comprendere tutti i meccanismi che permettono il funzionamento di una Fondazione, prendendo spunto da altre fondazioni. Nell’ultimo periodo hanno iniziato anche un percorso di consulenza affiancati da un professionista del settore della filantropia. In base alle proprie capacità ognuno cerca di dare il suo contributo, cercando di coprire tutti gli aspetti da quelli legali, a quelli amministrativi e soprattutto quelli di comunicazione (sito internet, PR, ecc)».
Ci vuole raccontare perché la scelta di conferire borse di studio per studenti e potenziali studenti delle facoltà di economia e architettura? In che cosa differiscono le borse di studio che conferirete da quelle di altre fondazioni?
«L’intento della Fondazione è di sostenere in generale studenti meritevoli, con particolare interesse verso gli studenti che intendono frequentare l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Economia ed architettura sono le facoltà più vicine al mio ambito professionale. Le borse di studio che andremo a conferire non saranno diverse da quelle che altre fondazioni assegnano, anche perché lo scopo è di permettere a giovani studenti e studentesse, con preferenza ad allievi ticinesi, di seguire e concludere la propria formazione scolastica, preferibilmente in favore di coloro che perseguono una formazione universitaria, parauniversitaria o postuniversitaria. Crediamo nelle nuove generazioni, perché sono loro il nostro futuro».
Qual è il suo messaggio e quello dei suoi nipoti ai vostri giovani borsisti del futuro?
«Albert Einstein diceva “Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Siate sempre curiosi, abbiate fame di imparare e cercate di farlo da chi ha più esperienza di voi. Nella vita lavorativa la cultura generale e le conoscenze in diversi ambiti premiano e quindi oltre ad essere curiosi, approfondite anche argomenti e temi che non vi interessano».