QComuni e Canton Ticinoueste settimane segnano l’avvio di una stagione politica, che culminerà con le elezioni cantonali previste l’11 aprile 2027. I responsabili delle municipalità del nostro Cantone si troveranno a elaborare strategie amministrative e pianificatorie che dovranno non solo convivere con una campagna elettorale prevedibilmente movimentata, ma successivamente confrontarsi con un Gran Consiglio e un Consiglio di Stato rinnovati dalla volontà popolare, la quale, a sua volta, nel 2028 si esprimerà anche per il rinnovo degli equilibri politici comunali. Chiediamo ai sindaci delle principali città del Cantone un’opinione previsionale sulle evoluzioni che inevitabilmente si rifletteranno sulla cittadinanza.

«Pur rimanendo convinto», ricorda Mario Branda, Sindaco di Bellinzona, «che la Città sarà come sempre chiamata a proseguire sulla rotta intrapresa in questi ultimi anni di consolidamento del nuovo Comune, e quindi in una logica di sostanziale autonomia decisionale rispetto alle dinamiche esterne, inevitabilmente le future configurazioni degli organi politici di livello cantonale avranno ripercussioni sul grado istituzionale “inferiore”. Penso in particolare alle decisioni prese in materia di distribuzione degli oneri tra questi due livelli, che negli ultimi anni, immagino anche come conseguenza delle autoinflitte difficoltà di bilancio incontrate dal Cantone, si sono rilevate penalizzanti per i Comuni e per una Città come Bellinzona, erodendone le già esigue disponibilità finanziarie e, quindi, limitando le possibilità di azione sul fronte di servizi e progetti a favore della popolazione. È fondamentale che con il nuovo governo che uscirà dalle prossime elezioni si possa davvero cambiare rotta».

Comuni e Canton Ticino«Negli ultimi anni», precisa il Sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, «i Comuni polo del Canton Ticino si sono ritrovati con sempre nuovi aggravi finanziari da parte del Cantone. Si tratta di cifre difficilmente prevedibili che mettono in difficoltà la pianificazione finanziaria annuale, fondamentale soprattutto per i cinque Centri economici di riferimento cantonale. Prossimamente avremo pure le “fatture” delle due iniziative sulle casse malati accolte in votazione lo scorso settembre, che in parte peseranno sulle nostre casse comunali. In questo contesto le entrate fiscali non riescono a compensare quanto viene maggiormente addebitato dal Consiglio di Stato. Altra problematica che ci concerne come Comune di Chiasso è il futuro dei cosiddetti “permessi S” che riguardano i cittadini ucraini e che scadranno nel prossimo anno. Attualmente a Chiasso abbiamo una numerosa comunità proveniente dall’Ucraina, composta da circa  400 persone. Se non ci saranno ripensamenti da parte della Confederazione, il 25% degli eventuali contributi cantonali di assistenza saranno a carico dei comuni e, anche qui, saranno soprattutto i Comuni di maggior peso a sopportarne le conseguenze. In questa congiuntura economica complicata non è semplice svolgere il compito primario di traino per l’economia cantonale. Sarà quindi fondamentale avere un dialogo diretto con il nuovo Consiglio di Stato allestendo se possibile un piano degli oneri finanziari condiviso su più anni. La pianificazione delle entrate e delle uscite sul medio e lungo termine sarà fondamentale per i principali centri del Cantone».

Comuni e Canton Ticino«È inevitabile», prosegue Nicola Pini, Sindaco di Locarno, «che quanto succede a livello di politica cantonale abbia un riverbero su quanto stiamo portando avanti, sia come Tavolo dei poli urbani che come singole Città. Dobbiamo sempre ricordarci, e soprattutto ricordare alle istituzioni cantonali, che in definitiva per i cittadini l’ente pubblico è uno solo, ed è chiamato a proporre e risolvere nell’interesse generale: serve a poco scaricare oneri e responsabilità, come è controproducente attuare politiche pubbliche cantonali e comunali non coordinate tra di loro. È un aspetto importante che come Municipi, e come Sindaci, sentiamo molto, anche perché abbiamo la fortuna di rappresentare le Istituzioni più prossime alla cittadinanza, con cui interagiamo costantemente. Spero ad ogni modo che il rinnovo dei poteri cantonali prima e di quelle comunali porti da un lato a trovare maggiori convergenze su alcuni punti che ci vedono ora su posizioni diverse, mentre dall’altro permetta di portare avanti progetti importanti sui quali stiamo lavorando insieme. Per Locarno penso in particolare al prospettato Museo cantonale di storia naturale con la relativa riqualifica del comparto strategico di Santa Caterina, che integrerà perfettamente gli investimenti portati avanti non solo dalla Città, che ha previsto nelle riqualifiche di Rotonda, Piazza Grande e Largo Zorzi, ma anche dai privati, ad esempio con il Grand Hotel e le botteghe Varenna. Penso però anche alla sistemazione del Pretorio, all’edilizia scolastica e allo sviluppo del settore strategico dell’audiovisivo, in modo da sfruttare e non solo subire la digitalizzazione. Tutti progetti importanti non solo per Locarno, ma per il Ticino tutto».

Comuni e Canton Ticino«Fare previsioni in questo momento non è assolutamente facile», commenta il Sindaco di Lugano, Michele Foletti: «È però già oggi prevedibile che sarà una competizione molto incerta alla luce di alcuni fattori che oggi conosciamo: la non disponibilità di Christian Vitta a ricandidarsi, il divorzio tra Lega ed UDC e il matrimonio a sinistra con la lista unica PS-Verdi-MPS. Quindi si aprono molti scenari sulla possibile futura composizione del Consiglio di Stato. Sarà poi interessante capire quali equilibri o squilibri ci saranno nella composizione del parlamento che potrebbe ritrovare la capacità di collaborare oppure continuare in una costante contrapposizione. Capiremo tutto l’11 aprile 2027, ma l’importante è che la campagna elettorale non impedisca a questo Cantone di trovare quelle soluzioni responsabili che ci permettano di guardare al futuro con un po’ di ottimismo. Il rischio è che nella speranza di conquistare qualche voto in più vengano prese decisioni per soluzioni inapplicabili che rischiano di provocare più problemi di quelli che si sarebbe voluto risolvere».

Comuni e Canton Ticino«La Città di Mendrisio», osserva Samuele Cavadini, Sindaco di Mendrisio, «costruisce la propria visione sui suoi punti di forza: il polo universitario, un’economia dinamica, un patrimonio culturale e paesaggistico straordinario, la vicinanza alle cittadine e ai cittadini e una posizione strategica al centro di importanti collegamenti. Da questa consapevolezza sono nati progetti come Mendreasy, che raccontano un territorio in cui vale la pena vivere, lavorare, studiare, fare impresa e costruire il proprio futuro.

Mendrisio assume con convinzione il proprio ruolo di città-capoluogo. Per le competenze, i servizi e le reti che mette a disposizione, contribuisce ogni giorno allo sviluppo dell’intera regione del Mendrisiotto. È una responsabilità, che condivide con gli altri capoluoghi ticinesi.

La nuova “stagione politica” è l’occasione per riconoscere con maggiore chiarezza il ruolo strategico delle città. Tutti i Comuni sono fondamentali, ma non tutti svolgono la stessa funzione. Chi genera servizi, opportunità e sviluppo per un’intera regione deve poter contare su relazioni istituzionali solide, strumenti adeguati e un dialogo costruttivo con il Cantone. È da questa collaborazione che nasce una crescita equilibrata e condivisa, a beneficio di tutto il Ticino. Investire su Mendrisio significa investire in uno dei motori dello sviluppo cantonale. Se il ruolo dei capoluoghi è riconosciuto con chiarezza, anche le decisioni nel prossimo quadriennio diventano…easy».