Barbara Widmer, Lei giunge a questa nomina dopo aver ricoperto vari incarichi all’interno dell’OSI. Quali sono state le principali tappe di questo suo percorso professionale?
«Ho iniziato il mio percorso all’OSI nel 2010, quando ero ancora studentessa a Zurigo, stavo cercando un altro lavoro part-time che mi permettesse di avvicinarmi già al mondo musicale e con immensa gioia sono stata assunta all’OSI. Inizialmente il mio ruolo era quello di assistente artistica, lavoravo a stretto contatto con l’allora Direttore artistico-amministrativo Denise Fedeli, poi negli anni si è sviluppato in Responsabile di produzione, fino ad arrivare a Membro di direzione nel gennaio del 2021 e ricoprire la carica di Direttore artistico ad interim dall’ottobre 2022. Quando si è aperto il concorso per Direttore artistico ho capito che non avrei potuto non cogliere quest’occasione, ed eccomi qui con immenso onore ed entusiasmo».
Quale specifica esperienza ha potuto maturare lavorando per tanto tempo a contatto con un complesso prestigioso, maestri di musica, direttori d’orchestra, ecc.?
«Per una studentessa iniziare in un’istituzione culturale importante come quella dell’OSI è stato un privilegio e un’occasione credo più unica che rara; la realtà come quella dell’Orchestra della Svizzera italiana ti permette di entrare in contatto con grandissime personalità del mondo artistico nazionale e internazionale. Il contatto con gli artisti arricchisce ogni giorno parte del mio bagaglio e mi offre la possibilità di essere in un certo senso catapultata costantemente (ovviamente virtualmente) fuori dai nostri confini. All’interno dello staff invece, il fatto di essere un team così piccolo, ti permette di vedere, crescere e svilupparti in tantissimi settori (dalla produzione artistica, alla comunicazione, alle finanze), insomma una bellissima immersione a 360° in tutto quello che ti può offrire questo mondo».
L’OSI ha molto diversificato nel corso degli ultimi anni i suoi impegni. Quali sono le principali linee di sviluppo lungo le quali intende Lei, Barbara Widmer, indirizzare la futura programmazione delle attività?
«Sì, negli ultimi 7-8 anni l’OSI è cresciuta moltissimo, il consolidamento del rapporto con un Direttore principale ha portato l’orchestra a trovarsi tra le migliori orchestre europee e questo ha fatto sì che venisse invitata in prestigiose stagioni e sale (quali ad esempio il Musikverein di Vienna, il Salzsburg Festival per citarne alcuni) e a portare il nome dell’OSI al di là dei confini nazionali in qualità di ambasciatrice culturale della Svizzera italiana. Sicuramente questo è uno degli aspetti che vorrei continuare a sviluppare: fare conoscere questo gioiello che forse è ancora troppo poco conosciuto Oltralpe; certamente la ricerca del successore di Markus Poschner in qualità di Direttore principale sarà anche uno dei principali obiettivi dei prossimi anni, affinché l’immenso lavoro che il Maestro ha svolto in questi ultimi anni possa avere la giusta continuità e iniziare un nuovo capitolo artistico con un’altra personalità. Il repertorio classico-presto romantico è il repertorio consono alle peculiarità e al colore di un’orchestra come l’OSI, che si differenzia da altre orchestre per il suo timbro particolare e subito riconoscibile. L’altro capitolo che andrà sicuramente continuato è quello dell’Audience development che ha preso avvio ancora di più con il nuovo progetto be connected, che ha come intento quello di disseminare l’identità dell’OSI laddove certi confini sembrano ancora esistere e cercare di coinvolgere quelle nuove generazioni che forse non conoscono ancora il valore e il privilegio di avere un’orchestra professionale nella propria regione».
È già possibile annunciare novità che vedremo nei prossimi mesi?
«La stagione 23/24 è ormai stata annunciata, oltre alle stagioni tradizionali di OSI al LAC e OSI in Auditorio, l’OSI sarà impegnata durante il mese di aprile in una lunga tournée in Germania con il Direttore principale Markus Poschner e la giovane pianista Anna Vinniskaja, tournée che toccherà le più importanti città della Germania quali ad esempio Stoccarda, Colonia e Monaco e prima di questo lungo viaggio, l’OSI sarà nel mese di gennaio a Reggio Emilia nel suggestivo Teatro Valli.
Durante il week end di Pentecoste l’orchestra sarà impegnata con la terza edizione del Festival Presenza che prevede la Direzione artistica della star del violoncello Sol Gabetta, questa volta accompagnata dalla stravagante violinista Patricia Kopatchinskaja che per l’occasione comporrà un brano per violino, violoncello e orchestra (chissà cosa ci aspetterà!)».
Da tempo l’OSI ha avviato un processo di avvicinamento ad un pubblico sempre più vasto e diversificato, tenendo anche concerti in luoghi non convenzionali. In che modo pensate di incrementare questa tendenza?
«Penso sia importante portare il nome dell’Orchestra anche laddove c’è la difficoltà ad arrivare, il nuovo progetto be connected ha proprio questo intento. Dell’esperienza ad esempio del Vanilla, siamo stati stupiti dall’afflusso di gente anche completamente digiuna di musica classica, in quest’ottica saremo sempre creativi per questo tipo di iniziative che affiancheranno la nostra attività principale.
Nell’ambito di questo progetto segnalo con piacere due novità: la prima un progetto in occasione di Halloween Chi ha paura dell’OSI che avrà luogo al Palacinema di Locarno e il concerto in giugno al LAC che permetterà ad alcuni musicisti non professionisti di suonare sul prestigioso palco affiancati dai professori dell’OSI».
Da ultimo, ci vuole raccontare come le nuove responsabilità influenzeranno la sua vita personale e la possibilità di dare spazio, nel poco tempo libero, a interessi e passioni?
«Quando si ricopre un ruolo di questo tipo si deve partire con il presupposto di dedicarsi completamente all’incarico, ed è con questo spirito che inizierò questo percorso. Ho tuttavia la necessità di ritagliarmi del tempo libero come una sorta di apertura verso la creatività; la buona organizzazione permetterà certamente il giusto equilibrio tra la vita privata e la vita lavorativa, avendo oltretutto al nostro fianco uno staff motivato, entusiasta e competente».