7 milioni di franchi, è questo il costo dei lavori di ristrutturazione dello stabile di palazzo Turconi, che rientrano nel progetto di ampliamento del campus dell’Accademia, possibile grazie al credito ottenuto nel novembre 2018 dal Gran Consiglio ticinese.
Alla cerimonia ufficiale erano presenti il Presidente del Consiglio di Stato, Manuele Bertoli e il Rettore dell’Università della Svizzera italiana, Boas Erez.
“I lavori di ristrutturazione dello stabile – spiegano da USI – erano iniziati nel gennaio 2019 e si sono conclusi negli scorsi mesi, permettendo il trasloco di oltre 130mila volumi dalla sede originaria della Biblioteca dell’Accademia di architettura ai nuovi spazi, che costituiscono uno dei centri di documentazione e di ricerca scientifica più importanti in Europa su architettura e arte”.
La nuova biblioteca USI
La nuova sede oggi aperta al pubblico si estende su 1.800 m2, dispone di 110 postazioni di studio individuale e di 4 sale-studio per lavori di gruppo. Negli scaffali a libero accesso trovano posto la collezione generale, le biblioteche d’autore e una vastissima collezione di riviste di architettura, arte, design, fotografia, restauro, pianificazione urbana, territoriale e di progettazione del paesaggio. In sale appositamente climatizzate sono conservati i volumi antichi, le collezioni di grafica e quelle di fotografia. La Biblioteca offre inoltre accesso ai servizi di swisscovery, la nuova piattaforma di ricerca che riunisce il patrimonio di 475 biblioteche accademiche svizzere e dà accesso all’intero repertorio di documenti scientifici custoditi in Svizzera: oltre 30 milioni tra libri e periodici, e più di 3 miliardi di articoli in formato elettronico.
Palazzo Turconi
La realizzazione di una biblioteca all’interno di un edificio di grande valore storico e culturale pone la domanda sul rispetto della memoria del monumento. La tipologia architettonica di Palazzo Turconi, concepito nel XIX secolo per accogliere una struttura ospedaliera, ha dimostrato una grande capacità di trasformazione, in primo luogo come spazio didattico per gli atelier di progettazione, e poi come luogo di studio e di ricerca dove il libro diventa il protagonista privilegiato.
Nel caso di Palazzo Turconi, il principio organizzativo è semplice. Si raggruppano i volumi (libri) al centro degli spazi, al riparo dai raggi diretti del sole, e li si porta alla finestra per aprirli e consultarli intorno alla corte centrale che diviene così la sala di lettura su cui sono rivolti tutti gli sguardi. Dal proprio posto a sedere individuale si appartiene così alla comunità dei fruitori di questo luogo.
Tutti i nuovi interventi, (tecnologici, strutturali, ecc.) sono stati concepiti e realizzati in maniera reversibile al fine di non alterare la natura dell’edificio con la costante preoccupazione di esprimere chiaramente ciò che è nuovo da ciò che è storico, evitando così di cadere in un “pastiche”.