Molte persone, si potrebbe arrivare a dire quasi tutte, sono andate incontro nel corso della vita a situazioni per cui parenti o amici hanno dovuto confrontarsi con una malattia oncologica, con tutte le devastanti conseguenze che ne derivano. Ed è proprio la consapevolezza dell’importanza sociale e della valenza umana dell’arrivare a definire modalità terapeutiche sempre più efficaci per sconfiggere queste malattie che ha indotto il dott. Fabio Grandi a dedicarsi, fin dagli anni degli studi – con il conseguimento di una laurea specialistica in Biotecnologie presso l’Università degli Studi di Pavia e una attività di ricerca medica presso il Policlinico San Matteo di quella città – allo sviluppo di soluzioni e tecnologie utili a favorire la pratica di una oncologia di precisione basata sull’impiego di farmaci in grado di agire in maniera selettiva su tumori che presentano specifiche caratteristiche molecolari. «Questa modalità di diagnosi e trattamento – spiega il dott. Fabio Grandi – si contrappone allo scenario tradizionale che ha caratterizzato l’oncologia nei decenni passati, in cui, con pochissime eccezioni, le scelte terapeutiche sono state determinate dalla diagnosi istologica con trattamenti simili per tutti i pazienti affetti da quello specifico tipo di tumore, indipendentemente dalle caratteristiche molecolari. L’oncologia di precisione rappresenta invece un successo dell’intera filiera della ricerca sul cancro. La ricerca di base ha individuato i meccanismi genetico-molecolari che permettono alle cellule tumorali di proliferare, sopravvivere in condizioni sfavorevoli, invadere i tessuti, formare metastasi a distanza. La ricerca “traslazionale” ha consentito di valutare e validare sperimentalmente nuove molecole, definite “a bersaglio molecolare”, in grado di bloccare in maniera selettiva e specifica i meccanismi che consentono alle cellule tumorali di crescere e sopravvivere».
Nella messa a punto di questo percorso terapeutico un passaggio decisivo diventa in ogni caso la possibilità di disporre di dispositivi diagnostici precisi e accurati in grado di riconoscere le variazioni somatiche bersaglio di specifiche terapie innovative. Ed è proprio a questo punto che 4bases apporta il suo contributo proponendo soluzioni in grado di migliorare la vita dei pazienti. «Fin dagli anni della mia formazione – racconta ancora Fabio Grandi – ho maturato la convinzione che l’attività di ricerca in laboratorio dovesse avere uno sbocco concreto con la realizzazione di sistemi diagnostici molecolari da mettere a disposizione degli operatori sanitari. Così, dopo alcuni anni di lavoro presso importanti aziende biomediche operanti nel nord Italia, nel 2013 sono stato tra i co-fondatori di 4bases, azienda svizzera specializzata in soluzioni sia come diagnostica complementare sia per mutazioni genetiche ereditarie.
Il punto di forza della nostra produzione è costituito dalla sensibilità, specificità, accuratezza e precisione dei nostri test che devono superare il 99%. 4bases è azienda certificata ISO13485:2016 e opera secondo la direttiva europea sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (CE – IVD)».
Questa innovativa startup, con un quartier generale presso il Tecnopolo Ticino dove sono concentrate tutte le funzioni dirigenziali, la ricerca e lo sviluppo e la gestione della rete di distribuzione dei prodotti, nel giro di pochi anni si è affermata sul mercato internazionale. «All’inizio della nostra impresa – ricorda Grandi – abbiamo vissuto tutte le problematiche che contraddistinguono la vita di una startup. Decisivo è stato l’incontro con Fondazione Agire e, in particolare, con Lorenzo Leoni che, in virtù anche della sua esperienza nel settore biomedico, ha colto immediatamente la validità della nostra idea e la fattibilità del business plan. Di particolare rilievo è stata l’opportunità di un finanziamento iniziale a cui hanno fatto seguito importanti facilitazioni nel costruire una rete di investitori che hanno sostenuto e tuttora finanziano la nostra attività».
Attualmente, oltre alla sede svizzera, 4bases dispone di una filiale in Italia che funziona anche da polo produttivo e logistico. Attraverso una rete di distributori esterni i prodotti vengono venduti in oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Se i dispositivi per le diagnosi in campo oncologico resta il core business dell’azienda, le tecnologie e le applicazioni messe a punto consentono un’estensione dei campi di sviluppo dei sistemi diagnostici molecolari, come nel corso degli ultimi due anni, in relazione anche all’epidemia Covid-19, ha dimostrato il sequenziamento dell’intero genoma virale, mentre altre applicazioni sono già oggi in grado di analizzare la predisposizione di ogni individuo rispetto alle infezioni respiratorie: in tal senso, uno screening mirato della popolazione potrebbe essere di grande aiuto nella programmazione di una campagna vaccinale.
Guardando al futuro Fabio Grandi non ha dubbi: «Dopo quasi un decennio dalla costituzione di 4bases, posso dire che ormai abbiamo superato la fase della startup e che per noi si pone ora soprattutto il problema del consolidamento e della crescita, in base alla nostra visione che sia la medicina di precisione che la medicina preventiva si svilupperanno in modo significativo nei prossimi anni e la necessità di test genetici diagnostici clinicamente validati aumenterà notevolmente. Il piano di business è quello di accelerare i programmi di sviluppo attraverso partnership commerciali e tecnologiche. In coerenza rispetto al nostro impegno, dietro ogni prodotto che sviluppiamo, dietro ogni kit che prepariamo e ogni singola azione che intraprendiamo, non vogliamo dimenticare che i pazienti rappresentano i nostri referenti principali. Diagnosticare preventivamente una malattia che potrebbe essere correlata a una mutazione genetica e ottenere informazioni su questa mutazione è fondamentale per prendere una decisione terapeutica. La nostra ricerca non è dunque soltanto un obiettivo strategico aziendale, quanto piuttosto una scommessa e una sfida per migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone».