Massimo Baciocchi, classe 1990, vive ogni giorno vive la sfida di trovare l’equilibrio fra una comunicazione che raggiunga le persone sorde e quelle udenti. La lingua dei segni? Da quando ha assunto l’incarico nel 2017 ha iniziato a studiarla e ora sa esprimersi discretamente.

Quante persone sorde vivono in Svizzera?

«La stima è di 10’000 sordi profondi, di cui circa 500 in Ticino. Considerando gli audiolesi con problemi più o meno gravi di sordità si va tra il mezzo milione e le 800’000 persone in Svizzera».

Le parole lasciano un segno. Quali termini sono accettati dalla comunità dei sordi?

«Il termine non udente non è apprezzato perché porta al suo interno la negazione di una capacità; sordo muto neppure, perché nega la capacità di parola. Se durante l’infanzia e la crescita hanno la possibilità e il sostegno per imparare a parlare, per quanto complesso come apprendimento, i sordi sono in grado di parlare come gli udenti».

Il vostro obiettivo primario è assicurarvi che le persone sorde e audiolese possano far valere i propri diritti.

«Rappresentiamo una minoranza; il sostegno politico è fondamentale, l’unica strada percorribile per approvare leggi che devono poi essere applicate. Il Consiglio federale nei prossimi due anni dovrà proporre delle misure concrete per il riconoscimento ufficiale delle lingue dei segni; anche a livello cantonale siamo in attesa del riconoscimento. C’è attenzione verso le nostre richieste per affrontare le difficoltà e abbattere le barriere. E poi collaboriamo con i Comuni: Lugano richiede interpreti di lingua dei segni per le cerimonie del 1° agosto e di Capodanno, mentre Bellinzona per l’incontro annuale con la popolazione. Speriamo di continuare ad ampliare l’offerta».

La lingua dei segni è molto più di un linguaggio?

«Sì, i sordi non hanno solo una loro lingua ma anche una cultura propria, diversa da quella degli udenti. Quando si ritrovano, possono adottare la lingua dei segni senza inibizione e parlare con chi vive la stessa situazione. Questo però non è un ostacolo: la comunicazione con gli udenti è comunque molto buona».

Come riuscite a spiegare che non si tratta solo di una lingua?

«Cerchiamo di portare alla luce questa cultura in un vasto lavoro di rete. Promuoviamo campagne, sensibilizzazione nelle scuole, App dedicate, l’Award Access come riconoscimento per quelle aziende che si impegnano a favore dell’inclusione – come l’Oréal che nel 2018 ha formato tre apprendiste: una makeup artist e due visagiste. Lo slogan che abbiamo lanciato per la giornata internazionale delle lingue dei segni (23 settembre) è Sordi sì, ma non senza voce!».

Che cosa è il Café des signes?

«Gestire una buvette o un ristorante per una/mezza giornata con personale sordo significa invitare tutti ad approcciarsi alla lingua dei segni, presentare la quotidianità e le capacità professionali dei sordi. Fra l’altro, in ottobre eravamo al bar del Gran Consiglio e per tre anni Locarno on Ice ci ha dato in gestione una cupola per una giornata. Sono momenti apprezzati e spesso veniamo richiamati».

Segni è anche un magazine su RSI LA1 una domenica al mese.

«Con il servizio pubblico collaboriamo molto bene. Dal 2018 l’edizione principale del TG delle 20.00, interpretata in lingua dei segni, è visibile sul tasto rosso e da gennaio anche Il Giardino di Albert. Segni, invece, è una trasmissione di sordi per i sordi, ma non solo, che presenta difficoltà, successi e aspetti inediti di un mondo che si batte per l’integrazione».

Che cos’è la STRP

La STRP Società Ticinese di Relazioni Pubbliche è stata fondata nel 1981 come gruppo regionale della SSRP Società Svizzera di Relazioni Pubbliche, ora PR Suisse. Riunisce professionisti nel campo delle PR, della comunicazione e dei settori affini. La STRP organizza regolarmente appuntamenti per promuovere il valore delle relazioni pubbliche e per offrire spunti di discussione. Propone quindi visite, conferenze, eventi formativi e presentazioni per confrontarsi con specialisti, autori, comunicatori che condividono con le socie e i soci della STRP strategie, visioni, sfide, criticità e successi del campo in cui operano. Il dialogo è costruttivo e accompagnato da momenti di networking; le gite fuori porta prevedono incontri anche nel resto della Svizzera e in Italia. Alla STRP può iscriversi chi presenta domanda ed esercita attività professionale nel campo delle PR e dei settori vicini. Per ulteriori informazioni: segreteria@strp.ch, www.strp.ch 

 

Per la foto di Massimo Baciocchi: SGB-FSS