Politici, economisti, scienziati: tutte le categorie di studiosi attivi a livello regionale e nazionale sono state coinvolte  in questo importante momento di riflessione, con interventi focalizzati sulle sinergie necessarie alla creazione di innovazioni a sostegno di uno sviluppo sostenibile della società.

Trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube della SUPSI, l’evento è stato moderato da Giambattista Ravano, Direttore della ricerca, dello sviluppo e del trasferimento della conoscenza SUPSI, e da Giada Marsadri, redattrice e presentatrice.

“Sono numerose le sfide globali che interrogano la comunità scientifica, la politica e il mondo economico a livello locale, nazionale ed internazionale”, ha esordito nel suo discorso di apertura il Presidente del Consiglio SUPSI, Alberto Petruzzella, sottolineando l’importanza del Forum come piattaforma prima di tutto di dialogo: “Si tratta di tematiche che ritroviamo qui, oggi, riunite attorno al tavolo del Forum, con l’obiettivo di proporre spunti di riflessione, stimolare idee e formulare proposte a sostegno di uno sviluppo sostenibile della società. Perché il ruolo di un’istituzione universitaria come SUPSI è anche quello di favorire il dialogo tra i diversi attori e creare occasioni di incontro come questa, cosciente del fatto che la sostenibilità richiede soluzioni condivise».

Il Forum è successivamente entrato nel vivo con l’intervento di Simonetta Sommaruga, Consigliera federale, Capo del Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, che ha rimarcato l’importanza della tecnologia nell’ambito dello sviluppo sostenibile della società, sottolineando il ruolo della Svizzera e della nostra regione quale attore chiave nell’ecosistema dell’innovazione: «Il Canton Ticino è ricco di progetti all’avanguardia, non sempre facili da realizzare, ma nei quali ricercatrici, ricercatori, autorità, cittadine e cittadini hanno creduto e continuano a credere. Da questo punto di vista SUPSI ha sviluppato nel tempo una buona capacità di fare rete e stabilire sinergie progettuali tra diversi partner, progetti e discipline. Una scuola universitaria professionale ai confini tra la scienza e la pratica, orientata allo sviluppo di soluzioni innovative sostenibili volte a generare ricadute positive per la collettività».

Su questo tema si sono concentrati anche Antonella Chadha Santuccione, Co-fondatrice e Direttrice del Women’s Brain Project (WBP) e Head of Stakeholder Engagement presso Biogen, e Christoph Beuttler, Responsabile della politica climatica di Climeworks, con la presentazione di due casi aziendali innovativi con un particolare occhio di riguardo alla sostenibilità. A seguire si è svolta la tavola rotonda cui hanno partecipato, oltre ai relatori sopra citati, Alessandra Alberti, Direttrice di Chocolat Stella SA, Manuele Bertoli, Presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, Capo del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Claudio Boër, già Vicepresidente del Consiglio e referente sostenibilità SUPSI, Christian Gattiker, Direttore della Ricerca presso Julius Bär, Marcel Tanner, Presidente delle Accademie svizzere delle scienze, Tatjana Volkova, Professoressa in Gestione Strategica e di Gestione dell’Innovazione alla BA School of Business and Finance (Lettonia).

L’evento si è concluso con l’intervento di Franco Gervasoni, Direttore generale della SUPSI: «Mi sono sentito sinceramente fiero quando la Consigliera federale nel suo intervento ha dato valore alla nostra capacità di cooperare in rete, di collaborare con le altre istituzioni accademiche e con il territorio, di far dialogare al proprio interno culture disciplinari diverse. Si tratta di attitudini non scontate che sono entrate in questi 25 anni a far parte della cultura della SUPSI, grazie all’azione quotidiana di molte persone consapevoli che solo con questo approccio è possibile far fronte alle nostre responsabilità con un orizzonte di medio e lungo periodo. Attitudini che permettono di realizzare insieme ai nostri partner progetti concreti e innovativi, testimonianze di sostenibilità applicata, come le iniziative presentate questo pomeriggio».

Giunto alla sua terza edizione, il Forum innovazione Svizzera italiana è nato come momento di confronto volto a promuovere un dibattito tra politica, scienza ed economia sul ruolo dell’innovazione in generale ed in particolare per lo sviluppo della Svizzera italiana. Gli interventi proposti si sono focalizzati sull’importanza della sostenibilità nell’ambito delle attività condotte da aziende e istituzioni accademiche all’interno dell’ecosistema dell’innovazione. Tra i temi al centro del dibattito, la necessità di attivare un cambiamento nello sviluppo e nell’utilizzo di idee, concetti, processi, servizi e prodotti per contribuire alla sfida climatica, all’equità sociale e alla resilienza economica. In passato, sostenibilità e innovazione sono state spesso considerate tematiche opposte. Questo perché molte innovazioni tecnologiche e industriali erano considerate una delle cause principali del consumo di risorse naturali o avevano un impatto negativo sulla vita personale e sociale. Oggi, invece, l’innovazione è strettamente legata alla sostenibilità nel suo senso più ampio. Il dibattito promosso dal Forum ha evidenziato come sia possibile fare la differenza solo attraverso un’azione congiunta e integrando la tecnologia nella strategia e negli obiettivi di sostenibilità. Tutti gli investimenti tecnologici devono dunque essere considerati ed approcciati attraverso una lente di sostenibilità. Oltre ai momenti di confronto, nell’atrio del Palazzo dei Congressi è stata esposta una selezione dei circa 700 progetti condotti annualmente dalla SUPSI nell’ambito della ricerca applicata e dei servizi al territorio, presentati dalle ricercatrici e dai ricercatori attivi in molteplici settori.