Perché avete deciso di trasferire i vostri uffici a Lamone?
«La prima motivazione è di carattere logistico, legata al fatto che gli spazi di via Pioda, a Lugano, risultavano ormai insufficienti a ospitare lo staff e ad accogliere in modo adeguato la clientela. Di qui la scelta di trasferirci a Lamone, in via Vedeggio 3, in un ambiente molto più grande, modernamente arredato e dotato di tutti i comfort che un luogo di lavoro oggi richiede».
La relativa lontananza rispetto al centro di Lugano può rappresentare un problema?
«Al contrario, penso che a breve possa trasformarsi in un vantaggio. Senza nulla togliere al centro di Lugano, è ormai in atto un processo di decentramento di uffici direzionali e di sedi aziendali verso aree appena più periferiche che tuttavia non soffrono di quei problemi di congestione, in primo luogo dovuti al traffico, che affliggono il centro città».
Perché proprio Lamone?
«Sulla nostra decisione ha indubbiamente influito l’opportunità offerta dalla disponibilità di uno stabile nuovo e spazioso, architettonicamente molto valido. Ma non è da sottovalutare la precisa volontà di orientarci verso scelte consapevoli ed ecocompatibili, a cominciare da una mobilità “leggera” che preferisce l’utilizzo del treno rispetto all’auto privata. Lamone si trova lungo la linea ferroviaria che collega Lugano al Gottardo, è ottimamente servita da frequenti collegamenti e la stazione si trova proprio a poche decine di metri dai nostri uffici».
Questa attenzione nei confronti del rispetto ambientale si ritrova anche negli uffici?
«Abbiamo cercato di adeguarci il più possibile a criteri di risparmio energetico e di compatibilità ambientale, con soluzioni innovative per quanto riguarda gli impianti tecnologici, la rete informatica, l’utilizzo dei materiali. Siamo convinti che quella della tutela ambientale sia una scelta che coinvolge ormai direttamente la responsabilità sociale delle aziende e in questa prospettiva siamo stati ben contenti di dare anche noi un contributo».
Questo trasferimento giunge al termine di un anno che si chiude in modo positivo?
«Direi che è stato un anno molto positivo per tutti i settori che rappresentano il nostro core business, che sono appunto la revisione e la consulenza fiduciaria. Nella revisione continuiamo a occupare un ruolo di primo piano, nonostante la concorrenza e il fatto che molte aziende rinuncino, a termini di legge, a una revisione contabile esterna. Per ciò che attiene la consulenza abbiamo continuato a crescere in virtù anche dell’offerta di nuovi servizi e dei processi di innovazione e digitalizzazione applicati anche al nostro settore».
La vostra attività si indirizza sempre più verso la consulenza alle aziende?
«La consulenza rappresenta un campo che è molto cresciuto negli ultimi anni e che va assumendo un ruolo sempre più importante. Per far fronte alle diverse esigenze abbiamo messo a punto apposite metodiche di consulenza riguardo a tematiche come la fiscalità nazionale e internazionale o quella legata alle successioni aziendali, che già oggi investe un numero crescente di imprese svizzere e che crescerà ulteriormente di importanza nei prossimi anni».