Il centro ha sede nel Campus Ovest dell’USI a Lugano e offre a studenti e ricercatori la possibilità di consultare il proprio archivio, che contempla una raccolta dagli anni settanta degli atti giudiziari delle inchieste legate al Ticino, e dal 2010 degli atti giudiziari delle inchieste riguardanti il resto della Svizzera. Le vicende repertoriate fino ad ora sono quasi un centinaio, per un totale di oltre 400 nomi. Ogni dossier è composto da atti giudiziari, articoli di stampa, servizi televisivi e radiofonici, fotografie e altro materiale. È disponibile sia in versione digitale, sia in forma cartacea. Una simile banca dati consente approfondimenti scientifici sulle dimensioni e le caratteristiche del fenomeno e la costruzione di progetti di ricerca nel contesto nazionale e internazionale.
“Le mafie italiane rappresentano attualmente una minaccia considerevole per la Svizzera”. È questo l’allarme lanciato nel dicembre del 2019 dal Dipartimento federale di giustizia e polizia che ha convinto diversi organi della necessità di un osservatorio permanente.
Un fenomeno tanto radicato quanto discreto. La ‘ndrangheta si è garantita l’ascesa nel panorama criminale proprio grazie a caratteristiche come l’ermeticità della struttura e la capacità di mimetizzarsi perfettamente nel tessuto sociale. Per gli inquirenti il compito è più che mai arduo, e tra l’opinione pubblica quello delle mafie è ancora percepito – a torto – come un problema lontano dalla nostra realtà.
L’Osservatorio punta anche a organizzare diverse attività di carattere formativo e divulgativo destinate, da una parte, a individuare le questioni problematiche di carattere sostanziale e processuale, offrendo al contempo possibili soluzioni in una prospettiva di riforma normativa e, d’altra parte, a promuovere nella popolazione, e soprattutto nei giovani, la conoscenza del tema e l’educazione alla legalità. Il primo di questi appuntamenti è fissato per il 16 settembre prossimo, nel quadro dei festeggiamenti per il 25esimo dell’USI, con un convegno intitolato “Tracce della criminalità organizzata in Ticino tra passato e presente” in cui interverranno come relatori Alessandra Cerreti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e Roy Garré, Presidente della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.