Il Palazzo dei Congressi di Lugano ospita la settima edizione di un evento, cresciuto di importanza nel corso degli anni, che vede riuniti, nel corso di due serate, oltre 1400 rappresentanti di tutti i comparti che fanno parte del settore immobiliare. Un’occasione davvero unica per fare il punto sul mondo delle costruzioni che ha risentito fortemente del blocco dell’attività nella prima fase della pandemia, nella primavera del 2020. I provvedimenti successivi hanno consentito la ripresa progressiva dei cantieri, sia pure con cautele e costi maggiori per la sicurezza e una diversa organizzazione del lavoro che ha rischiato di tradursi, inevitabilmente, in una minore produttività. L’impatto più profondo dell’emergenza sanitaria si è registrato sul versante della domanda nelle sue diverse componenti: residenziale, per uffici, ospitalità, commerciale, logistica, mentre una trasformazione della domanda a cui si assiste diffusamente, considerata ormai come non transitoria ma strutturale, riguarda gli effetti determinatisi sul binomio casa-ufficio. La definizione dell’evoluzione in corso si basa sull’osservazione che, come effetto dell’emergenza, le case tendono ad assomigliare di più ad uffici, dovendo ospitare postazioni di lavoro, e la conformazione degli uffici tende ad ispirarsi ai confort delle abitazioni. E, allargando lo sguardo alla dimensione complessiva dei fenomeni, si può anche dire che assistiamo ad una rivincita delle campagne sulle città, delle periferie sui grandi centri direzionali. Una sorta di discontinuità rispetto alla tendenza millenaria all’urbanizzazione, all’esodo verso i centri maggiori e all’esaltazione moderna delle downtown. Ma questa tendenza sta comunque lasciando un’impronta sulla domanda residenziale, sia per la struttura delle abitazioni sia per la loro collocazione nel tessuto urbano. A fronte delle limitazioni dei movimenti che hanno colpito duramente l’attività scolastica e il tempo libero, la soluzione per le famiglie è ora quella di ricercare spazi domestici più vivibili; cresce, quindi, la domanda di case con giardini e terrazzi, tipologia che, poi, è più agevole e meno costoso trovare, magari nella stessa regione, ma in centri minori o in zone di campagna.
La trasformazione, dettata dall’esperienza della fase di emergenza, non è però solo quantitativa. L’evoluzione determina per il settore immobiliare almeno due conseguenze: la prima è che la riduzione tendenziale degli spazi per uffici sarà moderata dall’esigenza di una loro più moderna e funzionale configurazione, attenta ai servizi alle persone e agli ambienti condivisi; la seconda è che per la riorganizzazione degli spazi e degli arredi si presenta una preziosa occasione di sviluppo da cogliere puntando sull’innovazione e, ovviamente, sulla tecnologia. Si apre, dunque, la prospettiva degli smart building, caratterizzati da un uso diffuso della tecnologia per la gestione degli edifici, che si accompagnerà opportunamente alla completa digitalizzazione del lavoro; la scelta delle aziende e delle persone tra il telelavoro e il lavoro in presenza non dipenderà, quindi, da vincoli tecnici e organizzativi ma dal bilanciamento delle diverse esigenze sociali e individuali e dall’obiettivo del buon funzionamento della macchina organizzativa.
Di queste, e tante altre tematiche, si discuterà nel corso degli incontri che animeranno le due serate della BIT, in un clima di maggiore fiducia nel settore delle costruzioni, in particolare per il segmento delle ristrutturazioni e riqualificazioni e gli interventi dovrebbero riguardare diffusamente il settore immobiliare a partire dall’efficientamento energetico e messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato.
Quello che è sicuro è che si è innestata una trasformazione profonda nel settore immobiliare. Rispetto al nuovo contesto, a fronte dell’evoluzione della domanda
potranno affermarsi sul mercato nuovi players e nuovi brand, mentre la catena del valore nelle organizzazioni si sta già trasformando. Come sempre quando si aprono nuove prospettive nel mercato, nulla si realizza in modo automatico; sta agli operatori cogliere le opportunità e individuare la strada giusta per innovare e per adeguare l’offerta di prodotti alla nuova domanda, i cui contorni appaiono ormai, in ogni caso, ben delineati.
La capacità della BIT si interpretare, e se possibile anticipare, le tendenze in atto, si conferma anche quest’anno attraverso il ricco programma di conferenze e incontri tematici con il dichiarato intento di consentire ai partecipanti di conoscersi, confrontarsi, condividere, offrendo agli imprenditori ticinesi una piattaforma unica per avvicinare nuovi potenziali partner, allargare la propria rete di contatti e contribuire allo sviluppo di un intero comparto economico.
A rendere ulteriormente qualificato il dibattito sarà la presenza del Consiglio di Stato, con la Divisione dell’economia del Cantone, e del dipartimento dell’ambiente costruzioni e design della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana SUPSI, che permetterà, nella serata di apertura, di introdurre temi centrali legati alla realtà attuale dell’intero settore delle costruzioni.
Alla realizzazione dell’evento hanno contribuito
Credit Suisse Lugano
Centro Porsche Lugano
Swisslife Select
Homegate.ch.
Città di Lugano, Locarno, Bellinzona, Mendrisio e Chiasso.
SVIT Ticino – Associazione svizzera dell’economia immobiliare
CATEF – Camera ticinese dell’economia fondiaria
SSIC – Società Svizzera Impresari Costruttori.
L-EVENTO, Eventi privati e aziendali