making-multilateralismIn un contesto globale segnato da cambiamenti rapidi e spesso inattesi, il multilateralismo torna al centro del dibattito. L’incontro di Davos ha offerto l’occasione per riflettere su come le istituzioni internazionali possano rinnovarsi di fronte a un panorama geopolitico sempre più complesso. Le società evolvono, le priorità cambiano e le amministrazioni pubbliche sono chiamate a mantenere credibilità, competenza e capacità di interpretare innovazioni che influenzeranno anche il consenso democratico del futuro.

Tutti gli attori della società civile globale si muovono oggi in un processo circolare in cui premesse, motivazioni ed effetti si influenzano reciprocamente. In questo quadro, le istituzioni internazionali devono riaffermare la loro funzione di generatrici di soluzioni concrete e affidabili.

Frammentazione e paradosso nazionale

La crescente frammentazione politica, economica e tecnologica spinge molti Stati a privilegiare le proprie esigenze nazionali. Una scelta di cui prendere atto, ma che produce conseguenze che superano i confini e ricadono sulla collettività internazionale, mettendo alla prova la capacità del sistema globale di prevenire crisi e garantire stabilità. Ecco quindi che un clima di fiducia fragile, la cooperazione multilaterale rinnova la sua centralità.

Tuttavia questa è una prospettiva che richiede soluzioni coordinate alle innovazioni tecnologiche e alle trasformazioni economiche in corso di sviluppo.

È in questo scenario che Ginevra riafferma la sua centralità come faro della diplomazia contemporanea, confermandosi come un ecosistema unico per legittimità storica, competenze tecniche, stabilità e apertura al dialogo.

Migliaia di professionisti vi lavorano quotidianamente su temi globali come la salute, i diritti umani, il commercio e la stabilità geopolitica. La strategia della Confederazione nella sua qualità di nazione ospitante (prossima ad essere rinnovata anche per il quadriennio 2026–2029), rafforza la vocazione internazionale della città del Lemano grazie alle sue confermate disponibilità in materia di accoglienza, ad infrastrutture moderne, a partenariati innovativi ed a una governance tecnologica capace di collegare scienza e diplomazia.

Ecco quindi che, anche grazie a queste osservazioni, la necessità di rinnovare il multilateralismo internazionale nasce dalla consapevolezza che la frammentazione attuale è un cambiamento evolutivo che attraversa la società, e caratterizza anche la economia e le tecnologie. In aggiunta, per restare efficace, il sistema internazionale deve elaborare soluzioni diffuse, inclusive e realistiche, vicine ai bisogni della società contemporanea.

Le analisi presentate a Davos convergono su un punto centrale: servono soluzioni globali a dei problemi altrettanto globali. La tecnologia può essere un alleato strategico, ma sollecita una governance altrettanto strategica e responsabile. Le istituzioni devono diventare più agili, più connesse e sensibili a prevenire i rischi. Ginevra, grazie al suo ecosistema socio-amministrativo unico, può guidare questa trasformazione, offrendo uno spazio neutrale e credibile dove il dialogo resta possibile anche nei momenti più complessi.

Il messaggio finale dell’incontro alla House of Switzerland quindi è chiaro: il mondo ha ancora bisogno di ambiti sicuri, prevedibili e stabili, in cui le sfide mondiali trovino le competenze adatte a prospettare soluzioni internazionali.

La società civile continua a sollecitare regole condivise e un multilateralismo in grado di adattarsi, innovare e restare vicino ai bisogni reali delle persone.

Poiché, più che in qualsiasi altro momento di un’epoca di incertezze e tensioni, oggi è compito della nostra responsabilità collettiva costruire un futuro più stabile, più sicuro e più umano.

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© FDFA, Presence Switzerland