Entrata in funzione il 1° gennaio 2020, la Fondazione GESDA è un progetto ancora in fase di avvio. Può raccontarci brevemente la sua genesi?

«Nel 2015 la Direzione del Dipartimento federale degli affari esteri ha chiesto a un gruppo di lavoro di formulare raccomandazioni concrete per sviluppare il prestigio di Ginevra e della Svizzera presso le organizzazioni internazionali. Questo gruppo di lavoro ha registrato il fatto che il mondo sta vivendo un’accelerazione senza precedenti, guidata dalla scienza e dalla tecnologia: un movimento che a volte è difficile seguire da parte di coloro che non vi sono direttamente coinvolti. Inoltre, questa accelerazione pone i governi nazionali e sovranazionali di fronte a nuove sfide: regolare lo sviluppo scientifico e tecnologico in un mondo globalizzato, garantendo al tempo stesso che l’intera popolazione mondiale benefici delle opportunità che ne possono derivare. Il Consigliere federale Ignazio Cassis ha voluto dare un seguito concreto a questo rapporto, incoraggiando l’istituzione della fondazione GESDA con l’idea di rispondere a questa duplice constatazione. Questa fondazione è attiva dal settembre 2019».

Quali sono gli scopi statutari di Fondazione GESDA e quale la strategia di intervento?

«Obbiettivo della Fondazione è quello di promuovere la Svizzera come Paese ospitante per le organizzazioni internazionali multilaterali, quelle con sede a Ginevra (comprese le Nazioni Unite) ma anche tutte le istituzioni di altri Paesi che sono interessate a interagire con questo ecosistema. Questo scopo è perseguito creando uno strumento che permetta da un lato di individuare i grandi temi della governance globale di domani legati al progresso scientifico e, dall’altro, di sviluppare modalità di sostegno alle quali gli attori internazionali, statali o non statali, con sede in Svizzera e nel mondo, potranno rispondere raccogliendo la sfida di agire secondo lo stesso ritmo dell’accelerazione scientifica e tecnologica. A tal fine, GESDA si ispira al mondo delle start-up e del capitale di rischio, mobilita il know-how scientifico svizzero come strumento unificante al servizio della diplomazia svizzera e mondiale e associa la filantropia locale e internazionale al suo approccio».

Quale modello di finanziamento avete adottato?

«Il principio adottato è quello di un partenariato tra GESDA, autorità pubbliche e istituzioni filantropiche interessate a finanziare soluzioni che possano accelerare la risoluzione delle sfide globali. Per la sua fase di lancio, tra il 2019 e il 2022, GESDA beneficia del sostegno finanziario della Confederazione, del Cantone e della Città di Ginevra, nonché dell’aiuto di una fondazione istituita a Ginevra».

L’innovazione è un concetto cardine in un mondo che cambia velocemente. Come la perseguite e quali sono i temi che contraddistinguono la vostra azione?

«Più che di innovazione, parliamo di anticipazione. L’ambizione di GESDA è prima di tutto quella di anticipare e identificare, con orizzonti temporali vicini e lontani, i progressi scientifici che potenzialmente stravolgeranno chi siamo come esseri umani, come vivremo nella società e come il nostro ambiente sarà trasformato. Sono stati scelti quattro campi scientifici d’azione: la rivoluzione quantistica e l’intelligenza artificiale avanzata, l’incremento umano, la rigenerazione ecologica e la geoingegneria, e la scienza e la diplomazia come campo di ricerca implicito. Poi, sulla base di questo panorama anticipatore, l’idea è quella di trasformare questi progressi scientifici in strumenti o “soluzioni” inclusivi e globali; chiamiamo “soluzioni” a volte una nuova istituzione internazionale dedicata alla scienza, a volte un nuovo organismo di regolamentazione della scienza, un fondo di ricerca all’avanguardia, e così via. L’interesse sarebbe che la sede di queste future istituzioni si trovasse in Svizzera, in particolare a Ginevra. È importante sottolineare che questo approccio non sarà affidato solo agli scienziati, ma comprenderà, fin dalle prime fasi della sua concezione, attori di diversa estrazione professionale: la diplomazia in primo luogo – in quanto tale, la Ginevra internazionale è il luogo ideale per iniziative di questo tipo – ma anche la filantropia, l’industria e, naturalmente, i cittadini di tutto il mondo. Affidandosi in modo innovativo all’anticipazione scientifica, l’obiettivo è quello di immaginare un processo che possa diventare un nuovo strumento per la diplomazia multilaterale».

Quali progetti vi impegnano in questo momento?

«L’obiettivo finale di GESDA è quello di dare forma ai propri progetti, che poi aiuterà a lanciare. Nel frattempo, stiamo sostenendo due progetti. Il primo è I-DAIR (International Digital Health & AI Research Collaborative) che si occupa dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a favore della salute, con sede presso il Graduate Institute di Ginevra. Il secondo è la creazione di un Centro per la scienza nella diplomazia, sviluppato dall’Università di Ginevra e dal Politecnico di Zurigo, dedicato alla modellazione dei conflitti e all'”ingegneria della negoziazione”».

Fondazione GESDA ha già attivato sinergie con altre fondazioni o partner privati?

«Il processo è in corso, con la Fondazione Botnar di Basilea che sostiene il progetto I-DAIR. E siamo in contatto con diverse altre istituzioni».

Qual è la vostra visione per il 2021? In che modo il mondo della filantropia può rispondere adeguatamente alle crescenti sfide della società?

«Con questo duplice compito – anticipazione scientifica, e accelerazione dello sviluppo di soluzioni che coinvolgono gli ambienti diplomatici – GESDA vuole ridurre il gap temporale che separa ogni progresso scientifico dalla sua realizzazione a beneficio di tutti gli abitanti del pianeta. L’idea principale è quella di usare il futuro per costruire il presente. È chiaro che un piano di questo tipo, mirato a soluzioni globali e inclusive, richiede notevoli risorse finanziarie: è qui che la filantropia globale ha un ruolo importante da svolgere».

Chi è Olivier Dessibourg di Fondazione GESDA

Fisico e matematico, Olivier Dessibourg è giornalista scientifico dal 2000, in un primo tempo per Le Temps, poi per Le Monde e NewScientist. Nel 2019 ha co-fondato Heidi.news, giornale online dedicato alla scienza. Presidente dell’Associazione svizzera di giornalismo scientifico (2012-2019), ha guidato la Conferenza mondiale dei giornalisti scientifici a Losanna nel 2019. Autore di libri, docente, è oggi direttore della comunicazione scientifica della Fondazione GESDA (Geneva Science and Diplomacy Anticipator), dedicata alla diplomazia scientifica.