Quest’anno lo studio IttenBrechbühl compie cento anni di vita. Quali sono i principi cui vi siete ispirati nel corso di questa lunga storia?

«Nel 1922 Otto Rudolf Salvisberg e Otto Brechbühl fondarono a Berna uno studio associato, gettando così le basi della futura IttenBrechbühl. Al 2012 risale l’inaugurazione della succursale di Lugano, diventando l’unico studio di architettura svizzero ad essere presente in tutte le regioni linguistiche. Nel corso di un secolo di vita l’obiettivo è sempre stato quello di rispondere alle esigenze dei clienti progettando lo spazio in funzione degli utilizzi per cui è previsto e ottimizzando i processi ed i costi di gestione nella logica di un’edilizia sostenibile. Non meno importante trasmettere, attraverso gli edifici progettati, emozioni e sensibilità, creando un’identità spaziale per le persone che vi vivono e lavorano all‘interno».

Qual è la vostra visione dell’architettura?

«Sono lontani i tempi in cui l’architetto era il singolo autore del progetto, oggi l’architettura è un grande processo collettivo, un lavoro in collaborazione con un obiettivo comune. Le nostre risorse non sono inesauribili e questo ci costringe alla razionalità e all’efficienza, ma non basta. Se pensiamo al futuro, dobbiamo introdurre nella nostra visione anche un elemento utopico. Dobbiamo ideare e dare forma a qualcosa di nuovo, di migliore. Progettisti e specialisti di tutte le sedi collaborano strettamente, offrendo così alla clientela il know-how di tutta l’azienda».

I vostri progetti spaziano davvero a 360°…

«L’attività di IttenBrechbühl contempla la realizzazione di progetti eterogenei come ospedali, laboratori e centri di ricerca, stazioni ferroviarie, complessi immobiliari ad uso uffici o impianti sportivi. In collaborazione anche con architetti di fama mondiale siamo specializzati nel settore della sanità e della cura, nel campo dell’istruzione e della ricerca, nei servizi e nell’industria.

Nello specifico, tenendo conto dell’evoluzione continua dei requisiti delle infrastrutture ospedaliere abbiamo da tempo sviluppato concetto di core hospital: servizi concentrati nell’infrastruttura, con tutte le funzioni base e specialistiche e, parallelamente, un insieme complementare di singole funzioni associate alla salute».

Immagino che la sostenibilità rappresenti una scelta irrinunciabile del vostro modo di operare…

«Da anni lo studio IttenBrechbühl è orientato alla sostenibilità, un aspetto che oggi non possiamo più permetterci di non considerare. Da noi la sostenibilità non è considerata un ostacolo che limita la creatività degli architetti, bensì un’occasione per affrontare sfide entusiasmanti e per cimentarci in progetti innovativi.

Ponendo la funzionalità sempre al primo posto, è necessario in ogni caso avere consapevolezza dei materiali che utilizziamo. Inoltre, sin dal suo concepimento, un edificio deve essere pensato per come dovrà essere smontato, con una parte dei materiali riutilizzabili e la restante riportata alla sua essenza. È una linea di pensiero che si sta sviluppando in tutto il mondo».

Che cosa rappresenta oggi la digitalizzazione nelle strategie di sviluppo di IttenBrechbühl?

«La trasformazione digitale della società, degli spazi abitativi e lavorativi, del modo di pensare e di agire dal punto di vista economico, è un processo inarrestabile che influenza ovviamente anche l’architettura e la pianificazione. Di conseguenza, la nostra community VDC si occupa costantemente del tema della digitalizzazione che oggi offre nuove possibilità di rappresentazione ed elaborazione delle informazioni.

Alcuni temi come il Building Information Modeling (BIM), la Virtual Design and Construction (VDC) e la Smart Architecture, costituiscono dunque una sfida per il ruolo degli architetti. Questo approccio interdisciplinare viene già applicato da anni in IB, e ora diventa ancora più efficiente e trasparente grazie alla modalità di lavoro basata sui modelli».

Possiamo approfondire in che modo si sviluppa il progetto all’interno del processo creativo?

«Il modello di costruzione digitale, con tutte le informazioni che contiene, diventa la «single source of truth». Tutte le persone coinvolte nella pianificazione hanno così la possibilità di accedere contemporaneamente allo stato corrente della pianificazione. Questa sincronia richiede agli architetti una buona dose di conoscenza dell’intero processo di pianificazione e realizzazione, e al tempo stesso una profonda comprensione della pianificazione integrata e interdisciplinare.

Il piano di sviluppo del progetto disciplina la collaborazione tra i diversi partecipanti al progetto per quanto riguarda la realizzazione, l’utilizzo e l’applicazione dei modelli di costruzione digitali. Il piano definisce gli obiettivi, le strutture organizzative e le responsabilità, fornisce il quadro generale dei servizi BIM e definisce i processi e i requisiti di scambio dei singoli partecipanti».

A tutto ciò non è estranea anche la diffusione dei processi di automazione…

«Esattamente. L’automazione rappresenta un’ulteriore opportunità per la digitalizzazione. Ora che i processi di pianificazione e di costruzione diventano sempre più rapidi, i processi automatizzati permettono di elaborare i progetti in modo più efficiente e più preciso. I lavori ripetitivi e suscettibili di errori vengono automatizzati grazie all’applicazione intelligente di script, in modo che gli architetti possano continuare a concentrarsi sui concetti e sui contenuti.

Già nelle prime fasi del progetto, all’interno di IB sfruttiamo le possibilità date da Parametric e Generative Design Tools per ottimizzare e razionalizzare i progetti e per realizzare edifici ad alte prestazioni. Oggi digitalizzazione e automazione consentono di ripensare l’architettura e, con l’aiuto della pianificazione integrata e delle comunicazioni trasparenti, di soddisfare completamente le aspettative dei nostri clienti e dei partner addetti alla pianificazione».

IttenBrechbühl

Via San Salvatore 3
Casella postale 613
6902 Lugano-Paradiso
Tel. +41 91 756 56 11
www.ittenbrechbuehl.ch