Il Sementina è un torrente che affluisce al fiume Ticino nella sua sponda destra. Quasi al termine del suo corso, passa fra due comuni della vallata di Bellinzona che si fronteggiano e si uniscono tramite un ponte; sono Sementina, che prende il nome dal torrente e Monte Carasso. L’itinerario preso in considerazione questa volta prende inizio proprio da Monte Carasso, sale tramite la funicolare alla località di Curzutt, prosegue sulla costa della montagna per l’Eremo di San Bernardo e poi oltre fino al magnifico ponte tibetano Carasc, terminando di nuovo a fondovalle nel paese di Sementina nei pressi dei Fortini della Fame. Perché la meraviglia al di la del fiume? Da Bellinzona passate oltre il Ticino e scoprirete quante e quali piacevoli sorprese incontrerete lungo il cammino. 

 

Monte Carasso e Curzutt

La prima cosa da fare è quella di andare a conoscere il paese di Monte Carasso, che serba vestigia storiche e artistiche di notevole interesse. Cominciate l’escursione dall’antico e monumentale Convento delle Agostiniane, situato vicino al Palazzo Comunale. Noterete immediatamente che le strade hanno la simpatica caratteristica d’essere chiamate in gergo dialettale, infatti la via accanto al luogo di culto abitata delle monache è quella “del Cunvent”. Dopo aver dedicato il tempo necessario alla visita del convento con la sua bella chiesa, proseguite per “El Stradun” che è l’arteria principale. 

Uscendo su quella strada, quasi di fronte avrete la funivia Monte Carasso-Alpe Mornera e un po’ più a sinistra, il nucleo più antico del paese con la via Pedmunt che sale brevemente lungo il crinale della montagna per giungere a quel gioiello architettonico della chiesa della S.S. Trinità. Prima di prendere la funivia, prendete il tempo necessario per la visita a questo angolo stupendo, dove altre alla chiesa scoprirete i Fortini della Fame costruiti dalla parte di Monte Carasso, godendo nel medesimo tempo di una vista privilegiata sul torrente Sementina. 

Non rimarrete delusi dall’esperienza di salire sulle piccole cabine della funivia che da Monte Carasso giunge fino ai 1400 metri di Alpe Mornera. È questa una funivia abbastanza atipica per come essa è stata automatizzata. Il biglietto si compra nella stazione di Monte Carasso, dove lavora l’unica impiegata, nelle altre fermate (Curzutt-Pientina-Alpe Mornera) tutto è affidato alla responsabilità di coloro che ne usufruiscono prenotando la fermata, indipendentemente da dove ci si trovi. In pratica è come essere in ascensore! Nel caso dell’itinerario suggerito, prenotate l’uscita dalla funivia al primo stop di Curzutt, perché è da quella località a mezza costa del monte che incomincerete la vera e propria camminata. 

Dopo il centro storico di Monte Carasso, quello dell’abitato di Curzutt è il secondo dei gioielli che incontrerete lungo tutto l’itinerario. Il villaggio, conservato in maniera esemplare, parla delle vestigia di un passato alpestre e contadino, che la gente del posto vuol orgogliosamente tenere a memoria passandone la testimonianza ai più giovani. Poco importa se adesso il villaggio, non è più abitato stabilmente da alcuno, quello che conta principalmente è tramandare ai nostri giorni la preservazione di un luogo come questo. 

 

L’Eremo San Bernardo e il Carasc

Dopo aver girovagato fra le casette in legno di Curzutt, sarà arrivato il momento di mettervi in cammino per dirigervi verso l’Eremo di San Bernardo. Dovrà essere una vostra premura di procurarvi buoni scarponcini da montagna, per iniziare la marcia di avvicinamento alla chiesa e quindi alle successive tappe del percorso. Il sentiero, ottimamente segnalato e ben tenuto, corre inizialmente fra dei pascoli, ma dopo poche centinaia di passivi farà scoprire la silhouette dell’eremo a una cinquantina di metri di dislivello sopra di voi. L’immagine che si parerà ai vostri occhi è di per se è fantastica. La costruzione, un poco nascosta dalle fronde degli alberi, fa pensare a qualche cosa di fiabesco e fantastico riportando alla mente le favole dei fratelli Grimm. La stessa scalinata in mezzo al bosco per salire definitivamente a San Bernardo, è una esperienza da non mancare. 

Chiedendo le chiavi d’accesso all’ostello che si trova a Curzutt, potrete entrare a visitare la chiesa di San Bernardo al suo interno, qualora arrivaste in un momento di chiusura. Durante la visita non mancate di ammirare oltre agli immancabili panorami sulla sottostante vallata di Bellinzona, i vari affreschi sia all’interno che all’esterno della struttura, fra i quali vanno segnalati la “Madonna del latte” il “Ciclo dei mesi” e una interessante “Ultima cena”. Il tempo di bere una buona sorsata di ottima acqua di sorgente dalla fontanella dietro la chiesa e sarete pronti per la parte più impegnativa dell’escursione. Vi aspetta una buona ora di marcia in saliscendi nel sentiero lungo la costa della montagna per potere raggiungere il successivo gioiello da andare a conoscere, ovvero il ponte tibetano Carasc. Bisogna quindi mettere in programma di avere una buona dose di energia per arrivare a vederlo. Sia che vi si arrivi da Sementina, oppure da San Bernardo, il Carasc rimane nascosto fin quasi all’ultimo nonostante le sue notevoli dimensioni, ma quando finalmente sarete all’ingresso verrete ripagati dello sforzo per essere giunti fino a li con le vostre gambe. 

Qualche ragguaglio: il ponte che è lungo complessivamente 270 metri ed è posto ad una altezza di 130 metri dal fondovalle, venne inaugurato in pompa magna nel maggio del 2015 e serve a collegare il pittoresco abitato di Curzutt con la suggestiva Via delle Vigne fra Sementina e Gudo. Se non soffrite di vertigini divertitevi a scrutare in basso scorgendo lo scorrere delle acque del Sementina, altrimenti proseguite dritti, magari dedicandovi all’osservazione delle cime dei monti che sovrastano la stretta vallata…. 

Non bisogna essere architetti o mastri carpentieri per capire lo sforzo profuso alla realizzazione di questo manufatto. Carasc è un’opera geniale, frutto dell’intraprendenza umana nel rispetto assoluto della natura e dell’ambiente circostante. Traversatelo e portatevi sull’altro lato, inspirate una buona dose d’ossigeno per ritemprarvi, perché oravi aspetta la lunga discesa a Sementina.

 

Il ritorno a fondovalle

Il ritorno a quella che praticamente è stata la base di partenza del vostro giro, sarà piuttosto impegnativo. Dovrete attraversare il bosco sopra Sementina scegliendo la via più diretta, giungendo in paese sul fondovalle presso i Fortini della Fame che si affacciano sul torrente. Come detto, avrete da fare attenzione al sentiero abbastanza impervio dando fondo alle vostre energie, ma basteranno gambe sufficientemente allenate per arrivare in vista dei fortini nel giro di poco più di un’ora partendo dal ponte Carasc. Il ricordo dei luoghi stupendi appena visitati, vi servirà comunque a darvi nuova sprone. 

A questo punto è necessario dare una spiegazione: perché mai quelle particolari torri circolari con tanto di mura fortificate che si possono vedere a Sementina e a Monte Carasso, così come a Camorino nell’altro lato della piana di Magadino, hanno un nome tanto particolare? La storia di queste strutture è abbastanza recente, nonostante il loro aspetto faccia pensare a qualche cosa di medioevale. Vennero costruite attorno al1850 nel pieno dei moti rivoluzionari che si manifestarono in giro per l’Europa. 

In Italia si consumarono i fatti della Prima Guerra di Indipendenza con le Cinque Giornate di Milano. Proprio in quella occasione, i ticinesi vennero accusati dagli asburgici di accogliere profughi italiani favorendo cospirazioni rivoluzionarie. La ritorsione dell’Austria nei confronti della Svizzera si fece sentire da subito. Vennero espulsi 6000 ticinesi che lavoravano in Lombardia, con tanto di minacce da parte del governo degli Asburgo nei confronti degli svizzeri. 

I Fortini della Fame sorsero proprio per questa storica ragione; proteggere le vie d’accesso ai passi del San Gottardo e San Bernardino in caso di una invasione da sud da parte dell’Austria, impiegando nella costruzione dei suddetti gli espulsi dalla Lombardia che erano ridotti alla fame per mancanza di lavoro.

 

Le vigne tra le fortificazioni

Provate ad immaginarvi quanto possa essere bella e affascinante una cantina vitivinicola che ha la sua sede nel bel mezzo di un fortino. Vi potrete togliere questo sfizio giungendo al termine della lunga passeggiata suggerita dall’itinerario quando arrivando ai Fortini della Fame di Sementina, vi ritroverete alla Cantina Pizzorin. Il nome della cantina non è riferito al proprietario dell’azienda, bensì al luogo in cui venne costruita; a pizzo sul torrente Sementina. Giancarlo Pestoni, una somiglianza nemmeno tanto vaga con l’attore Robert Redford, dirige la sua azienda con l’aiuto della moglie e delle due figlie, producendo vini che anno per anno incontrano il gusto dei palati più fini.

Pestoni non ha fatto tutta la vita il mestiere del vignaiolo, arriva da altri mondi lavorativi, questo non gli ha impedito di mettersi in discussione qualche anno fa dedicando energie e passione allo sfruttamento della terra. Il terreno tra i Fortini della Fame l’ha ereditato dalla famiglia, tutto quello che si vede e si gusta oggi, è opera della sua tenace volontà. I risultati si vedono e soprattutto si sentono. I vini della Cantina Pizzorin parlano di amore viscerale per quel piccolo e impervio appezzamento di terra accanto al torrente Sementina, da dove riescono a nascere dei Merlot che rimangono nella memoria a lungo. L’Arcada o il Pizzorin, due fra i prodotti della selezionatissima e volutamente limitata gamma di vini della cantina, sono un piacere per il palato.

La Bondola, altri fiore all’occhiello dell’azienda, non disdegna il confronto con gli altri rossi appena menzionati. Infine lo Chardonnay e il Merlot vinificato in bianco. Dei classici dell’enologia ticinese, che possono essere classificati fra i migliori bianchi di un territorio dove i rossi l’hanno sempre fatta da padrone. Insomma, dopo una scarpinata impegnativa come quella appena proposta, perché non fare l’ultima tappa in relax dal buon Giancarlo Pestoni?

 

Il Ponte Tibetano e i sentieri da vivere

 

Avv. Flavia Marone, presidente OTR Bellinzonese e Alto Ticino 

 

La sponda destra del Fiume Ticino è sicuramente una regione che annovera numerose testimonianze storiche e architettoniche, ricca di sentieri escursionistici per tutti i gusti e che lascerà affascinato dal panorama circostante anche il visitatore più esigente. L’importante presenza del Ponte Tibetano, che con i suoi 270 m rimane uno dei più lunghi della Svizzera, ha suscitato un grande interesse per questa regione che ha visto l’arrivo di oltre 70’000 visitatori durante l’ultimo anno. Il ponte collega Curzútt, unico e pittoresco nucleo dell’antico comune di Monte Carasso resistito nel tempo, alla suggestiva Via delle Vigne, un cammino sensoriale che si affaccia sulle colline di Sementina e Gudo. Il caratteristico nucleo di Curzútt con le sue costruzioni in sasso, è stato recentemente restaurato alla perfezione dalla Fondazione Curzútt-S. Barnàrd, e ospita oggi anche un ostello, un ottimo ristorante e un parco giochi per i più piccini. Partiti da Curzútt incontriamo S. Barnard, la cui omonima chiesetta è uno dei cinque monumenti d’importanza nazionale presenti nel Bellinzonese e, attraversato il Ponte Tibetano, l’Oratorio di San Defendente che testimonia di analoghi insediamenti sull’altro versante della Valle di Sementina. Questo sentiero consente di percorrere a piedi l’itinerario che idealmente unisce il patrimonio UNESCO dei Castelli di Bellinzona al Lago Maggiore, permettendo di deliziarsi con qualche assaggio di prodotti locali e vini pregiati situati sulla Via delle Vigne. I collegamenti verticali portano invece sugli antichi alpeggi di Orino, Mognone e Albagno, con le loro rispettive capanne. Grazie invece ad una pratica funivia si raggiunge Mornera, una terrazza naturale rivolta a sud immersa nel verde, dalla quale si gode di uno splendido panorama sul Bellinzonese, sul Piano di Magadino e sulle principali vette del Sottoceneri. Situata a 1400 m e grazie al clima ventilato e alla sua conformazione, Mornera è il luogo perfetto per gli amanti dell’avventura: è una base di partenza ideale per gli appassionati del volo con il parapendio, e meta anche per gli amanti dell’arrampicata. Da qui partono inoltre incantevoli camminate per amanti della natura incontaminata, con sentieri che variano da facili a più impegnativi. Ritornando a Monte Carasso troviamo infine l’Antico Convento delle Agostiniane e a Sementina i Fortini della Fame.