Giovanni Mastroddi – MG Immobiliare – sotto quali auspici si è caratterizzato in questi primi mesi del 2024 il mercato immobiliare ticinese?

«Dopo un 2023 che complessivamente si è dimostrato essere un anno molto positivo, anche i primi mesi del 2024 confermano un andamento del mercato senza dubbio favorevole, grazie soprattutto ad una discesa dei tassi verso il basso e ad una contemporanea riduzione dell’inflazione. E tutti gli indicatori prevedono che questi trend proseguiranno, anzi si intensificheranno, nel corso dei prossimi mesi. Perdurano certo gravi incertezze economiche e finanziarie connesse ai conflitti e alle crisi internazionali in atto, ma paradossalmente questa situazione spinge gli investimenti verso “beni rifugio”, tra cui in primo luogo il mattone. La ricerca di sicurezza avvantaggia poi in ogni caso la Svizzera, che da questo punto di vista offre le più solide garanzie in Europa e non solo».

Possiamo in particolare soffermarci sull’andamento del segmento degli immobili di lusso e sulle specifiche esigenze da parte di una clientela benestante?

«Se fino a qualche tempo fa l’idea di lusso si legava in buona parte alle dimensioni di un immobile e alla sua dotazione di determinati servizi, oggi il concetto è diventato molto più articolato e coinvolge trasversalmente ogni tipologia di residenza, dai 2 locali fino alla grande villa di prestigio. Il lusso si riferisce non solo alla firma di famoso architetto ma abbraccia tutti i diversi aspetti che concorrono a determinare la qualità di una costruzione, che deve rispondere a precisi criteri di sostenibilità, efficientamento e risparmio energetico, ma anche interpretare in modo esauriente le aspettative, i gusti e le richieste di una clientela sempre più attenta alla qualità del vivere contemporaneo, e che esige certo la disponibilità di ogni genere di servizi, ma anche il rispetto di valori immateriali come la bellezza, la tranquillità, il rispetto per la natura e per l’ambiente». 

Esistono apprezzabili differenze di comportamento tra le richieste dei clienti domestici e quelli internazionali?

«Direi che non ci sono apprezzabili differenze. Entrambe le categorie sono, come già detto, sensibili alle sostenibilità, all’ecologia, all’utilizzo di materiali il più possibile naturali. E poi, elemento importantissimo, l’ampiezza e la funzionalità degli spazi a disposizione. Effetto diretto di questa predisposizione è il fatto che le richieste si orientano sempre più verso le nuove costruzioni, mentre gli edifici privi di queste caratteristiche sono inevitabilmente destinati all’obsolescenza e alla loro progressiva espulsione dal mercato».

Quali sono le sue valutazioni riguardo alle prospettive circa l’andamento del tasso d’interesse che impatta così fortemente sulla concessione delle ipoteche?

«I tassi ipotecari sono scesi negli ultimi mesi in modo sensibile ed è prevedibile un ulteriore ritocco a settembre. Attualmente si avvicinano a quell’1-1,5% che rappresenta l’indice storico che per molti anni ha contraddistinto la Svizzera, a dimostrazione della stabilità economica e dell’affidabilità finanziaria di questo Paese».

Allargando lo sguardo che ipotesi si sente di formulare riguardo ai progetti di sviluppo futuro della città di Lugano e sulle possibili conseguenze rispetto al settore immobiliare?

«Il Municipio di Lugano ha in corso tutta una serie di progetti, come il polo sportivo oppure gli interventi in ambito congressuale, che contribuiranno senz’altro al processo di ammodernamento della città, al fine di renderla più attrattiva e competitiva a livello internazionale, anche se restano insoluti alcuni problemi come quelli legati alla viabilità e al traffico. Ciò che tuttavia ho avuto modo più volte di rilevare è la mancanza di una vera e propria politica dell’accoglienza, finalizzata ad attrarre e mantenere nel tempo quella fascia di residenti benestanti, svizzeri o provenienti da altri Paesi, desiderosi di stabilirsi in Ticino di cui apprezzano la bellezza, il clima, la sicurezza, ecc., e che andrebbero maggiormente incentivati sul piano economico e finanziario, tenuto conto del significativo apporto che potrebbero dare in termini di imposte versate, oltre che di sostegno all’interno settore immobiliare. Dovrebbe essere prestata maggiore attenzione, da parte delle forze politiche, per promuovere ed incentivare l’arrivo di nuove aziende, offrendo agevolazioni fiscali che avrebbero un sicuro ritorno sul territorio in termini di crescita demografica qualificata, nuovi posti di lavoro, nuovi contribuenti e una distribuzione di ricchezza in termini di servizi».

Infine, quali sono le più importanti promozioni su cui è attualmente focalizzata l’attività di MG Immobiliare?

«La nostra strategia resta focalizzata sulla promozione di oggetti accuratamente selezionati che rispondano appieno a quei criteri di qualità costruttiva, dotazione di servizi, sostenibilità e risparmio energetico, rispetto dell’ambiente, oltre che naturalmente giusto prezzo, che ci vengono richiesti dai nostri clienti. Questa filosofia ci ha consentito in oltre 30 anni di presenza sul mercato luganese, e non solo, di essere riconosciuti per la nostra professionalità e competenza, al punto di essere individuati come una sorta di “boutique”, un unicum nel mercato immobiliare ticinese. Un esempio fra i tanti di questo nostro modo di lavorare è che stiamo definendo gli ultimi dettagli architettonici di una nuova promozione in Collina d’Oro, che andrà in vendita a breve e che rappresenta un’ottima espressione dei concetti di qualità, lusso, sostenibilità e piacevolezza dell’abitare».