Possiamo iniziare raccontando come ebbe inizio questa bella storia di solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno di un aiuto materiale e morale in un momento particolarmente difficile della propria vita?
«Dolorose vicende personali – esordisce Elena Mantegazza, Presidente dell’Associazione – hanno portato alcune di noi e toccare con mano i drammi legati ad un figlio malato che soffre e ha bisogno di cure e amore. A ciò di aggiunga la diretta conoscenza nei confronti dell’insostituibile lavoro svolto dalla Fondazione Elisa, fondata a Locarno dalla dottoressa Luisa Nobile Buetti. È stata dunque quasi naturale e spontanea la scelta di creare un’Associazione che potesse offrire un ulteriore sostegno alle attività della Fondazione Elisa».
Questi vent’anni di attività sono trascorsi molto in fretta. Quali sono state le sfide con le quali quotidianamente vi siete trovate a confrontarvi?
«La nostra forza – interviene Ana Mantegazza – è stata probabilmente quella di avere costituito fin dall’inizio un gruppo molto coeso che, pur con qualche inevitabile cambiamento, si è mantenuto costante nel tempo, consentendoci di raggiungere con tenacia e tanta disponibilità gli obiettivi che di volta in volta ci siamo poste. Teniamo conto del fatto che tutto è sempre stato fatto su base volontaria e che i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili senza il coinvolgimento dei tanti amici e conoscenti che ci hanno aiutato e sostenuto. Si può dire che negli anni si è andata formando una vera e propria famiglia di “sostenitori” che ci agevolano in tutti i modi possibili nel portare a termine progetti e iniziative».
La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome oppure su Issu a pagina 126