Il testo finale della nuova legge è stato adottato dal Parlamento svizzero nel settembre 2020 e ci si attende l’entrata in vigore della nuova LPD nella seconda metà del 2022 o nei primi mesi del 2023, essendo scaduto il termine per inoltrare un referendum nel gennaio 2021.

Malgrado la data di entrata in vigore non sia ancora stata definita, è fondamentale per le aziende svizzere iniziare a prepararsi fin da subito, in quanto il nuovo testo prevede delle novità rilevanti rispetto alla versione attuale della legge, che necessitano dell’adozione di provvedimenti e processi la cui implementazione richiede tempo.

Alcune tra le principali novità previste dal nuovo testo di legge sono l’applicazione extraterritoriale della stessa, l’introduzione dell’obbligo di tenere un registro delle attività di trattamento di dati personali, un ampliamento degli obblighi di fornire informazioni alle persone interessate dal trattamento e dei loro diritti, nuove sanzioni in caso di una violazione delle disposizioni di legge, così come l’introduzione di alcuni concetti e processi concretizzati anche dal RGPD quali la “privacy by design” e “by default” o la necessità di una “valutazione d’impatto sulla protezione dei dati”.

Malgrado la nuova LPD riprenda in gran parte concetti contenuti nel RGPD, essa non corrisponde completamente alla legge europea e prevede alcune disposizioni che vanno oltre la stessa, mentre impone obblighi meno rigidi per altri aspetti, quali ad esempio i requisiti posti al consenso della persona interessata.

Non tutte le aziende svizzere si sono ad oggi dovute confrontare con il RGPD europeo, in quanto questo non è direttamente applicabile alle stesse e lo diventa solamente se queste eseguono attività di trattamento dei dati personali che ricadono nel suo campo d’applicazione. Pertanto, quelle aziende che non hanno ancora dovuto adattare i loro standard relativi alla protezione dei dati personali al RGPD dovranno adottare un approccio globale nel valutare e pianificare la necessità di intervento rispetto alla nuova LPD, prevedendo un’analisi approfondita delle lacune che presenta l’azienda in termini di conformità alla nuova legge ed elaborando un piano d’azione per attuare le nuove disposizioni legali.

Tax Update EY Lugano

Introdotto da Sandro Jaeger, Senior Corporate Tax Manager, Ernst & Young SA, Lugano, l’incontro ha messo a fuoco la questione di come la recente entrata in vigore della riforma fiscale svizzera ha ampiamente attirato l’attenzione dei media e del dibattito pubblico, in particolare, per quanto riguarda l’abolizione dei regimi fiscali privilegiati.

Il Canton Ticino ha fortemente puntato su specifiche misure di incentivazione fiscale a favore dell’innovazione e delle attività di ricerca e sviluppo che si traducano in potenziali benefici per le imprese che operano nel nostro territorio. Per poter usufruire di queste opportunità, però, è necessario essere adeguatamente informati.

Durante l’evento sono intervenuti esperti nazionali e internazionali che hanno condivideranno le loro conoscenze sulle nuove normative fiscali insieme alle nuove sfide che devono essere affrontate in Svizzera e in particolare nel Canton Ticino.

L’innovazione tecnologica rappresenta il principale motore dello sviluppo economico nonché la base per la valorizzazione delle potenzialità produttive del nostro territorio. L’attuale crisi pandemica ha costretto persone e imprese ad affrontare i propri limiti. In tale contesto, gli attori economici hanno dovuto rivedere la propria visione di business e marketing mentre il mondo del lavoro veniva stravolto dalle regole di distanziamento sociale imposte a livello globale. La digitalizzazione è diventata un bisogno primario e il progresso tecnologico che ne deriva costituisce un requisito imprescindibile di una ripresa solida e duratura.

Il mondo della fiscalità non è rimasto escluso da questo principio di rivoluzione. La recente approvazione della Riforma Fiscale ha catalizzato ampiamente l’attenzione di media e opinione pubblica soprattutto per quanto concerne il tema legato all’abolizione dei regimi di tassazione privilegiata: tanti ne hanno parlato, tutti ne sono a conoscenza.

In tale prospettiva, il Cantone ha fortemente puntato su specifiche misure di incentivazione fiscale a favore dell’innovazione e delle attività di ricerca e sviluppo che si traducono in potenziali vantaggi per le aziende operanti sul nostro territorio.

Sharon Cina, Avvocato, Perito fiscale presso i Servizi centrali della Divisione delle contribuzioni del Cantone Ticino, affrontando il tema delle misure a sostegno dell’innovazione, ha sottolineato tra l’altro che su richiesta del contribuente è permessa una deduzione supplementare in ragione di un importo pari al 50% delle spese di ricerca e sviluppo giustificate dall’uso commerciale e sostenute in Svizzera direttamente dal contribuente o indirettamente da terzi. Inoltre «è considerata “ricerca e sviluppo”, la ricerca scientifica e l’innovazione fondata sulla scienza di cui all’articolo 2 della legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione del 14 dicembre 2012. La deduzione supplementare, ai sensi del capoverso 1, è ammessa per le spese per il personale direttamente imputabili alla ricerca e allo sviluppo, a cui si aggiunge un supplemento pari al 35 per cento di queste spese, fino a concorrenza delle spese complessive del contribuente».

Nic Weber, Senior VAT Manager, Ernst & Young SA, si è soffermato sui contributi pubblici relativi al COVID-19 considerati flussi di mezzi finanziari. In considerazione della situazione straordinaria, i contribuenti non devono quindi procedere ad alcuna riduzione della deduzione dell’imposta precedente in caso di ottenimento di simili contributi. Sono considerati contributi COVID-19, i pagamenti, i vantaggi in termini di interessi sui prestiti, le rinunce al rimborso dei prestiti o i condoni dei debiti, la cui base legale (legge, ordinanza, regolamento, decreto, ecc.) si fonda sulle misure legate al COVID-19 e che sono stati accordati dopo il 1° marzo 2020.